Il 6 dicembre 1959 il cardiologo Harold Perelson uccise la moglie Lillian nella loro villa al 2475 di Glendower Place, a Los Feliz (Los Angeles), aggredì la figlia maggiore e poi si tolse la vita. La casa fu comprata l’anno dopo dai coniugi Enriquez, che non ci andarono mai a vivere: per oltre 50 anni rimase vuota, piena di mobili e oggetti, diventando la “Los Feliz Murder Mansion”. Nel 2016 è stata venduta per quasi 2,3 milioni di dollari.
Il 6 dicembre 1959 una terribile tragedia si consuma nella villa al 2475 di Glendower Place, nel ricco quartiere di Los Feliz di Los Angeles.
La storia dell’omicidio-suicidio di Los Feliz
La villa, in stile revival spagnolo, era stata costruita nel 1925 sulla collina vicino al Griffith Park, con una vista spettacolare sulla città. Tre piani, cinque camere e più di 450 metri quadrati: una casa da star del cinema. Negli anni ’50 vi si trasferì il cardiologo Harold Perelson con la moglie Lillian e i loro tre figli.
Alle 4:30 del mattino del 6 dicembre 1959 Harold uccise nel sonno la moglie Lillian, colpendola alla testa con un martello.
Poi andò nella stanza della figlia diciottenne Judye e cercò di uccidere anche lei. Il primo colpo però non andò a buon fine, la ragazza si svegliò e cominciò a urlare:
Non uccidermi!
Il padre le disse allora di stare ferma e di non urlare, ma Judye riuscì a scappare, ferita, e corse a dare l’allarme dai vicini. Uno di loro raccontò poi che la porta d’ingresso era coperta di sangue.
Nel frattempo Harold vide in corridoio i due figli più piccoli, Joel di 13 anni e Debbie di 11, svegliati dalle urla. Disse loro di tornare a letto, perché quello che avevano sentito era stato solo un incubo. Poco dopo si tolse la vita, prima dell’arrivo della polizia.
Possibili cause
Il gesto di Harold rimane in parte un mistero, ma secondo i racconti dell’epoca i Perelson avevano gravi problemi di soldi. Si dice che un collega gli avesse sottratto i diritti su un macchinario medico in cui Harold aveva investito molto denaro: ne nacque una battaglia legale che Harold vinse, ma ottenendo solo una parte di quanto aveva speso.
Due anni prima della tragedia, inoltre, Judye e i suoi fratelli erano rimasti coinvolti in un incidente d’auto. Harold fece causa al responsabile e vinse, ma il risarcimento bastò a malapena a coprire le spese mediche.
Harold attraversava da tempo un periodo di forte sofferenza psicologica e la famiglia stava pensando di farlo ricoverare in un ospedale psichiatrico. Per salvare le apparenze, però, agli amici dicevano che soffriva di problemi al cuore e che sarebbe stato ricoverato per accertamenti. Poco prima di quella notte, Judye aveva scritto alla zia, confidandole che i genitori avevano grossi problemi finanziari.
Una casa ferma nel tempo
Dopo la tragedia i tre figli vennero affidati a dei parenti e la villa rimase vuota. Un anno dopo fu venduta all’asta a una coppia, Emily e Julian Enriquez, che arredarono alcune stanze ma, a quanto si racconta, non ci andarono mai a vivere e la usarono come deposito. Alla loro morte la casa passò al figlio Rudy, che continuò a usarla allo stesso modo, quasi senza fare riparazioni.
Si diceva che all’interno ci fossero ancora le decorazioni natalizie dei Perelson e persino l’albero di Natale con i regali incartati.
La villa divenne famosissima: per decenni curiosi e cacciatori di fantasmi sono saliti sulla collina, scattando foto dall’esterno e, a volte, anche dall’interno. Nonostante si vedessero mobili degli anni ’50, un vecchio televisore e alcune carte da regalo, l’albero di Natale non si vide mai. Probabilmente gli oggetti appartenevano agli Enriquez e non ai Perelson. Nel 2009 il Los Angeles Times dedicò alla casa un lungo articolo che contribuì ad alimentare la leggenda, mentre i vicini, stanchi dei visitatori notturni, la consideravano soltanto una vecchia casa abbandonata.
La villa oggi
Rudy Enriquez morì nel 2015 senza figli e la villa fu messa in vendita per la prima volta dopo oltre 50 anni, a 2,75 milioni di dollari. Prima della vendita gli oggetti all’interno vennero rimossi. Nel 2016 la casa fu acquistata da una coppia per quasi 2,3 milioni di dollari e negli anni successivi gli interni furono smantellati fino alle strutture portanti per essere ristrutturati.
Così, dopo più di mezzo secolo, la “casa dell’omicidio” di Los Feliz ha perso il suo aspetto di capsula del tempo. Ma per molti abitanti di Los Angeles resterà sempre la casa in cui, una notte di dicembre del 1959, tutto si fermò.
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- NBC Los Angeles, The Los Angeles “Murder House” Sells for Nearly $2.3 Million
- Vice, Here’s What It’s Like to Try and Sell LA’s Most Notorious Murder House
- Strange Remains, The sinister story of LA’s “Murder Mansion”
- The Real Deal, How to get away with selling a murder house






