Earle Nelson

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In breve
Earle Nelson (1897-1928), detto “l’uomo gorilla” o “lo strangolatore nero”, tra il 1926 e il 1927 uccise almeno 22 persone, quasi tutte affittacamere di mezza età, negli Stati Uniti e in Canada. Si presentava come un giovane cristiano gentile in cerca di una stanza, poi le strangolava e ne violava i cadaveri. Fu arrestato a Winnipeg, condannato per l’omicidio di Emily Patterson e impiccato il 13 gennaio 1928. Ispirò il film di Hitchcock L’ombra del dubbio.

Earle Nelson è stato uno dei primi serial killer e necrofili americani. Nato nel 1897, commise almeno 22 omicidi e venne condannato a morte.

Cenni biografici

Earle Leonard Ferral, questo il suo vero nome, nasce il 12 maggio 1897 a San Francisco, ma quando ancora non ha due anni i suoi genitori muoiono, entrambi di sifilide.

Va così a vivere dalla nonna materna, Jennie Nelson, una fervente pentecostale, di cui prenderà il cognome. A 7 anni viene espulso dalla scuola elementare. Verso i dieci anni, mentre va in bicicletta, si scontra con un tram e resta privo di sensi per sei giorni. Dopo essersi risvegliato il suo comportamento cambia notevolmente.

Comincia a soffrire di frequenti mal di testa e perdite di memoria, come Nannie Doss. Parla con persone immaginarie, cita di continuo passi della Bibbia e da adolescente legge in modo ossessivo l’Apocalisse. Già da ragazzino comincia a frequentare i bordelli e i bar del quartiere a luci rosse di San Francisco, la Barbary Coast.

I primi crimini

Earle Nelson

Nelson comincia presto la sua carriera criminale e nel 1915 viene condannato a due anni nel carcere di San Quentin per essere entrato in una baita che credeva abbandonata. Seguono altri arresti per furto, un’evasione e diversi arruolamenti nell’esercito e nella marina sotto falso nome, tutti finiti con una diserzione.

Nel 1918, dopo essersi comportato in modo strano durante una delle sue brevi esperienze in marina, viene internato nell’ospedale psichiatrico statale di Napa. Agli psichiatri racconta di vedere volti, sentire musica e voci. Scappa almeno tre volte, tanto che il personale lo soprannomina “Houdini”, finché all’ennesima fuga smettono di cercarlo.

Nel 1919 sposa Mary Martin, una donna di 60 anni, ma il matrimonio dura appena sei mesi a causa della sua gelosia, delle sue manie religiose e della sua violenza. Il 19 maggio 1921, fingendosi un idraulico, entra in una casa di San Francisco e aggredisce una bambina di 12 anni in cantina, ma lei grida e lui scappa. Viene catturato poche ore dopo su un tram.

Viene così di nuovo internato a Napa, da cui fugge altre due volte. Nel 1925 viene dimesso e l’anno seguente comincia la sua serie di omicidi.

Gli omicidi

La sua prima vittima conosciuta è Clara Newman, una ricca affittacamere di 60 anni di San Francisco, uccisa il 20 febbraio 1926. Nelson si era presentato con il nome di “Roger Wilson”, come possibile inquilino. Pochi giorni dopo, il 2 marzo, uccide la sua seconda vittima, Laura Beale, 63 anni, a San Jose.

Le sue vittime principali erano affittacamere di mezza età, che trovava spesso grazie agli annunci di stanze in affitto.

Si presentava come un giovane cristiano educato e affascinante e spesso leggeva la Bibbia per guadagnarsi la loro fiducia. Poi le strangolava e violava i loro cadaveri. Spesso nascondeva i corpi sotto un letto o in una stanza vuota, e se ne andava.

Dopo ogni omicidio cambiava nome e città: San Francisco, Portland, Seattle, poi il Midwest e la costa orientale, fino a Buffalo, Detroit e Chicago. Così riuscì a sfuggire alla polizia per un anno e mezzo. A quei tempi i serial killer non erano un fenomeno conosciuto e le indagini furono anche rallentate dall’arresto di persone innocenti.

Gli ultimi omicidi in Canada

Nel giugno 1927 Nelson arriva a Winnipeg, in Canada. L’8 giugno scompare Lola Cowan, una ragazzina di 14 anni che vendeva fiori finti porta a porta. Due giorni dopo, il 10 giugno, Emily Patterson viene trovata morta dal marito, strangolata e picchiata con un martello, sotto il letto del figlio. L’uomo la scopre mentre si inginocchia accanto al letto per dire le preghiere della sera.

Dalla casa dei Patterson mancavano un vestito, la fede nuziale di Emily, la Bibbia di famiglia e 70 dollari canadesi. Il giorno dopo un gioielliere comprò la fede da Nelson per 3 dollari e mezzo, e un barbiere notò sulla sua testa sangue secco e graffi.

Il 12 giugno, perquisendo le pensioni della città, la polizia entrò nella stanza in cui Nelson aveva alloggiato e trovò sotto il letto il corpo di Lola Cowan. A differenza delle altre vittime, era stata anche mutilata, e dal letto sembrava che Nelson ci avesse dormito sopra.

Arresto e processo

Il 16 giugno 1927 a Killarney, una cittadina di confine del Manitoba, la polizia arrestò un uomo che corrispondeva alla descrizione e che disse di chiamarsi “Virgil Wilson”. Era così calmo e collaborativo che gli agenti pensarono di aver preso l’uomo sbagliato.

La sera stessa “Wilson” riuscì a evadere dalla prigione, ma commise l’errore di cercare di prendere lo stesso treno su cui viaggiavano gli agenti di Winnipeg. Fu ripreso dodici ore dopo la fuga.

A Winnipeg lo aspettavano quasi 4.000 curiosi. Le sue impronte digitali, arrivate da San Francisco, confermarono che “Virgil Wilson” era in realtà Earle Nelson. Al processo il suo avvocato cercò di dimostrare che fosse malato di mente e quindi non responsabile delle sue azioni. La giuria però lo dichiarò colpevole dell’omicidio di Emily Patterson e fu condannato a morte.

Venne impiccato a Winnipeg il 13 gennaio 1928. Con 22 vittime accertate era, all’epoca, la persona a cui erano attribuiti più omicidi nella storia degli Stati Uniti. I suoi crimini ispirarono Alfred Hitchcock per il film L’ombra del dubbio del 1943.

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Fonti

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