Mary Ann Cotton (1832-1873), nata nella contea di Durham, è considerata la prima serial killer della storia britannica. Fu condannata per l’avvelenamento con l’arsenico del figliastro Charles, ma si ritiene che abbia ucciso anche 11 dei suoi 13 figli, tre dei quattro mariti, la madre, un amante, un’amica e diversi figliastri, spesso per incassare le assicurazioni sulla vita. Venne impiccata nel carcere di Durham il 24 marzo 1873.
Mary Ann Cotton è stata una serial killer inglese, forse la prima della storia britannica, che avrebbe ucciso con l’arsenico la madre, tre mariti, un amante e 11 dei suoi 13 figli. Presenta molte analogie con il caso di Nannie Doss.
Mary Ann Cotton
Mary Ann Robson nacque il 31 ottobre 1832 a Low Moorsley, nella contea di Durham, nel nord dell’Inghilterra. La sua infanzia fu segnata dalla povertà e dall’infelicità, ma queste, per una famiglia non benestante del XIX secolo, erano le condizioni normali di vita.
Quando aveva solo nove anni, nel febbraio 1842, suo padre Michael, che lavorava allo scavo dei pozzi nella miniera di Murton, morì precipitando per circa 46 metri in un pozzo. Il suo corpo fu riconsegnato alla vedova in un sacco con il timbro “Proprietà della South Hetton Coal Company”, e poiché la casa era legata al lavoro del marito, la famiglia rischiava di finire per strada.
L’anno dopo la madre di Mary Ann si risposò con un altro minatore, George Stott, ma la ragazza e il patrigno non andarono mai d’accordo. Così, a 16 anni, se ne andò di casa per fare la bambinaia in casa di un dirigente della miniera, nel vicino villaggio di South Hetton.
Quando i bambini della famiglia vennero mandati in collegio, tornò a casa e imparò il mestiere di sarta. Da ragazzina, secondo il suo vecchio insegnante della scuola domenicale, era una bambina diligente e sempre pulita e in ordine.
Primo marito
Nel 1852, a 20 anni, Mary Ann sposò un minatore, William Mowbray, a Newcastle upon Tyne. La coppia si trasferì nel sud-ovest dell’Inghilterra per il lavoro di William.
Durante il processo si parlò di quattro o cinque figli della coppia morti piccoli in quegli anni. Nessuna di queste morti però risulta registrata: la registrazione era obbligatoria, ma la legge non veniva fatta rispettare.
Tornati nel nord-est, William lavorò come fuochista su un battello a vapore che partiva da Sunderland e poi come caposquadra in miniera. Nel frattempo continuarono a nascere e a morire bambini: la figlia Margaret Jane morì nel 1860 e il piccolo John Robert William nel 1864, a un anno, di “febbre gastrica”.
Nel gennaio 1865 anche William morì improvvisamente di un disturbo intestinale. Mary Ann aveva assicurato la vita del marito e dei figli con la British and Prudential: per William incassò 35 sterline, circa sei mesi di paga di un operaio, e 2 sterline e 5 scellini per il piccolo John.
Secondo marito

Poco dopo la morte di William, Mary Ann si trasferì a Seaham Harbour, dove cominciò una relazione con Joseph Nattrass, che però era fidanzato e sposò un’altra donna. In quel periodo morì di tifo anche la seconda Margaret Jane, di tre anni e mezzo.
Dei nove figli che aveva avuto, ormai le restava solo Isabella, che mandò a vivere con la nonna.
Tornata a Sunderland trovò lavoro come infermiera all’ospedale per le febbri contagiose. Lì conobbe un paziente, l’ingegnere George Ward, e il 28 agosto 1865 i due si sposarono nella chiesa di St Peter a Monkwearmouth.
George però continuò a stare male e morì il 20 ottobre 1866, dopo una lunga malattia con paralisi e problemi intestinali. Sul certificato di morte fu scritto colera e tifo. Il medico disse poi che era rimasto sorpreso da una morte così improvvisa. Ancora una volta Mary Ann incassò l’assicurazione.
