Issei Sagawa – il giapponese cannibale

Posted by
In breve

  • Chi: Issei Sagawa (Kobe, 26 aprile 1949 – Tokyo, 24 novembre 2022).
  • Vittima: Renée Hartevelt, studentessa olandese di 25 anni alla Sorbona.
  • Quando e dove: 11 giugno 1981, nel suo appartamento al 10 di rue Erlanger, Parigi.
  • Esito: dichiarato infermo di mente in Francia, rimpatriato in Giappone e libero dal 1986. Non è mai stato processato.

Issei Sagawa è stato un assassino, necrofilo e cannibale giapponese. Non è un assassino seriale, in quanto ha ucciso una sola ragazza, ma il modo in cui l’ha uccisa e il concludersi della vicenda hanno dell’incredibile.

L’infanzia

Issei nasce a Kobe il 26 aprile 1949. Suo padre, Akira Sagawa, è un uomo d’affari molto importante, presidente di una grande azienda di trattamento delle acque, il nonno era stato redattore dell’Asahi Shimbun, mentre la madre è una classica mamma-drago (o mamma-tigre), molto possessiva ed esigente con Issei e suo fratello minore.

Nasce prematuro, così piccolo che si diceva potesse stare nel palmo della mano del padre, e subito dopo la nascita contrae una grave enterite che lo porta molto vicino alla morte. Si salva grazie a una serie di iniezioni di potassio e calcio, ma avrà per sempre una costituzione minuta e fragile: da adulto è alto appena 145 centimetri.

Fin da piccolo ricorda di avere avuto fantasie cannibali, la prima già in prima elementare, che si sono amplificate durante l’adolescenza con lo sviluppo sessuale. A scuola non riesce mai a parlare con le ragazze a causa di una forte insicurezza scaturita dalla sua bassa autostima, originata anche dai suoi problemi di salute e dal suo aspetto fisico. In un’intervista si descrive come una “piccola scimmia”. Introverso e spesso malato, si rifugia nella letteratura.

L’incidente della studentessa

È da sempre attratto dalle donne occidentali, le cui fotografie impazzano sulle riviste dell’epoca. Quando ha 24 anni, ed è studente all’Università Wako di Tokyo, nota una giovane donna tedesca, alta e bionda, che vive nel suo quartiere. Ne rimane subito colpito e sente il desiderio irrefrenabile di mangiarne la carne, in particolare quella delle natiche.

La segue fino a casa e una notte si intrufola nel suo appartamento mentre lei dorme. Il suo piano è tagliarle un pezzo di natica e fuggire con la carne, ma la ragazza si sveglia urlando. Issei, essendo esile e non potendo sopraffarla, tenta di scappare, ma lei lo spinge a terra e arriva la polizia.

Issei viene accusato di tentato stupro, senza mai confessare le sue vere intenzioni. Secondo diverse ricostruzioni il padre paga alla ragazza una forte somma affinché ritiri la denuncia, e il caso viene insabbiato.

Parigi

Nel 1977, a 28 anni, per sfuggire alle pressioni dei genitori e per far calmare le acque, decide di andare a Parigi per un dottorato in letteratura alla Sorbona. Una volta in Francia si ritrova circondato dalla sua fantasia: donne occidentali. Lui stesso raccontò in seguito che quasi ogni notte portava a casa una prostituta con l’intenzione di spararle, ma che all’ultimo momento le dita gli si bloccavano.

La Sorbona a Parigi
La cappella della Sorbona a Parigi, dove Sagawa e Renée Hartevelt studiavano. Foto JLPC, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Nonostante ciò i suoi rapporti con l’altro sesso non migliorano e tende a restare sempre in disparte. Nella sua classe conosce però Renée Hartevelt, una ragazza olandese di 25 anni, alta, bella e piena di vita, che cerca di fare amicizia con lui. Lo invita anche ad una cena di classe per aiutarlo ad inserirsi e lui la ricorderà sempre come la serata più bella della sua vita.

L’omicidio

Issei si è innamorato di Renée e comincia ad avere fantasie cannibali su di lei. L’ha scelta, dirà poi, proprio per la sua salute e la sua bellezza, tutto quello che lui sentiva di non avere: voleva “assorbire” la sua energia.

Comincia allora a progettare la sua morte e poco tempo dopo la cena le chiede di aiutarlo con un compito, la registrazione di alcune poesie da tradurre, invitandola a leggerle a casa sua, al 10 di rue Erlanger, nel XVI arrondissement. Lei accetta, non sapendo che quella sarà la sua ultima sera.

Rue Erlanger a Parigi
Rue Erlanger, nel XVI arrondissement di Parigi, la strada in cui viveva Sagawa. Foto Polymagou, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

L’11 giugno 1981, mentre Renée è seduta alla scrivania, di spalle, con il registratore acceso, Issei le spara alla nuca con un fucile calibro 22, uccidendola.

Racconterà di essere svenuto per lo shock e di essersi risvegliato con la consapevolezza di dover portare a termine il suo piano. Abusa del cadavere, poi cerca di morderne la carne, ma i denti non sono abbastanza affilati: esce allora a comprare un coltello da macellaio. Nei giorni successivi taglia e mangia diverse parti del corpo, tra cui natiche, cosce, seni, collo e viso, a volte crude, a volte cotte, conservando il resto in frigorifero. Fotografa ogni fase dei suoi atti.

