- Cos’è: una leggendaria medicina ottenuta da un cadavere lasciato macerare nel miele per un secolo.
- Nome cinese: mìrén (蜜人), “uomo di miele”.
- Fonte: il Bencao Gangmu di Li Shizhen (XVI secolo), che riprende un testo del 1366 circa.
- Dove sarebbe avvenuto: in Arabia, secondo il racconto.
- È vero? Lo stesso Li Shizhen scrisse di non sapere se la storia fosse vera.
Cosa mi diresti se ti dicessi che esiste una confettura miracolosa che cura tutti i mali, e che non ha nemmeno un cattivo sapore, essendo fatta con il miele?
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La mielificazione (o mellificazione)
Ci giunge notizia dell’uomo mielificato (o mellificato) da alcuni testi cinesi, soprattutto dal Bencao Gangmu, il “Compendio di materia medica”. Questo libro è stato scritto dal farmacologo cinese Li Shizhen, vissuto nel XVI secolo, e pubblicato nel 1596, pochi anni dopo la sua morte: è una gigantesca enciclopedia di quasi 1.900 rimedi, ancora oggi considerata un caposaldo della medicina tradizionale cinese.

La mielificazione (o mellificazione) sarebbe un procedimento (spesso oggi ritenuto fittizio) mediante il quale si otterrebbe una confettura medicamentosa dopo aver lasciato un cadavere per vari anni ricoperto di miele.
La cosa più raccapricciante però è che questo procedimento deve avere inizio quando l’uomo è ancora in vita.
Nel testo sopracitato, all’interno della sezione sull’uomo usato come medicina, Shizhen riporta il racconto dello studioso Tao Zongyi, scritto intorno al 1366, secondo cui degli anziani in Arabia, di 70 o 80 anni, ormai vicini alla morte, si sarebbero offerti per questo strano procedimento, donando il proprio corpo per salvare gli altri.
La persona in questione smette di mangiare qualsiasi cibo e di bere, comincia a nutrirsi solo di un po’ di miele, arrivando persino a farsi il bagno in esso.
Dopo circa un mese le feci della vittima sono composte esclusivamente di miele e, secondo la leggenda, anche il sudore sarebbe costituito da miele.
La confettura miracolosa

In breve tempo sopraggiunge la morte, e il cadavere viene messo a macerare in una bara di pietra piena di miele, con un’iscrizione che riporta l’anno e il mese della sepoltura, e lasciato riposare per circa 100 anni.
Una volta passato il tempo necessario, i sigilli vengono rimossi e il corpo si sarà trasformato in una sorta di confettura umana in grado, secondo la leggenda, di curare ferite e fratture di braccia e gambe. Ne basterebbe una piccola quantità, presa per bocca, per guarire.
Il corpo è ora un mìrén, un uomo di miele. La sostanza, rarissima, viene poi venduta a prezzi astronomici nei mercati.

Leggenda o realtà?
Lo stesso Li Shizhen, subito dopo il racconto, commentò di non sapere se la storia fosse vera o no, e di riportarla solo perché i dotti potessero valutarla. Lo storico della scienza Joseph Needham ha ipotizzato che Li abbia mescolato due tradizioni diverse: l’idea occidentale di un farmaco ricavato da carne umana conservata e l’usanza birmana di conservare nel miele i corpi degli abati e dei monaci più importanti, unite al tema buddhista del sacrificio di sé per gli altri.
L’idea di una medicina fatta con i morti, del resto, non era affatto solo cinese. In Europa, per secoli, le farmacie vendettero la mumia, una polvere ricavata da mummie egizie, o presunte tali, che si credeva curasse lividi, emorragie e mille altri mali. Il nome cinese della mummia, mùnǎiyī, viene proprio dall’arabo mūmiyāʾ, la stessa parola che ha dato origine al nostro “mummia”.
Sebbene si ritenga che questo rituale sia una leggenda, il miele è utilizzato in varie culture durante i riti funebri. Lo storico greco Erodoto racconta che gli Assiri imbalsamavano i loro morti con il miele, e si dice che il corpo di Alessandro Magno sia stato conservato in un sarcofago pieno di miele. Il miele è stato usato in passato anche come medicina topica per molte malattie.
In effetti, in epoca recente, si è scoperto che il miele ha effettivamente delle proprietà antisettiche e antibatteriche: contiene pochissima acqua, è molto acido e produce piccole quantità di perossido di idrogeno, condizioni in cui i batteri non riescono a sopravvivere. Oggi esistono anche medicazioni a base di miele per ferite e ustioni.
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