Gordon Stewart Northcott, l’assassino che ispirò “Changeling”

Posted by
In breve
Tra il 1926 e il 1928 il canadese Gordon Stewart Northcott rapì, abusò e uccise almeno tre ragazzini nel suo allevamento di polli a Wineville, in California, con la complicità della madre Sarah e costringendo a partecipare il nipote quattordicenne Sanford Clark. Tra le vittime probabili c’era Walter Collins, la cui madre fu fatta internare dalla polizia perché rifiutava un falso figlio. Northcott fu impiccato nel 1930. La storia ha ispirato il film “Changeling”.

Gordon Stewart Northcott è stato un serial killer canadese che dal 1926 al 1928 rapì e uccise dei ragazzini con l’aiuto della madre, obbligando anche un nipote a partecipare agli omicidi. Il caso è passato alla storia come “gli omicidi del pollaio di Wineville” e ha ispirato il film “Changeling” del 2008, diretto da Clint Eastwood.

[ASCOLTA QUESTO ARTICOLO]

Cenni biografici di Gordon Stewart Northcott

Gordon nasce a Bladworth, nel Saskatchewan, in Canada, e cresce nella Columbia Britannica. Nel 1924 si trasferisce con i genitori a Los Angeles, in California.

Gordon Stewart Northcott

Due anni dopo, a 19 anni, Gordon chiede al padre di comprargli un appezzamento di terreno a Wineville, nella contea di Riverside, perché vuole costruirci un allevamento di polli. Il padre, che lavora nell’edilizia, compra il terreno e lo aiuta a costruire la casa e il ranch.

È proprio con il pretesto di farsi aiutare con il ranch che Gordon porta con sé dal Canada il nipote Sanford Clark, figlio di sua sorella, che ha 14 anni.

Gli abusi e gli omicidi

Il ranch di Wineville

Quando Sanford arriva alla fattoria dello zio, Gordon comincia a picchiarlo e ad abusare di lui. Il ragazzo viene anche obbligato a scrivere lettere a casa raccontando di stare bene.

Mentre si trova nella fattoria, Sanford non solo subisce violenze, ma viene anche costretto, sotto minaccia di morte, a partecipare agli omicidi compiuti da Gordon e da sua madre, Sarah Louise Northcott.

Gordon rapisce dei ragazzini, li tiene prigionieri nei pollai del ranch, li violenta e li uccide. Secondo Sanford, al ranch furono uccisi tre ragazzi, mentre un quarto fu ucciso vicino a La Puente.

Quest’ultimo era un ragazzo messicano, forse di nome Alvin Gothea, mai identificato con certezza. Gordon lo decapitò e abbandonò il corpo lungo una strada, “perché non aveva un altro posto dove metterlo”, e costrinse Sanford a bruciarne la testa. Per questo i giornali lo chiamarono “il messicano senza testa”.

Un’altra vittima fu probabilmente Walter Collins, un bambino di nove anni di Lincoln Heights scomparso il 10 marzo 1928 mentre andava al cinema. Il padre era in carcere per rapina e all’inizio si pensò che il rapimento fosse una vendetta di qualche suo nemico.

Secondo le confessioni, Sarah Northcott sapeva benissimo cosa faceva il figlio e partecipò all’omicidio di Walter. Si disse che voleva che lo uccidessero in tre, lei, Gordon e Sanford, così che fossero tutti colpevoli e nessuno potesse parlare.

Il 16 maggio 1928 scomparvero anche due fratelli di Pomona, Lewis e Nelson Winslow, di 12 e 10 anni, mentre tornavano a casa da una riunione del club nautico. Furono uccisi anche loro al ranch. Per nascondere i resti, Gordon usava la calce viva e li seppelliva nella fattoria.

La scoperta

Nell’agosto 1928 la sorella maggiore di Sanford, la diciannovenne Jessie, preoccupata, va a trovarlo al ranch.

Sanford le confida di temere per la sua vita e le racconta che lo zio ha ucciso quattro ragazzi.

Jessie, spaventata, torna in Canada e avvisa il console degli Stati Uniti, che scrive alla polizia di Los Angeles. Siccome c’è di mezzo una questione di immigrazione, il 31 agosto 1928 al ranch vanno due ispettori dell’Ufficio Immigrazione.

Appena vede la loro auto arrivare, Gordon scappa tra gli alberi e ordina a Sanford di trattenerli, minacciando di sparargli con un fucile se non obbedisce. Sanford li tiene occupati per due ore e, solo quando si sente al sicuro, racconta tutto. Gordon e la madre fuggono in Canada, ma vengono arrestati vicino a Vernon, nella Columbia Britannica, il 19 settembre 1928.

Al ranch la polizia trovò tre fosse poco profonde, proprio dove aveva indicato Sanford. Dentro non c’erano corpi interi, ma 51 frammenti di ossa e tracce di sangue.

Secondo Sanford e Jessie, la sera del 4 agosto Gordon e la madre avevano dissotterrato i corpi e li avevano portati in un luogo isolato, dove probabilmente li bruciarono. Quei corpi non sono mai stati ritrovati.

Il processo e l’esecuzione

Per un errore nei documenti di estradizione, madre e figlio tornano a Los Angeles solo il 30 novembre. In Canada entrambi avevano confessato, Gordon di aver ucciso più di cinque ragazzi, ma poi ritrattarono.

Sarah si dichiara colpevole dell’omicidio di Walter Collins e il 31 dicembre 1928 viene condannata all’ergastolo, evitando la pena di morte perché donna. Sostiene però che il figlio è innocente. Esce sulla parola nel 1940 e muore nel 1944.

Siccome la madre era già stata condannata per l’omicidio di Walter, lo Stato non processò Gordon per quel delitto. Si ipotizzò che avesse ucciso fino a 20 ragazzi, ma non c’erano prove.

Gordon viene processato per gli omicidi dei fratelli Winslow e del “messicano senza testa”. Durante il processo il padre dei fratelli Winslow guida una folla che vuole linciarlo, ma la polizia la convince a disperdersi. L’8 febbraio 1929, dopo 27 giorni di processo, Gordon viene riconosciuto colpevole e condannato a morte. È impiccato il 2 ottobre 1930 nel carcere di San Quentin, a 23 anni.

Sanford Clark non viene processato: per il procuratore era una vittima, costretto con le minacce. Passa 23 mesi in una scuola sperimentale per ragazzi a Whittier, poi torna in Canada, combatte nella Seconda guerra mondiale e lavora alle poste fino a 61 anni. Adotta due figli e muore nel 1991, a 78 anni. Lo scandalo fu tale che nel 1930 Wineville cambiò nome in Mira Loma.

L’impostore

Cinque mesi dopo la scomparsa di Walter Collins, a DeKalb, nell’Illinois, viene trovato un bambino che afferma di essere Walter. Christine Collins, la madre di Walter, paga il viaggio del bambino fino a Los Angeles.

La polizia, criticata per le ricerche inutili e travolta da alcuni scandali di corruzione, organizza un incontro pubblico per ripulirsi la reputazione.

All’incontro Christine dice che il bambino non è il suo Walter, ma il capitano J. J. Jones la convince a portarlo a casa e a “provarlo per un paio di settimane”.

Christine accetta, ma tre settimane dopo torna dal capitano insistendo che quel bambino non è suo figlio. Ha anche le cartelle del dentista che lo dimostrano. Per tutta risposta Jones la fa rinchiudere nel reparto psichiatrico dell’ospedale della contea con il “codice 12”, usato per far internare o arrestare le persone scomode.

Mentre Christine è internata, il capitano interroga il bambino, che finalmente ammette di essere Arthur Hutchens Jr., un dodicenne scappato di casa dall’Iowa. Un vagabondo, in una tavola calda dell’Illinois, gli aveva fatto notare la somiglianza con Walter. Arthur voleva arrivare a Hollywood per conoscere il suo attore preferito, Tom Mix, e allontanarsi il più possibile dalla matrigna. Morì nel 1954.

Christine Collins

Christine viene rilasciata dieci giorni dopo la confessione del bambino, anche grazie al reverendo Gustav Briegleb, un pastore presbiteriano che si batteva per lei.

Denuncia il capitano Jones e la polizia e il 13 settembre 1930 vince la causa: le spettano 10.800 dollari, pari a quasi 200.000 dollari di oggi. Ma Jones non glieli pagò mai.

Ancora nel 1941 Christine cercava di farsi pagare. Dopo l’arresto di Northcott, era andata più volte a parlargli per chiedergli se avesse ucciso il suo bambino. Gordon mentiva, confessava e ritrattava, tanto che lei si convinse che fosse pazzo. Poco prima dell’esecuzione le mandò un telegramma, dicendo di aver mentito e promettendo di dirle la verità se fosse andata da lui di persona.

Christine corse da lui poche ore prima dell’impiccagione, ma una volta arrivata lui le disse:

Non ti voglio vedere. Non so niente, sono innocente.

Christine fu sconvolta ma, allo stesso tempo, quelle risposte confuse e il fatto che Gordon non ricordasse nemmeno come era vestito Walter o il colore dei suoi occhi le diedero la speranza che il figlio fosse ancora vivo. Walter non è mai stato ritrovato ed è molto probabile che sia stato ucciso al ranch.

Dalla vicenda è stato tratto il film “Changeling”, diretto da Clint Eastwood, in cui Northcott è interpretato da Jason Butler Harner.

🦋 Emadion vive grazie a chi lo legge. Se questa storia ti ha tenuto sveglio, offrimi un caffè: mi aiuta a portarti il prossimo incubo.

☕ Sostieni Emadion su Ko-fi

Fonti

📍Questa storia è sulla Mappa del misteroScopri dove è successo e quali altri misteri si nascondono lì vicino.Vedi sulla mappa →

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *