Il 21 ottobre 2009 a St. Martins, nel Missouri, la quindicenne Alyssa Bustamante attirò nel bosco la vicina di casa Elizabeth Olten, di 9 anni, e la uccise, solo per sapere cosa si provasse. Nel 2012 si dichiarò colpevole di omicidio di secondo grado e fu condannata all’ergastolo più 30 anni. Nel luglio 2024 le è stata negata la libertà condizionale; la prossima udienza è prevista nel 2029.
Cosa facevi di solito quando avevi 15 anni? Io personalmente leggevo molto, ascoltavo musica e mi interessavo di misteri. Una ragazza qualunque con pensieri di una ragazza qualunque: scuola, amici, famiglia, futuro.
Alyssa Bustamante, invece, a 15 anni sognava di uccidere qualcuno. Era talmente curiosa di sapere che cosa si provasse a uccidere un essere umano che, appena ne ha avuto l’occasione, lo ha fatto davvero.
Chi era Alyssa Bustamante
Alyssa nasce il 28 gennaio 1994 ed è un’adolescente problematica. Sua madre ha problemi di dipendenza e il padre è in carcere, così dal 2002 lei e i suoi tre fratelli più piccoli vivono con i nonni, Gary e Karen Brooke, a St. Martins, un paesino vicino a Jefferson City, nel Missouri.
L’amore dei nonni però non basta a guarire le sue ferite. Verso il 2007 gli amici notano che Alyssa è cambiata: soffre di una grave depressione, viene ricoverata ed è seguita da uno psichiatra, che le prescrive degli antidepressivi. Più tardi gli esperti le diagnosticheranno una depressione maggiore e tratti di un disturbo borderline di personalità.
Alyssa frequenta la chiesa mormone del paese ed esce con gli amici, ma online mostra un altro volto. Sul suo profilo Twitter scrive messaggi su “dipendenza” e “terrore”, e uno in particolare dice:
Tutto quello che voglio nella vita è una ragione per tutto questo dolore.
Ancora più inquietante è il suo profilo di YouTube, dove tra i suoi hobby elenca “uccidere persone”. In un video tocca una recinzione elettrificata e poi spinge i fratellini a fare lo stesso, commentando divertita che “adesso i miei fratelli si fanno male”. A un’amica confida che le piacerebbe sapere come ci si sente a uccidere qualcuno.
L’omicidio

Circa una settimana prima dell’omicidio Alyssa scava due buche in un bosco dietro casa. Vuole scoprire cosa si prova a uccidere qualcuno e si porta avanti con il lavoro.
La sera del 21 ottobre 2009 convince la sorellina a chiamare Elizabeth Olten, una bambina di 9 anni che abita quattro case più in là, per giocare insieme nel bosco.
Quando Elizabeth arriva, Alyssa lascia la sorella fuori e porta la bambina tra gli alberi, dove la uccide con un coltello. Poi la seppellisce in una delle fosse che aveva scavato, coprendola di foglie. Torna a casa e scrive sul suo diario di aver appena ucciso qualcuno e che, superata la paura iniziale, è stato “piacevole”.
Chiude la nota dicendo che deve prepararsi per andare in chiesa. E infatti va a una festa della parrocchia, mentre tutti cercano Elizabeth.
I genitori di Elizabeth si spaventano subito: la bambina ha paura del buio e non si allontanerebbe mai da sola. La madre chiama la polizia e vengono organizzate squadre di ricerca, con molti volontari. Ben presto i sospetti cadono su Alyssa, che crolla, confessa e porta la polizia sul luogo in cui ha nascosto il corpo, due giorni dopo l’omicidio.
Processo e condanna
Alyssa viene arrestata e accusata di omicidio di primo grado. Nonostante i suoi 15 anni, il giudice stabilisce che sarà processata come un’adulta. In carcere viene tenuta sotto stretta sorveglianza per timore che faccia del male a se stessa.
Nel gennaio 2012 Alyssa accetta un patteggiamento e si dichiara colpevole di omicidio di secondo grado e di aggressione armata. In aula, per la prima volta, piange guardando i suoi nonni e chiede scusa alla famiglia di Elizabeth.
Il giudice la condanna all’ergastolo con possibilità di libertà condizionale, più 30 anni da scontare dopo. Nel 2014 il suo ricorso viene respinto. La madre di Elizabeth, Patricia Preiss, le ha fatto causa e ha ottenuto che Alyssa le comunichi qualsiasi guadagno legato alla vicenda.
Alyssa Bustamante oggi
Alyssa è rinchiusa nel carcere di Chillicothe, nel Missouri. Grazie a una legge del 2021 pensata per i minorenni condannati a lunghe pene, nel 2024 ha potuto chiedere la libertà condizionale, tra le proteste della famiglia di Elizabeth, che ha implorato la commissione di non liberarla.
L’8 luglio 2024 la commissione per la libertà condizionale le ha negato il rilascio. La prossima udienza è prevista per il 2029.
Anche se un giorno uscisse dall’ergastolo, dovrebbe comunque scontare almeno una parte dei 30 anni per l’aggressione armata: la data più vicina in cui potrebbe essere libera è il 2044, quando avrà 50 anni. Dalla sua storia è stato liberamente tratto il film thriller “My Name Is ‘A’ by Anonymous” del 2012.
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- Murder of Elizabeth Olten – Wikipedia (inglese)
- ABC17 – Convicted teen killer Alyssa Bustamante denied parole; hearing reset for 2029
- ABC17 – Parole hearing set for Cole County woman who killed child as a teen






