Yoshio Kodaira (1905-1949) fu un serial killer e criminale di guerra giapponese. Nel 1932 uccise il suocero e, tra il 1945 e il 1946, nel caos del dopoguerra, violentò e uccise almeno sette donne attirate con false offerte di lavoro o di cibo. Arrestato nell’agosto 1946, fu condannato a morte e impiccato il 5 ottobre 1949.
Yoshio Kodaira è stato un serial killer giapponese, attivo dal 1932 al 1946. I suoi crimini includono stupri, omicidi e necrofilia, oltre ai crimini di guerra commessi in Cina.
Yoshio Kodaira
Yoshio Kodaira nasce il 28 gennaio 1905 a Tochigi, sesto di otto figli. La famiglia gestisce una locanda, ma il padre è dedito all’alcol, al gioco e alle spese, e l’attività fallisce, lasciandoli in povertà. Nella famiglia del padre ci sono diversi casi di malattia mentale.
Yoshio non è mai uno studente modello: alle elementari è tra gli ultimi della classe e le maestre lo descrivono come svogliato, maleducato e violento. Soffre anche di balbuzie e si arrabbia facilmente quando non riesce a farsi capire.
Nel 1923, a 18 anni, si arruola nella Marina imperiale. Nel 1928 viene mandato in Cina, dove partecipa all’incidente di Jinan e uccide sei soldati cinesi con la baionetta, guadagnandosi una medaglia. Durante quel periodo, come confesserà lui stesso, entra con i suoi compagni nelle case dei civili, li deruba e violenta le donne. In almeno un caso squarcia il ventre a una donna incinta.
Il primo omicidio

Nel 1932 lascia la Marina con il grado di sergente e si sposa. La moglie però lo lascia quando scopre che ha avuto un figlio da un’altra donna. Il 2 luglio 1932, in preda alla rabbia, Yoshio attacca la famiglia di lei con una sbarra di ferro: uccide il suocero e ferisce altre sei persone.
Viene condannato a 15 anni, ma nel 1940 ottiene la libertà condizionale. Nel 1943 trova lavoro come addetto alle caldaie in una fabbrica, dove spia spesso le operaie mentre si lavano. Nel 1944 si risposa.
Gli omicidi del dopoguerra
Tra il 25 maggio 1945 e il 6 agosto 1946 Kodaira violenta e uccide almeno dieci donne tra Tokyo e la prefettura di Tochigi. Approfitta della fame e della miseria del dopoguerra: avvicina giovani donne nelle stazioni di Tokyo, come Shibuya, Ikebukuro, Asakusa o la stazione centrale, e promette loro un lavoro presso un contadino o del cibo. Poi le porta nei boschi, le violenta, le strangola e ruba loro soldi e vestiti.
Le vittime accertate sono:
- Mitsuko Miyazaki, 21 anni, uccisa il 25 maggio 1945 nel dormitorio della fabbrica di uniformi della Marina in cui lavorava
- Yori Ishii, 30 anni, il 22 giugno 1945
- Mitsuko Nakamura, 22 anni, il 12 luglio 1945
- Kazuko Kondo, 22 anni, il 15 luglio 1945
- Yoshie Matsushita, 21 anni, il 28 settembre 1945
- Hiroko Baba, 19 anni, il 30 dicembre 1945
- Ryuko Midorikawa, 17 anni, il 6 agosto 1946
È sospettato anche della morte di altre tre ragazze, tra i 15 e i 18 anni, una delle quali mai identificata.
L’ultimo omicidio
Con l’ultima vittima Kodaira commette un errore fatale. Conosce la diciassettenne Ryuko Midorikawa e, da metà giugno 1946, va spesso a trovarla a casa con la scusa di offrirle un lavoro, presentandosi alla madre con il suo vero nome.
Il 6 agosto 1946 la ragazza sparisce. Quando il suo corpo viene ritrovato, il 17 agosto, i genitori fanno subito alla polizia il nome di Kodaira, che viene arrestato il 20 agosto.
Il processo e l’esecuzione
In tribunale Kodaira nega tre degli omicidi. Il 18 giugno 1947 viene processato per sette dei dieci omicidi di cui è sospettato, e dopo uno di questi aveva anche abusato del cadavere. La Corte suprema conferma la condanna a morte il 16 novembre 1948.
Yoshio Kodaira viene impiccato il 5 ottobre 1949 nel carcere di Miyagi, a Sendai. Il suo ultimo giorno disse:
Sono fortunato a poter morire in un giorno così calmo e sereno
La sua storia ha ispirato un episodio del film Love and Crime di Teruo Ishii (1969) e il romanzo Tokyo anno zero di David Peace (2007).
🦋 Emadion vive grazie a chi lo legge. Se questa storia ti ha tenuto sveglio, offrimi un caffè: mi aiuta a portarti il prossimo incubo.
☕ Sostieni Emadion su Ko-fiFonti
Vuoi leggere più storie di assassini giapponesi, alcune delle quali inedite sul sito? Clicca qui