Terzo marito
Nel novembre 1866 Mary Ann trovò lavoro come governante in casa di James Robinson, un carpentiere navale di Pallion, a Sunderland, che aveva da poco perso la moglie Hannah ed era rimasto solo con i figli.
Un mese dopo il suo arrivo morì di febbre gastrica il figlio più piccolo di James, John.
Devastato dal lutto, James cercò conforto fra le braccia di Mary Ann, che rimase incinta. Poco dopo però la donna dovette tornare a Seaham Harbour: sua madre si era ammalata di epatite.
L’assassinio della madre
La madre cominciò presto a stare meglio, ma poi iniziò a lamentarsi di forti dolori allo stomaco e morì nella primavera del 1867, a 54 anni, nove giorni dopo l’arrivo della figlia.
Mary Ann prese quindi Isabella e la portò con sé in casa di James. Lì la bambina si ammalò e morì di forti dolori allo stomaco, insieme a due dei figli di James, Elizabeth e James. I tre bambini vennero sepolti tra la fine di aprile e l’inizio di maggio 1867. Per Isabella Mary Ann incassò 5 sterline e 10 scellini di assicurazione.
L’11 agosto 1867 Mary Ann e James si sposarono e a novembre nacque la loro figlia, Margaret Isabella. Purtroppo però anche lei morì, nel febbraio successivo. Il 18 giugno 1869 nacque un altro figlio, George, ma James cominciò a sospettare della moglie, soprattutto per la sua insistenza nel volergli fare un’assicurazione sulla vita.
Scoprì poi che Mary Ann aveva accumulato 60 sterline di debiti a sua insaputa, che aveva rubato più di 50 sterline che avrebbe dovuto versare in banca e che costringeva i figli più grandi a impegnare gli oggetti di casa al banco dei pegni.
James la cacciò di casa, tenendo con sé il piccolo George, e Mary Ann finì a vivere per strada. James fu l’unico marito a sopravvivere.
Quarto marito

Disperata, Mary Ann fu aiutata dall’amica Margaret Cotton, che le presentò il fratello Frederick, un minatore di Walbottle rimasto vedovo e che aveva perso due dei suoi quattro figli. Margaret faceva da seconda mamma ai due bambini rimasti, Frederick Jr. e Charles.
Alla fine di marzo 1870 anche Margaret morì per un misterioso disturbo allo stomaco.
Frederick, affranto, cercò conforto in Mary Ann, che rimase di nuovo incinta. Il 17 settembre 1870 si sposarono nella chiesa di St Andrew a Newcastle, anche se Mary Ann era ancora sposata con James Robinson. All’inizio del 1871 nacque il piccolo Robert. Poco dopo Mary Ann venne a sapere che la sua vecchia fiamma, Joseph Nattrass, viveva a West Auckland, a una cinquantina di chilometri, e non era più sposato.
Riaccese la relazione e convinse la famiglia a trasferirsi vicino a lui. Frederick morì nel dicembre dello stesso anno di “febbre gastrica”. Naturalmente sulla sua vita e su quella dei suoi figli c’era un’assicurazione.
I due amanti
Rimasta vedova, Mary Ann prese Joseph Nattrass in casa come inquilino e trovò lavoro come infermiera di un funzionario delle accise che si stava riprendendo dal vaiolo. Nei racconti viene chiamato John Quick-Manning, ma nei registri non c’è traccia di quel nome: probabilmente si trattava di un certo Richard Quick Mann. Mary Ann rimase incinta di lui, per la tredicesima volta.
Nel marzo 1872 morì Frederick Jr. e poco dopo anche il piccolo Robert. Poi si ammalò di febbre gastrica anche Joseph, che morì subito dopo aver cambiato il testamento a favore di Mary Ann.
