Béla Kiss, il mostro di Czinkota

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In breve
Béla Kiss (1877 circa – scomparso nel 1916) era un lattoniere di Cinkota, vicino a Budapest. Nel 1916, mentre lui era in guerra, nella sua casa furono trovati 24 corpi, quasi tutti di donne attirate con annunci matrimoniali, strangolati e conservati sotto alcol in bidoni di metallo. Kiss fuggì da un ospedale militare serbo e non fu mai catturato.

Béla Kiss è stato un serial killer ungherese attivo nei primi anni del Novecento. Le sue vittime erano soprattutto donne che, dopo essere state strangolate, venivano conservate sotto alcol in grandi bidoni di metallo.

La storia di questo serial killer è stata raccontata molte volte e in ogni versione si trovano particolari diversi. Credo che alcuni siano stati inventati di sana pianta per abbellire la storia, partiamo quindi dai fatti più solidi.

Béla Kiss

Béla Kiss nasce intorno al 1877 a Izsák, nell’allora Impero austro-ungarico. Nel 1900 si trasferisce a Cinkota (o Czinkota), all’epoca un paese alle porte di Budapest e oggi parte della città, dove lavora come lattoniere. Un giornale del 1907 lo descrive come un uomo celibe, onesto, senza debiti e affidabile negli affari. Si interessa anche di occulto e di astrologia.

Nel 1912 assume una domestica, la signora Jakubec, che nota come Kiss scriva a moltissime donne. Pubblica infatti annunci sui giornali in cui si presenta come agente matrimoniale o come indovino, e ogni tanto porta a casa una di queste donne, che però non restano mai a lungo.

Gentile ma riservato con i vicini, Kiss ha un’altra stranezza: colleziona grandi bidoni di metallo. Quando la polizia locale gli chiede a cosa servano, risponde che li sta riempiendo di carburante in vista del razionamento per la guerra imminente. Una risposta del tutto plausibile, e nessuno se ne preoccupa più.

La scoperta dei corpi

Barili Bela Kiss

Allo scoppio della Prima guerra mondiale, nel 1914, Béla viene chiamato alle armi e parte per il fronte serbo, lasciando la casa alla signora Jakubec. In paese si sparge la voce che sia morto in guerra.

Nella primavera del 1916 il proprietario della casa, Márton Kresinszky, decide di ristrutturarla. Insieme a un vicino, il farmacista Béla Takács, entra nel locale accanto al laboratorio di Kiss in cerca di materiale e trova sette bidoni di latta sigillati con il piombo. Aprono il primo con un’ascia e vengono investiti da un tanfo terribile: dentro c’è un sacco, e nel sacco il corpo di una donna. Dal secondo esce una ciocca di capelli biondi.

Vengono chiamate le autorità, che trovano un corpo di donna in ognuno dei sette bidoni. Perquisendo tutta la proprietà la polizia arriva a 24 corpi: si pensa a 23 donne e un uomo. Erano state strangolate con un laccio e conservate sotto alcol in bidoni ermetici. Sul collo avevano dei piccoli fori e i corpi sembravano svuotati del sangue, tanto che si parlò perfino di vampirismo.

Lo scrittore Frigyes Karinthy, presente quando i bidoni vennero svuotati nel cimitero di Cinkota, descrisse con orrore la precisione da “collezionista” con cui ogni corpo era stato legato e sistemato.

Il capo della polizia investigativa di Budapest, Károly Nagy, chiede subito ai militari di arrestare Kiss, se è ancora vivo. Ma il nome Béla Kiss in Ungheria è comunissimo e le ricerche sono difficili.

La signora Jakubec viene sospettata di essere complice, anche perché Kiss le aveva lasciato dei soldi nel testamento, ma interrogata nega tutto. Indica però alla polizia una stanza segreta chiusa a chiave, in cui il padrone le aveva sempre proibito di entrare.

Dentro ci sono librerie piene di libri, molti su veleni e strangolamento, un album di foto e le lettere di 74 donne, le più vecchie del 1903, che avevano risposto ai suoi annunci matrimoniali. Dalle lettere emerge il suo metodo: Béla sceglieva donne di mezza età che cercavano marito, possibilmente senza parenti in zona, le corteggiava e si faceva mandare dei soldi. Due di loro lo avevano perfino denunciato per averle derubate, ma poi erano sparite e le cause erano state archiviate.

Le ricerche e la fuga di Béla Kiss

Bela Kiss

Il 4 ottobre 1916 arriva a Nagy una lettera secondo cui Béla Kiss si trova ricoverato in un ospedale militare in Serbia. Quando la polizia arriva, però, l’uomo è già scappato, lasciando nel suo letto il corpo di un altro soldato.

Negli anni seguenti le notizie su Béla Kiss sono le più disparate: c’è chi dice che sia morto in Turchia, chi che si trovi in carcere in Romania e chi invece sostiene che abbia preso l’identità di un soldato più giovane.

Nel 1920 un soldato della Legione straniera francese racconta di aver sentito un commilitone di nome “Hoffman” vantarsi di saper strangolare una donna. La descrizione combaciava con quella di Kiss, ma l’uomo disertò prima che la polizia arrivasse a lui.

Nel 1932 il detective Henry Oswald affermò di averlo visto uscire dalla metropolitana di New York, ma di averlo perso tra la folla. Da quel momento di Béla Kiss non si è più saputo nulla.

Dettagli non confermati

Alcune versioni della storia raccontano che Béla Kiss fosse sposato con una donna molto più giovane di lui che lo tradiva. Infuriato, avrebbe ucciso lei e il suo amante, dicendo in giro che i due erano scappati insieme, e poi avrebbe continuato a uccidere donne per vendetta.

Sicuramente molti dettagli si sono persi nella storia e molti sono stati inventati. Quel che è certo è che Béla Kiss è stato un serial killer che strangolava le donne e le conservava sotto alcol, e che non ha mai pagato per i suoi crimini.

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Fonti

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