Joachim Kroll – uno spietato assassino con il QI bassissimo

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In breve

  • Chi: Joachim Georg Kroll (Hindenburg, 17 aprile 1933 – Rheinbach, 1º luglio 1991).
  • Soprannome: “il cannibale della Ruhr”.
  • Crimini: almeno otto omicidi di donne e bambine nella regione della Ruhr, tra il 1955 e il 1976; ne confessò 14.
  • Arresto: il 3 luglio 1976, a Duisburg.
  • Condanna: ergastolo, nell’aprile 1982, dopo un processo di 151 giorni.

Joachim Kroll è stato un assassino seriale, necrofilo e cannibale tedesco, che per oltre vent’anni ha ucciso donne e bambine nella regione della Ruhr. Tra le sue vittime ci sono molte bambine, e per questo in questo articolo non scenderò nei dettagli delle violenze che subirono.

Cenni biografici

Nacque il 17 aprile 1933 a Hindenburg (oggi Zabrze, in Polonia), nell’Alta Slesia, in una famiglia povera. Era il sesto di nove figli e il padre faceva il minatore; durante la guerra fu prigioniero, e dopo il conflitto la famiglia si trasferì nella Renania Settentrionale-Vestfalia. Per questo la sua istruzione fu molto scarsa, e da test successivi il suo QI risultò di appena 76.

Un dato che smentisce un luogo comune molto diffuso, quello secondo cui i serial killer avrebbero tutti un quoziente intellettivo alto.

Presentava però un’altra caratteristica che viene spesso associata ai serial killer: bagnava il letto anche da grande.

Dopo la morte del padre l’unico suo punto di riferimento era diventata la madre. Da sempre timido e riservato, non aveva molti amici, e dopo la morte della madre qualcosa in lui scattò. Intorno al 1960 si trasferì a Duisburg, dove lavorò come addetto ai bagni per la Mannesmann e poi per la Thyssen.

Gli omicidi

Cominciò a uccidere nel 1955, dopo la morte della madre. Di solito sorprendeva le vittime e le strangolava velocemente, poi abusava dei cadaveri e ne tagliava delle parti, che si portava a casa per mangiarle.

Le sue vittime erano bambine, adolescenti e donne adulte, ma non venne arrestato per vent’anni perché uccideva raramente nello stesso posto e, anche grazie al fatto che nella zona in quel periodo agivano altri assassini, la sua cattura tardò ad arrivare.

Uccise così tante persone che durante la confessione non ricordava tutte le sue vittime. Il primo omicidio fu quello della diciannovenne Irmgard Strehl, uccisa in un fienile di Lüdinghausen nel febbraio 1955. Nel 1956 toccò alla dodicenne Erika Schuletter.

Seguirono, tra le altre, Manuela Knodt, 16 anni, nel 1959, Petra Giese e Monika Tafel, di 13 e 12 anni, nel 1962, e Barbara Bruder, 12 anni, il cui corpo non è mai stato ritrovato. Nel 1965 aggredì una coppia in auto a Duisburg e uccise il ragazzo, Hermann Schmitz, l’unica sua vittima maschile, mentre la fidanzata riuscì a fuggire. L’ultima vittima adulta fu Maria Hettgen, di 61 anni, nel 1969.

La sua storia è segnata anche da un’altra tragedia. Per alcuni dei suoi omicidi vennero accusati degli innocenti: un meccanico, Heinrich Ott, arrestato per l’omicidio di Klara Tesmer, si tolse la vita in carcere; Walter Quicker, accusato della morte di Monika Tafel, fu rilasciato ma, perseguitato dai vicini, si tolse la vita pochi mesi dopo; e lo stesso accadde ad Adolf Schickel, fidanzato di Ursula Rohling, accusato ingiustamente della sua morte.

Dopo la cattura ammise di aver provato il cannibalismo per capriccio, e che gli era piaciuto così tanto da continuare a farlo, anche, disse, per risparmiare sulla spesa.

Arresto

joachim krol

Il 3 luglio 1976 sparì una bimba di 4 anni, Marion Ketter. La polizia cominciò a interrogare le persone del quartiere, a Laar, e a un certo punto uno dei vicini di Kroll raccontò che le tubature del palazzo erano intasate.

Quando aveva chiesto a Kroll se ne sapesse qualcosa, lui aveva risposto semplicemente: “budella”.

La polizia salì nell’appartamento di Kroll, al numero 24 di Friesenstraße, e trovò i resti della piccola Marion. Kroll venne arrestato immediatamente.

Processo

Kroll confessò l’omicidio di Marion e diede i dettagli di altri 13 omicidi e di un tentato omicidio, commessi negli ultimi vent’anni, ma venne processato per otto omicidi e un tentato omicidio. Kroll pensava che sarebbe stato operato per curarlo dalla mania omicida e poi rilasciato.

Invece, nell’aprile 1982, dopo un processo durato 151 giorni, venne condannato all’ergastolo. È morto per un infarto il 1º luglio 1991, nel carcere di Rheinbach.

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Fonti

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