L’oscuro segreto di Charlie Brandt

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In breve
Carl “Charlie” Brandt sembrava un marito modello. Nel settembre 2004, ospite della nipote Michelle Jones a Maitland, in Florida, durante l’uragano Ivan, uccise lei e la moglie Teri e poi si tolse la vita. Le indagini rivelarono che a 13 anni aveva sparato ai genitori, uccidendo la madre, e che nel 1989 aveva ucciso e mutilato Sherry Perisho. È sospettato di altri omicidi.

Carl Brandt era un marito modello, un amico fidato, uno zio premuroso. O almeno così credevano tutti. La percezione che tutti avevano di Charlie però è cambiata un giorno di settembre del 2004, quando Charlie viene trovato morto nel garage di sua nipote, Michelle Jones.

Quello che la polizia troverà dentro la casa però cambierà per sempre la vita della famiglia e degli amici di Charlie.

L’uragano Ivan

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All’inizio di settembre 2004 il terribile uragano Ivan minaccia le Florida Keys, dove a Big Pine Key vivono Charlie e sua moglie Teresa, che tutti chiamano “Teri”. Il 2 settembre la coppia lascia la sua villa sulla spiaggia e Michelle, la nipote di Teri, li ospita a casa sua a Maitland, vicino a Orlando, finché l’uragano non sarà passato.

La sera del 13 settembre Michelle aspetta la visita di Lisa, una delle sue migliori amiche, ma la richiama per dirle di non venire: gli zii hanno alzato un po’ il gomito e stanno litigando.

Michelle ha un rapporto molto stretto con sua madre, Mary Lou, la sorella di Teri, e la sente quasi ogni giorno. Ma dopo quella sera Michelle non risponde più al telefono.

Preoccupata, il 15 settembre la madre chiede a Debbie, un’amica di Michelle, di andare a controllare, mentre resta con lei al telefono.

Debbie trova la porta d’ingresso chiusa e prova a entrare dal garage. Lì trova il corpo senza vita di Charlie: si era tolto la vita. Spaventata, chiama la polizia.

La tragica scoperta

michelle and teri

Niente però può preparare gli investigatori a quello che trovano dentro la casa. Teri, la moglie di Charlie, giace sul divano, uccisa con sette coltellate al petto. Michelle invece viene trovata sul suo letto.

Il corpo di Michelle è stato decapitato ed eviscerato: il cuore e altri organi sono stati asportati e la testa è stata messa accanto al corpo. Le armi sono i coltelli della sua cucina.

Quello che appare chiaro sin da subito è che chi ha compiuto quel mostruoso atto non è un principiante. La precisione con cui Michelle è stata uccisa e mutilata fa pensare a qualcuno che lo ha già fatto.

Ma come ha potuto un uomo all’apparenza normale, un buon marito e uno zio premuroso, uccidere sua moglie e sua nipote?

Forse Charlie non era l’uomo che tutti credevano di conoscere.

Un segreto di famiglia

Charlie Brandt

Charlie era nato il 23 febbraio 1957 in Connecticut, figlio di immigrati tedeschi. Dopo la tragedia gli investigatori contattano Angela, sua sorella maggiore, che rivela un segreto inquietante.

Il 3 gennaio 1971, a Fort Wayne, nell’Indiana, Charlie, che aveva 13 anni, aveva preso la pistola del padre ed era entrato in bagno, dove il padre si stava facendo la barba e la madre, incinta di otto mesi, faceva il bagno. Aveva sparato a entrambi a bruciapelo.

Poi era andato da Angela e le aveva puntato contro l’arma, ma la pistola si era inceppata. Dopo una lotta, Angela era riuscita a calmarlo e a scappare dai vicini. Charlie l’aveva seguita e, quando una vicina aveva aperto la porta, le aveva detto:

“Ho appena sparato a mamma e papà.”

La madre e il bambino che aspettava morirono, mentre il padre sopravvisse. Charlie disse di non ricordare cosa avesse fatto e che “qualcosa era scattato” nella sua mente. Tre perizie psichiatriche non riuscirono a capire il perché. Troppo giovane per essere processato, passò un anno in un ospedale psichiatrico e fu poi riaffidato alla famiglia.

La famiglia non parlò mai più di quell’episodio: fino al 2004 le due sorelle minori avevano creduto che la madre fosse morta in un incidente d’auto. Non si sa se Charlie lo abbia mai raccontato a Teri, ma una rivelazione del fratello di lei, che ti racconterò più avanti, fa pensare che sospettasse qualcosa.

Il movente

Dopo la scoperta del passato di Charlie, la polizia perquisisce la casa sua e di Teri a Big Pine Key e fa delle scoperte importanti. Prima di tutto la casa è tenuta in un ordine maniacale: persino le assi messe a protezione delle finestre per l’uragano erano tagliate con precisione millimetrica.

Charlie aveva una vera ossessione per l’anatomia umana: in casa c’erano libri, poster e ritagli di chirurgia, e su internet cercava foto di autopsie e siti di video violenti contro le donne.

Furono trovati anche dei cataloghi di biancheria intima di Victoria’s Secret, a cui era abbonato. Un collega raccontò che Charlie aveva un’attrazione morbosa per la nipote e che non la chiamava mai Michelle, ma “Victoria’s Secret”. Secondo gli investigatori l’omicidio era nato proprio da questa ossessione e Teri era stata uccisa perché era una testimone.

Ma perché Charlie era così esperto di anatomia umana?

Possibile serial killer

Charlie Brandt

Charlie viaggiava spesso per lavoro, come tecnico radar per la Ford Aerospace, e i detective cominciano a riaprire i casi di omicidi irrisolti in Florida dal 1973 in poi.

È così che si scopre che probabilmente era un serial killer. Non sapremo mai quante persone abbia ucciso: secondo alcuni potrebbero essere più di trenta.

Il 16 luglio 1989 Sherry Perisho, una donna di 38 anni che viveva su un gommone vicino a un ponte di Big Pine Key, era stata trovata morta in acqua a meno di 300 metri dalla villa di Charlie. Era stata quasi decapitata, mutilata e il suo cuore era stato asportato. Charlie somigliava all’identikit di un uomo visto vicino al luogo del delitto. Il 6 maggio 2006 la polizia ha chiuso ufficialmente il caso, attribuendo a lui l’omicidio.

Charlie è sospettato anche di altri tre omicidi: quello di Carol Sullivan, una ragazzina rapita nel 1978 nella contea dove lui viveva allora; quello di Lisa Saunders, 20 anni, uccisa a Big Pine Key nel 1988; e quello di Darlene Toler, 38 anni, trovata senza testa e senza cuore vicino a un’autostrada di Miami nel 1995. Quel giorno Charlie aveva segnato sul suo registro 160 km di viaggio, più o meno la distanza tra casa sua e il luogo del ritrovamento.

La cosa sorprendente però è la rivelazione fatta alla polizia da un parente di Teri. Teri gli aveva confidato di sospettare che Charlie avesse ucciso Sherry Perisho e gli aveva raccontato che, la sera dell’omicidio, Charlie era tornato a casa con la camicia sporca di sangue. Gli aveva chiesto spiegazioni e lui aveva detto di aver “sfilettato un pesce”.

Teri decise di credergli e non fece più domande. Forse non voleva credere che l’uomo che aveva sposato fosse un assassino. Se però quel giorno avesse chiamato la polizia, forse oggi sia lei che Michelle sarebbero ancora vive.

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Fonti

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