John Wayne Gacy (1942-1994), il “Killer Clown”, tra il 1972 e il 1978 violentò, torturò e uccise almeno 33 ragazzi e giovani uomini nella sua casa vicino a Chicago, seppellendone 26 sotto il pavimento. Di giorno era un imprenditore stimato e si travestiva da Pogo il clown per feste e ospedali. Fu giustiziato il 10 maggio 1994. Ancora oggi cinque vittime non hanno un nome.
John Wayne Gacy è un famoso serial killer, noto anche perché, quando non stava attirando e uccidendo ragazzi, animava le feste del suo quartiere vestito da Pogo il clown.
John Wayne Gacy
Gacy nasce il 17 marzo 1942 a Chicago, in Illinois, secondo di tre figli e unico maschio. Da bambino cerca disperatamente l’approvazione del padre, che però non arriva mai. Il padre, un alcolizzato, lo picchia e lo umilia spesso, anche davanti agli amici, e quando la madre cerca di difenderlo lo deride ancora di più, insultandolo e trattandolo da cocco di mamma.
A 11 anni viene colpito alla testa da un’altalena e soffre di svenimenti e forti mal di testa fino a 16 anni, quando gli viene diagnosticato e curato un problema di salute.
La relazione con il padre
Il rapporto con il padre, secondo Gacy, è sempre stato difficile. Quando il figlio stava male, il padre era convinto che fingesse, nonostante i lunghi ricoveri in ospedale che, sommati, arrivavano a circa un anno.
A 18 anni Gacy si impegna in politica con il Partito Democratico e il padre gli regala una macchina, che però intesta a sé finché il figlio non l’avrà ripagata tutta. Quando si arrabbia, gli toglie le chiavi.
Stanco dei continui litigi, Gacy si trasferisce a Las Vegas, dove trova lavoro in un’impresa di pompe funebri, a contatto con i cadaveri.
La carriera di venditore e la prima condanna

Dopo tre mesi capisce che Las Vegas non fa per lui e chiede al padre il permesso di tornare a casa. Frequenta un corso di economia e trova lavoro come venditore di scarpe. Data la sua incredibile abilità nel vendere, viene presto promosso.
Sul lavoro conosce Marlynn Myers, che sposa nel 1964, e si trasferisce a Waterloo, in Iowa, per gestire alcuni ristoranti del suocero. Lì diventa un membro attivo della comunità, ma comincia anche ad aggredire sessualmente alcuni ragazzi che lavorano per lui. Uno di loro lo denuncia.
Nel 1968 Gacy si dichiara colpevole di sodomia su un ragazzo e viene condannato a 10 anni. Perde il lavoro e la moglie chiede il divorzio. Lui le dice che non vuole mai più rivedere né lei né i loro due figli.
La nuova vita di Gacy e Pogo il clown

Gacy resta in prigione solo 18 mesi, poi ottiene la libertà sulla parola. Torna a Chicago dalla madre e trova lavoro come aiuto cuoco.
Nel 1971 un ragazzo lo denuncia per violenza sessuale, ma non si presenta al processo e le accuse cadono. Se la polizia avesse controllato meglio la situazione di Gacy, si sarebbe accorta che era in libertà vigilata e quelle accuse avrebbero potuto rimandarlo in prigione. Purtroppo non fu così.
Nel 1972 sposa Carole Hoff e diventa un membro stimato della comunità di Norwood Park, alla periferia di Chicago. Lascia il lavoro e fonda un’impresa edile. A partire dal 1974 organizza ogni estate grandi feste a tema per tutto il quartiere.
Diventa anche organizzatore della parata del Giorno della Costituzione polacca (Gacy era di origini polacche) e arriva a conoscere l’allora first lady Rosalynn Carter. È famosa la foto dei due insieme, che in seguito fu un grosso imbarazzo per i servizi di sicurezza.
Nel 1975 si unisce ai “Jolly Jokers”, volontari che si vestono da clown per eventi di beneficenza e per far visita ai bambini malati negli ospedali. I suoi personaggi sono Pogo il clown e Patches il clown, di cui cura personalmente trucco e costumi. Tutti considerano Gacy una brava persona, sempre pronta ad aiutare il prossimo.
Nello stesso anno confessa alla moglie, che aveva trovato in casa riviste omosessuali, di essere bisessuale, e le dice che non avranno più rapporti. Nel 1976 divorziano di comune accordo.
Gli omicidi