Quando i resti cominciano a decomporsi decide di liberarsene: fa il corpo a pezzi, lo mette in due valigie, chiama un taxi e si fa portare al Bois de Boulogne, con l’intenzione di gettare le valigie nel lago.

Il ritrovamento del cadavere e l’arresto

Ma due valigie così pesanti, trascinate da un uomo minuscolo, non passano inosservate. Alcuni passanti notano la scena, e uno strano liquido fuoriuscire dalle valigie: aprendole fanno la terribile scoperta e chiamano la polizia.

Il Lac Inférieur del Bois de Boulogne
Il Lac Inférieur del Bois de Boulogne, dove Sagawa cercò di disfarsi delle valigie. Foto BikerNormand from Morsan, Eure, France, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

Subito comincia una caccia all’uomo e le autorità invitano i cittadini che hanno visto qualcosa di sospetto a comunicarlo alla polizia. Il tassista che lo ha accompagnato vede la notizia e si ricorda di quel ragazzo asiatico che, nonostante avesse due valigie, non si era fatto accompagnare in stazione ma in un parco, e decide di chiamare la polizia raccontando tutto. Fortunatamente si ricorda ancora l’indirizzo, e la polizia va a controllare. Issei viene arrestato quattro giorni dopo l’omicidio.

Issei confessa immediatamente ma non sembra né spaventato né dispiaciuto. Anzi, sembra spavaldo e dice addirittura che se avesse avuto un freezer non sarebbe mai stato scoperto. In casa di Issei la polizia trova il fucile, il registratore in cui si sente Renée che recita una poesia, uno sparo e poi un corpo che cade a terra, le foto scattate durante tutto lo scempio e, in frigorifero, altri resti della ragazza.

Libero

Il padre, che come abbiamo detto era un uomo molto facoltoso, gli paga uno dei migliori avvocati. Dopo due anni di detenzione in attesa di processo, il giudice istruttore Jean-Louis Bruguière lo dichiara infermo di mente e quindi non processabile, e ordina che venga rinchiuso a tempo indeterminato in un istituto psichiatrico. Ma quello che succede dopo ha dell’incredibile.

Nel frattempo in Giappone esce il suo racconto dell’omicidio, “Nella nebbia”, che diventa un successo, e Sagawa diventa una celebrità macabra. La notorietà e le pressioni contribuiscono alla decisione delle autorità francesi di rimpatriarlo in Giappone nel 1984, dove viene ricoverato all’ospedale psichiatrico Matsuzawa di Tokyo.

Lì però gli psichiatri lo dichiarano all’unanimità sano di mente: secondo loro ad averlo spinto a uccidere era solo una perversione sessuale. Siccome in Francia le accuse erano state archiviate e gli atti del processo non vennero mai trasmessi alle autorità giapponesi, non c’era nessuna base legale per trattenerlo. Il 12 agosto 1986 Issei firma da solo le sue dimissioni dall’ospedale ed esce, libero, senza mai essere stato processato per l’omicidio di Renée.

La celebrità

Da quel momento vive senza alcuna supervisione, né medica né della polizia, e lo fa con il suo vero nome, sfruttando la curiosità morbosa del pubblico. Per anni è ospite di trasmissioni e conferenze, scrive diversi libri sul suo crimine, recensioni di ristoranti per la rivista Spa e perfino un libro sugli omicidi di Kobe del 1997. Nel 1992 compare in un film erotico giapponese, “The Bedroom”, e rilascia varie interviste raccontando, freddamente, la sua storia, come quella del 2011 a Vice.

Proprio in quell’intervista disse che essere costretto a guadagnarsi da vivere come “il cannibale” era una punizione terribile. Nel 2005 muoiono i genitori e non gli viene permesso di partecipare al funerale; finisce a vivere in una casa popolare, per un periodo con il sussidio statale.

Nel 2013 viene colpito da un infarto cerebrale che gli danneggia in modo permanente il sistema nervoso, e da allora vive accudito dal fratello minore e da badanti. Nel 2017 esce il documentario “Caniba”, che lo mostra ormai anziano e malato insieme al fratello. Issei Sagawa muore di polmonite in un ospedale di Tokyo il 24 novembre 2022, a 73 anni, da uomo libero.

Di Renée Hartevelt, invece, restano soprattutto il nome e l’età: 25 anni, una studentessa che aveva solo cercato di essere gentile con un compagno di corso solitario.

Vuoi leggere più storie di assassini giapponesi, alcune delle quali inedite sul sito? Clicca qui

🦋 Emadion vive grazie a chi lo legge. Se questa storia ti ha tenuto sveglio, offrimi un caffè: mi aiuta a portarti il prossimo incubo.

☕ Sostieni Emadion su Ko-fi

Fonti

📍Questa storia è sulla Mappa del misteroScopri dove è successo e quali altri misteri si nascondono lì vicino.Vedi sulla mappa →

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *