Le mummie di palude sono corpi mummificati naturalmente nelle torbiere del Nord Europa, dove l’acqua acida, il freddo e la mancanza di ossigeno conservano pelle, capelli e organi per migliaia di anni. Molte risalgono all’Età del ferro e mostrano segni di morte violenta, forse sacrifici umani o esecuzioni. Ecco le cinque meglio conservate: Clonycavan, Grauballe, Tollund, Bocksten e Yde.
Mummie di palude
Le mummie di palude sono corpi mummificati in modo naturale nelle torbiere, ritrovati soprattutto nel Nord Europa, in Gran Bretagna e in Irlanda. Ne sono state documentate circa 122 e coprono un periodo lunghissimo: dall’8000 a.C. fino alla Seconda guerra mondiale, con i soldati morti nelle paludi dell’Unione Sovietica.
Grazie alle particolari condizioni del terreno, con un’acqua acida quasi come l’aceto, la bassa temperatura e l’assenza di ossigeno, le mummie di palude hanno la pelle e i tessuti molli molto ben conservati, ma spesso hanno uno scheletro molto rovinato.
Questo perché l’acido scioglie il fosfato di calcio delle ossa, mentre la cheratina di pelle, capelli e unghie resiste. I corpi si conservano un po’ come le verdure sotto aceto. Un altro effetto della conservazione nelle torbiere è che la pelle diventa scura, come conciata, e i capelli assumono un colore rossastro.
Molte mummie di palude risalgono all’Età del ferro e sembrano essere morte di morte violenta, forse come sacrifici umani o come condannati a morte. Eccone alcuni esempi.
Uomo di Clonycavan

L’uomo di Clonycavan è stato trovato il 21 febbraio 2003 vicino a Ballivor, nella contea di Meath, in Irlanda, durante l’estrazione industriale della torba. Gli operai si accorsero dei resti su una griglia che separa i detriti più grossi dalla torba. Della mummia restano solo la testa e la parte superiore del corpo: quella inferiore è stata distrutta dai macchinari.
La mummia presenta diverse ferite sul cranio e sul volto: il giovane morì in modo violento, colpito più volte alla testa e in faccia.
Secondo la datazione al radiocarbonio morì tra il 392 a.C. e il 201 a.C., quindi si è conservato per oltre 2.200 anni. Una caratteristica distintiva sono i capelli, tenuti in alto con un “gel” fatto di olio vegetale e resina di pino importata dal sud-ovest della Francia o dal nord della Spagna. Questo dimostra che già allora esistevano scambi commerciali tra l’Irlanda e l’Europa continentale, e che l’uomo doveva essere benestante per potersi permettere cosmetici importati. Forse portava i capelli così per sembrare più alto, dato che era alto circa 157 cm.
La sua scoperta, seguita tre mesi dopo da quella dell’uomo di Old Croghan, spinse il Museo Nazionale d’Irlanda ad avviare un grande progetto di ricerca sulle mummie di palude.
Uomo di Grauballe

L’uomo di Grauballe è stato ritrovato il 26 aprile 1952 da un gruppo di cavatori di torba vicino al villaggio di Grauballe, nello Jutland, in Danimarca. Il giorno dopo molti curiosi andarono a vederlo e uno di loro gli calpestò per sbaglio la testa. È una delle mummie di palude meglio conservate in assoluto: i capelli, la barba, le unghie, la pelle e persino gli organi interni.
Le dita sono così ben conservate da poterne distinguere le impronte digitali.
L’uomo aveva circa trent’anni e morì tra il 321 e il 261 a.C. Gli venne tagliata la gola con un unico taglio profondo, che recise la trachea e l’esofago. Si pensa a un sacrificio umano o a un’esecuzione. La mummia non ha vestiti: o fu ucciso completamente nudo o i vestiti si sono deteriorati con il tempo. Oggi è esposto al Moesgaard Museum, vicino ad Aarhus.
Uomo di Tollund

L’uomo di Tollund è stato ritrovato l’8 maggio 1950 da due cavatori di torba, a 12 km da Silkeborg, in Danimarca. Il corpo era così ben conservato che la famiglia che lo trovò pensò fosse la vittima di un omicidio recente e chiamò la polizia.
In realtà l’uomo di Tollund era morto tra il 405 e il 384 a.C., circa 2.400 anni fa. Aveva gli occhi e la bocca chiusi, le rughe e la barba corta ancora visibili, come se dormisse.
Giaceva in posizione fetale, sotto oltre due metri di torba. Indossava solo un berretto di pelle di pecora e lana e una cintura. Intorno al collo aveva un cappio di pelle intrecciata e gli esami hanno confermato che morì impiccato, ma non si sa se fu un sacrificio rituale o un’esecuzione. Oggi la sua testa è esposta al Museo di Silkeborg.
Uomo di Bocksten

L’uomo di Bocksten è una mummia di palude medievale. Fu scoperto il 22 giugno 1936 in una torbiera vicino alla fattoria di Bocksten, nella regione di Halland, in Svezia, da un contadino e dai suoi figli che raccoglievano torba. All’inizio i bambini pensarono di aver trovato i resti di un animale.
I suoi vestiti di lana sono straordinariamente ben conservati e sono tra i più completi abiti medievali mai ritrovati.
Oltre alla tunica indossava un cappuccio con una lunga coda, un mantello, calze e scarpe di cuoio, oltre a una cintura e due coltelli. Morì verso la metà del XIV secolo. Gli esami forensi hanno scoperto che fu colpito più volte alla testa e il suo corpo fu fissato con dei pali di legno sul fondo di un piccolo lago, che poi si trasformò in palude. Oggi è esposto, insieme ai suoi vestiti e a una ricostruzione del volto, al museo di Varberg.
Ragazza di Yde

La ragazza di Yde è una mummia di palude ritrovata il 12 maggio 1897 nella torbiera di Stijfveen, vicino al villaggio di Yde, nei Paesi Bassi. Quando fu trovata era in ottime condizioni, ma i cavatori la toccarono e la lasciarono esposta all’aria, e alcune parti furono rubate. Così il corpo si deteriorò molto prima di arrivare al Drents Museum di Assen, dove si trova ancora oggi.
Molto ben conservati sono i suoi lunghi capelli rossicci.
La ragazza aveva circa 16 anni e morì tra il 42 a.C. e il 59 d.C. Soffriva di scoliosi e aveva dei problemi alla gamba destra. Fu trovata con una lunga fascia di lana avvolta più volte intorno al collo e morì per compressione del collo, probabilmente uccisa di proposito, ma non si sa se fu un sacrificio o un’esecuzione. Nel 1992 l’esperto forense Richard Neave ha ricostruito il volto che doveva avere la ragazza.
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