Joe Ball il macellaio di Elmendorf

Posted by
In breve
Joe Ball (1896-1938), proprietario della taverna Sociable Inn di Elmendorf, in Texas, teneva cinque alligatori in una vasca dietro il locale. Quando nel 1937-38 sparirono alcune cameriere fu sospettato di averle uccise e di averne dato i corpi agli alligatori. Si tolse la vita quando la polizia andò a interrogarlo. Il suo aiutante confessò due omicidi, ma la storia delle 20 vittime divorate dai rettili oggi è considerata in gran parte una leggenda.

Joe Ball nacque nel 1896 e fu ritenuto colpevole di due omicidi, anche se per decenni si è detto che avesse ucciso ben 20 donne. Venne soprannominato “Il macellaio di Elmendorf”, “Il Barbablù del Texas del sud” e “L’uomo degli alligatori”, perché si diceva che desse i corpi delle sue vittime in pasto agli alligatori che teneva fuori dalla sua taverna.

Cenni biografici di Joe Ball

Joseph Douglas Ball nacque il 7 gennaio 1896 a San Antonio, in Texas, secondo di otto figli di un ricco proprietario terriero che in seguito aprì un emporio. Suo fratello Raymond divenne il primo sindaco di Elmendorf.

Joe combatté al fronte in Europa durante la Prima Guerra Mondiale e al suo ritorno negli Stati Uniti, approfittando del proibizionismo, si diede al contrabbando di alcol. Dopo la fine del proibizionismo aprì una taverna a Elmendorf, chiamata Sociable Inn. Nonostante Joe non fosse molto simpatico ai residenti, il locale era sempre pieno grazie a una strana attrazione.

L’uomo aveva infatti costruito una vasca di cemento dove teneva cinque alligatori. Joe faceva pagare i clienti per vederli, soprattutto durante il pasto, che consisteva di solito in cani e gatti vivi.

Joe non era ben voluto dai vicini: secondo i racconti una volta ne aveva minacciato uno con una pistola perché si era lamentato della puzza che proveniva dalla vasca, mentre un altro avrebbe dovuto trasferirsi a causa delle sue minacce.

Le sparizioni

Joe Ball e una delle mogli

Le cameriere che lavoravano al Sociable Inn cambiavano spesso, così come le donne di Joe, e col tempo nella zona cominciarono a sparire alcune ragazze.

Secondo la versione più diffusa della storia, nel 1937 i genitori di Minnie Gotthardt, una ragazza di ventidue anni che lavorava come cameriera alla taverna, si rivolsero alla polizia perché da giorni non riuscivano a mettersi in contatto con la figlia. Joe venne interrogato e disse che la ragazza aveva trovato un altro lavoro e se n’era andata. Non essendoci prove a suo carico, venne lasciato andare.

Qualche mese dopo un’altra famiglia denunciò la scomparsa della figlia, Julia Turner, anche lei cameriera da Joe.

Joe raccontò che Julia aveva avuto dei problemi e voleva lasciare la zona, dopo un litigio con un’amica, e che lui le aveva dato dei soldi per il viaggio. Ma nella sua stanza la polizia trovò ancora tutti i suoi vestiti.

Le indagini e la morte di Joe

Nei mesi successivi sparirono altre cameriere e, sempre secondo i racconti, il caso arrivò ai Texas Ranger. Una delle scomparse era Hazel Brown, detta “Schatzie”, che si era innamorata di un cliente abituale e voleva smettere di lavorare per Joe. Si disse anche che diverse ex cameriere e alcune delle mogli di Joe non fossero più state viste da nessuno.

Il 24 settembre 1938 due vicesceriffi della contea di Bexar si presentarono alla taverna per interrogarlo. Joe prese una pistola dal registratore di cassa e si tolse la vita davanti a loro.

Il complice e le vittime

Un tuttofare della taverna, Clifford Wheeler, confessò di avere aiutato Joe a liberarsi dei corpi di due donne. Raccontò che Joe aveva ucciso Minnie Gotthardt nel giugno 1937 e in seguito Hazel Brown, e accompagnò la polizia nei luoghi dove si trovavano i loro resti. Wheeler fu condannato a due anni di carcere per complicità in omicidio, mentre gli alligatori vennero donati allo zoo di San Antonio.

Nella versione della storia che si è diffusa negli anni, Wheeler avrebbe detto che Joe aveva ucciso almeno altre 20 donne e che i loro resti erano finiti in pasto agli alligatori.

Quanto c’è di vero?

Proprio questa parte, quella più macabra, è anche la più dubbia. Nel 1957 Dolores “Buddy” Goodwin, una delle mogli di Joe, la cui temporanea sparizione era stata attribuita a lui, dichiarò in un’intervista che nessuna donna era mai stata gettata nella vasca degli alligatori e che gli omicidi erano stati soltanto due.

Le fonti scritte dell’epoca che confermano i crimini di Joe sono pochissime. Nel 2002 il giornalista Michael Hall ha indagato a fondo sulla vicenda per la rivista Texas Monthly. Il nipote di Joe, Richard “Bucky” Ball Jr., ha invece attribuito i delitti ai traumi violenti che lo zio aveva vissuto in guerra.

La vicenda ha ispirato il film “Quel motel vicino alla palude” (Eaten Alive) del 1976, diretto da Tobe Hooper, famoso per avere girato “Non aprite quella porta” due anni prima. Nel film il proprietario di un albergo dà le sue vittime in pasto a un coccodrillo del Nilo. Joe Ball è stato citato anche in un episodio della serie Bones.

🦋 Emadion vive grazie a chi lo legge. Se questa storia ti ha tenuto sveglio, offrimi un caffè: mi aiuta a portarti il prossimo incubo.

☕ Sostieni Emadion su Ko-fi

Fonti

📍Questa storia è sulla Mappa del misteroScopri dove è successo e quali altri misteri si nascondono lì vicino.Vedi sulla mappa →

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *