L’omicidio della famiglia Richardson e la figlia dodicenne colpevole

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In breve
Il 23 aprile 2006 a Medicine Hat, in Canada, furono trovati morti Marc e Debra Richardson e il figlio Jacob, di 8 anni. Ad aver pianificato e commesso il delitto erano la figlia dodicenne della coppia, il cui nome è stato protetto dalla legge sui minori, e il suo fidanzato di 23 anni, Jeremy Steinke. Lei, la più giovane persona condannata in Canada per omicidio plurimo di primo grado, ha scontato 10 anni. Lui sta scontando tre ergastoli.

Nell’aprile del 2006 tre membri della famiglia Richardson, in Canada, vennero uccisi. L’omicidio era stato pianificato e commesso dalla figlia dodicenne e dal suo ragazzo di 23 anni, Jeremy Steinke. In questo articolo, come stabilito dalla legge canadese per i minori, la chiamerò solo “la figlia”.

L’omicidio della famiglia Richardson

I Richardson si erano trasferiti a Medicine Hat, in Alberta, nel 2005, dopo anni difficili. Marc e Debra erano due ex tossicodipendenti che si erano disintossicati e si erano rifatti una vita, e grazie a una promozione di Marc erano riusciti a comprare una casa.

All’una del pomeriggio del 23 aprile 2006 un amichetto di Jacob, arrivato per giocare con lui, scoprì i corpi e corse ad avvisare la madre, che chiamò la polizia. Nel seminterrato vennero trovati i coniugi Richardson, Marc di 42 anni e Debra di 48, uccisi con numerose coltellate. Al piano superiore c’era il corpo del figlio di 8 anni, Jacob. Della figlia di dodici anni, invece, nessuna traccia.

All’inizio la polizia temette che anche la ragazzina fosse stata uccisa, invece il giorno dopo venne ritrovata a Leader, in Saskatchewan, a circa 130 chilometri da casa, insieme al suo fidanzato di 23 anni, Jeremy Allan Steinke. Nel suo armadietto a scuola gli investigatori avevano trovato un disegno che mostrava la sua famiglia mentre veniva uccisa.

Entrambi vennero arrestati con l’accusa di omicidio. Il 3 maggio venne arrestata anche Kacy Lancaster, un’amica di Jeremy di 19 anni, che li aveva portati via con il suo pick-up e aveva fatto sparire alcune prove.

Il movente

Omicidio famiglia Richardson

La figlia dei Richardson era una studentessa modello, con ottimi voti e molti amici. Nel 2005, però, cominciò a frequentare un gruppo di ragazzi goth più grandi al centro commerciale della città e il suo comportamento cambiò. Sui social mentiva sulla sua età e indicava tra i suoi “eroi” il serial killer Jeffrey Dahmer.

Nel gennaio 2006 conobbe Jeremy Steinke, che aveva 23 anni. I genitori, preoccupati per la differenza d’età, le proibirono di vederlo, ma lei continuò a incontrarlo di nascosto. Un uomo adulto che ha una relazione con una bambina di dodici anni è, di per sé, un grave abuso.

Quando i genitori la sorpresero con lui a un concerto, la punirono e le tolsero i dispositivi elettronici. Secondo il suo racconto, fu quello il momento in cui cominciò a fantasticare di liberarsi di loro. Anche i rapporti con il fratellino erano peggiorati, e Jacob aveva confidato a un amico di famiglia di avere paura della sorella.

Gli amici di Jeremy raccontarono che lui diceva di essere un licantropo di 300 anni, che gli piaceva il sapore del sangue e che portava al collo una piccola fiala di sangue. Entrambi avevano un profilo su VampireFreaks, un sito della sottocultura goth, e all’inizio si pensò che si fossero conosciuti lì. In realtà si erano incontrati al centro commerciale, presentati da un’amica della ragazza.

Poche ore prima del delitto Jeremy aveva guardato con alcuni amici il film “Natural Born Killers”, la storia di due amanti assassini, e aveva detto loro che lui e la sua ragazza avrebbero fatto qualcosa di simile.

Le conseguenze legali

Il nome della ragazzina non venne reso noto a causa della minore età. Sempre per la sua età, la legge canadese non permetteva di giudicarla come un’adulta e la pena massima possibile era di 10 anni.

Il 9 luglio 2007, quando ormai aveva 13 anni, venne dichiarata colpevole di tre omicidi di primo grado. È la persona più giovane mai condannata in Canada per un omicidio plurimo. L’8 novembre 2007 ricevette la pena massima: dieci anni.

Togliendo il tempo già passato in custodia, la condanna prevedeva quattro anni in un istituto psichiatrico e quattro anni e mezzo in libertà vigilata. Durante la detenzione Jeremy le scrisse delle lettere d’amore e in una le chiese di sposarlo, e lei accettò.

Jeremy venne invece processato nel novembre 2008 e il 15 dicembre fu condannato a tre ergastoli, uno per ogni vittima, con la possibilità di chiedere la libertà condizionale dopo 25 anni. In carcere ha cambiato legalmente nome in Jackson May, in onore della madre, morta nel 2016. L’accusa di complicità contro Kacy Lancaster venne ritirata e lei si dichiarò colpevole di un reato minore.

La ragazza lasciò l’ospedale psichiatrico nell’autunno del 2011 e cominciò a frequentare l’università a Calgary. Nell’ottobre 2012 si disse che il suo percorso di riabilitazione stava andando bene e che il suo rimorso, secondo gli esperti, era sincero. Il 6 maggio 2016 la sua pena si è conclusa definitivamente e, secondo la legge canadese, la sua fedina penale doveva essere cancellata nel 2021.

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Fonti

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