L’ultimo omicidio di Mary Ann Cotton
Ormai restava solo Charles Cotton. Un giorno Thomas Riley, un funzionario della parrocchia che era anche vice coroner di West Auckland, chiese a Mary Ann di assistere una donna malata di vaiolo. Lei si lamentò che il bambino le era d’intralcio e gli chiese se si potesse mandarlo in un ricovero per poveri. Riley rispose che avrebbe dovuto andarci anche lei. Mary Ann rifiutò e disse che il bambino era malaticcio e che, presto, non sarebbe più stato un problema:
“Se ne andrà come tutti gli altri Cotton”.
Cinque giorni dopo Mary Ann disse a Riley che Charles era morto. Riley andò alla polizia e convinse il medico a non firmare il certificato di morte prima di aver chiarito le circostanze. La prima persona da cui andò Mary Ann dopo la morte del bambino non fu il medico, ma l’assicuratore. Lì scoprì che senza il certificato di morte non avrebbe ricevuto niente.
Fu aperta un’inchiesta e la giuria concluse per morte naturale. Mary Ann disse di aver curato il bambino con la maranta e che Riley l’accusava perché lei aveva respinto le sue avances. Ma i giornali locali si appassionarono alla storia e scoprirono che, girando per il nord dell’Inghilterra, Mary Ann aveva perso tre mariti, un amante, un’amica, la madre e 11 figli, tutti morti di “febbri gastriche”.
Arresto e processo

Il medico che aveva assistito Charles, William Byers Kilburn, aveva conservato dei campioni e le analisi rivelarono la presenza di arsenico. Mary Ann venne arrestata e il corpo del bambino fu riesumato. Il processo venne rinviato perché il 7 gennaio 1873, in carcere, Mary Ann diede alla luce la sua tredicesima e ultima figlia, che chiamò Margaret Edith Quick-Manning Cotton.
Il processo cominciò il 5 marzo 1873 al tribunale di Durham. L’accusa era sostenuta da Charles Russell, che in seguito avrebbe seguito altri famosi casi di avvelenamento. La difesa sostenne che Charles non aveva ingerito il veleno, ma lo aveva respirato, perché l’arsenico era usato come colorante nella carta da parati verde della casa. Ipotizzò anche che il farmacista, distratto, avesse usato per sbaglio l’arsenico al posto del bismuto, una polvere usata contro la diarrea.
La giuria si ritirò per deliberare e dopo soli 90 minuti dichiarò Mary Ann Cotton colpevole dell’omicidio del piccolo Charles. Venne condannata a morte per impiccagione.
Condanna
Dopo la sentenza, secondo il corrispondente del Times, la donna si mostrò molto scossa, ma poche ore dopo tornò al suo solito atteggiamento freddo e riservato, convinta che la regina le avrebbe concesso la grazia e continuando a proclamarsi innocente. Furono presentate diverse petizioni al Ministro dell’Interno, ma senza successo, e il 24 marzo 1873 venne condotta al patibolo del carcere di Durham.
Il boia, William Calcraft, preparò la corda troppo corta, forse di proposito, e Mary Ann non morì sul colpo per la rottura del collo: morì strangolata dal nodo, lentamente. Dei suoi 13 figli, gliene sopravvissero solo due: Margaret Edith, che visse fino al 1954, e George, il figlio avuto da James Robinson.
Com’è possibile che Mary Ann Cotton abbia potuto avvelenare così tante persone senza destare sospetti?
Prima di tutto le condizioni di vita non erano delle migliori, soprattutto nelle famiglie povere, la mortalità infantile era altissima e una morte per problemi intestinali non destava sospetti.
In secondo luogo l’arsenico era facilmente reperibile all’epoca, perché usato come disinfettante, e la sua ingestione causava vomito e diarrea.
Le morti per avvelenamento, dunque, venivano spesso scambiate per febbre gastrica o tifo, malattie che colpivano l’apparato intestinale. In più Mary Ann si spostava spesso, cambiando città e medici, e nessuno poteva unire i puntini. La sua storia è stata raccontata nel 2016 nella miniserie britannica Dark Angel, con Joanne Froggatt, ispirata al libro del criminologo David Wilson.
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