La prima vittima di Gacy, nel 1972, è il sedicenne Timothy McCoy, che stava andando in autobus a Omaha. Gacy gli offre un giro di Chicago e un posto dove dormire, promettendogli di accompagnarlo alla stazione la mattina dopo.
Secondo la sua confessione, la mattina seguente trova Timothy sulla porta della camera con un coltello in mano. Lo sopraffà, gli toglie il coltello e lo pugnala a morte. Solo dopo, in cucina, si accorge che il ragazzo aveva preparato la colazione ed era venuto semplicemente a svegliarlo. Gacy lo seppellisce nell’intercapedine sotto la casa.
Con le vittime successive il metodo diventa quasi sempre lo stesso: le attira a casa sua, le convince a farsi ammanettare con la scusa di mostrare un trucco di magia, poi le violenta, le tortura e le uccide soffocandole o strangolandole.
La seconda vittima è un ragazzo mai identificato, tra i 15 e i 18 anni. Il 31 luglio 1975 uccide il diciottenne John Butkovich, un suo dipendente che reclamava due settimane di stipendio arretrato, e lo seppellisce sotto il garage.
La maggior parte degli omicidi avviene tra il 1976, anno del divorzio, e il 1978. Molte vittime sono ragazzi conosciuti alla stazione degli autobus o che facevano l’autostop, altre lavorano per lui. Poche settimane dopo il divorzio uccide il diciottenne Darrell Samson. Poi, a poche ore di distanza, il quindicenne Randall Reffett e il quattordicenne Samuel Stapleton, che vengono sepolti nella stessa fossa.
Arresto e condanna

Gacy continua a uccidere fino all’11 dicembre 1978. Quel giorno scompare il quindicenne Robert Piest, che aveva detto alla madre di dover parlare con un imprenditore per un lavoro estivo. La polizia di Des Plaines risale a Gacy e perquisisce la sua casa.
Gli agenti sentono un odore nauseabondo, che Gacy giustifica con problemi alle fognature. In realtà è il tanfo dei cadaveri sepolti sotto la casa. Senza saperlo, la polizia trova indizi che collegano l’uomo a diverse scomparse.
Dopo giorni di sorveglianza continua, Gacy viene arrestato il 21 dicembre 1978 e confessa più di 30 omicidi. Nell’intercapedine sotto la casa vengono trovati 26 corpi, altri tre sono sepolti altrove nella proprietà e quattro, tra cui Robert Piest, erano stati gettati nel fiume Des Plaines.
La comunità è sconvolta: non riesce a credere che il vicino affabile che faceva il clown per i bambini malati fosse un assassino.
In carcere Gacy sostiene di avere degli alter ego e che uno di loro sia il vero responsabile degli omicidi, nel tentativo di farsi dichiarare infermo di mente. Ma non funziona: il 13 marzo 1980 viene condannato a morte per 33 omicidi, all’epoca il numero più alto mai attribuito a una sola persona in un processo negli Stati Uniti.
In carcere dipinge molti quadri, spesso di clown, alcuni dei quali vengono poi bruciati pubblicamente da chi li ha comprati, mentre altri vengono esposti o venduti.
Si dice che Stephen King, pur non avendolo mai dichiarato, si sia ispirato anche a Gacy per il suo romanzo “IT”, con il clown assassino Pennywise.
Nelle interviste rilasciate in carcere non ha mai mostrato rimorso, e il 10 maggio 1994 viene giustiziato con un’iniezione letale. Le sue ultime parole sono state:
Baciatemi il culo
Aggiornamento: le vittime senza nome
Per decenni otto vittime di Gacy sono rimaste senza nome, sepolte sotto lapidi con la scritta “We Are Remembered”, “Siamo ricordati”. Nel 2011 lo sceriffo della contea di Cook, Thomas Dart, ha riaperto le indagini usando le nuove tecniche del DNA.
Da allora ne sono state identificate tre: William Bundy, 19 anni, nel 2011, James Byron Haakenson, 16 anni, nel 2017, e Francis Wayne Alexander nel 2021, grazie alla genealogia genetica. Restano ancora cinque vittime senza nome, e lo sceriffo continua a chiedere a chi ha perso un familiare negli anni ’70 di farsi avanti.
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- John Wayne Gacy, Wikipedia (en)
- John Wayne Gacy Victim Identified, Cook County Sheriff, 25 ottobre 2021
- Unknown Gacy Victim Identified, Cook County Sheriff, 19 luglio 2017
- Gacy unknown victims, A&E






