La morte della famiglia Gruber nella fattoria Hinterkaifeck

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In breve

  • Dove: Hinterkaifeck, una fattoria isolata in Baviera, circa 70 km a nord di Monaco.
  • Quando: la sera del 31 marzo 1922.
  • Vittime: sei persone, Andreas Gruber (63 anni), la moglie Cäzilia (72), la figlia Viktoria Gabriel (35), i figli di lei Cäzilia (7) e Josef (2) e la domestica Maria Baumgartner (44).
  • Arma: una zappa-piccone della famiglia.
  • Colpevole: mai trovato; il caso fu chiuso nel 1955.

Hinterkaifeck è il nome di una fattoria che si trovava in Germania, in Baviera, dove fino al 1922 viveva la famiglia Gruber. La famiglia era composta da Andreas Gruber e sua moglie Cäzilia, la loro figlia vedova Viktoria e i figlioletti di lei, Cäzilia e Josef.

La fattoria della famiglia Gruber

La fattoria di Hinterkaifeck
La fattoria di Hinterkaifeck vista da sud, prima della demolizione. Foto Andreas Biegleder, Public domain, via Wikimedia Commons

La fattoria era grande ma abbastanza isolata: il nome significa “dietro Kaifeck”, perché si trovava circa un chilometro a nord del piccolo borgo di Kaifeck, al confine con un fitto bosco.

Viktoria aveva sposato nel 1914 Karl Gabriel, che pochi mesi dopo era partito per la Prima guerra mondiale ed era stato dichiarato morto in Francia nel dicembre dello stesso anno. Da lui aveva avuto la piccola Cäzilia. In paese la famiglia non godeva di buona fama: nel 1915 Andreas e Viktoria erano stati condannati per incesto, e si diceva che anche il piccolo Josef fosse figlio del padre. Il vicino Lorenz Schlittenbauer, con cui Viktoria aveva una relazione, aveva comunque accettato di riconoscerlo come suo.

Nel marzo 1922 alcuni fatti strani cominciarono ad accadere e Andreas ne parlò con degli amici del villaggio.

Per cominciare un giorno vide delle impronte nella neve che andavano dalla foresta verso casa, ma nessuna impronta che tornava indietro.

Trovò anche un giornale di Monaco che nessuno in famiglia aveva comprato e che nessuno nei dintorni riceveva. Pochi giorni dopo sparì un mazzo di chiavi della casa e si sentirono passi provenire dalla soffitta, ma Andreas, salito a controllare, non trovò nessuno. Nonostante ciò rifiutò l’aiuto dei vicini e nessuno avvisò la polizia.

A questo si aggiunga il fatto che circa sei mesi prima la domestica si era licenziata di punto in bianco affermando che la casa fosse infestata.

Andreas quindi cercò una nuova domestica, Maria Baumgartner, che prese servizio il 31 marzo 1922, giorno in cui trovò anche la morte.

Gli omicidi

Quella sera Andreas, la moglie, Viktoria e la piccola Cäzilia furono attirati uno alla volta nel fienile, passando dalla stalla, e lì uccisi con colpi alla testa inferti con una zappa-piccone che apparteneva alla famiglia. Poi l’assassino entrò in casa e con la stessa arma uccise Maria nella sua camera e il piccolo Josef, che dormiva nella sua culla.

Per quattro giorni nessuno se ne accorse. Il 1° aprile due venditori di caffè bussarono invano, Cäzilia non si presentò a scuola e la domenica la famiglia non andò a messa. Il 4 aprile un meccanico passò ore alla fattoria a riparare un motore senza vedere nessuno.

Quello stesso pomeriggio Lorenz Schlittenbauer andò a controllare con due vicini, Michael Pöll e Jakob Sigl, e la polizia venne allertata.

Nel fienile trovarono i corpi di quattro membri della famiglia, ammucchiati e coperti di paglia, e poco dopo in casa quelli di Maria e del piccolo Josef. Nessuno era sopravvissuto.

L’autopsia, fatta il giorno dopo direttamente nel fienile, mostrò che la piccola Cäzilia, che aveva sette anni, era rimasta viva per diverse ore dopo l’aggressione. Vennero ritrovate accanto a lei ciocche dei suoi stessi capelli, strappati mentre giaceva sulla paglia.

Le morti risalivano alla notte del 31 marzo, ma nei giorni successivi dal comignolo della fattoria si era visto uscire del fumo. Gli investigatori trovarono infatti gli animali curati e nutriti, tutto il pane della cucina mangiato e della carne tagliata da poco dalla dispensa.

Chiunque avesse ucciso la famiglia Gruber si era fermato qualche giorno a vivere nella fattoria, insieme ai corpi delle sue vittime.

Un uomo che passava di lì la notte del 1° aprile raccontò di aver visto il fumo uscire dal forno e di essere stato abbagliato con una lanterna da qualcuno uscito dalla casa.

Le indagini

Ma chi poteva essere stato, e perché? La rapina venne esclusa presto perché in casa venne trovata una grossa somma di denaro. Le indagini, guidate dall’ispettore Georg Reingruber di Monaco, partirono male: i curiosi avevano già camminato ovunque, spostato i corpi e addirittura cucinato nella cucina della fattoria. Non vennero nemmeno prese le impronte digitali.

L’arma venne trovata solo nel 1923, quando la fattoria fu demolita: era nascosta in soffitta, ancora sporca di sangue secco. Nel fieno c’era anche un coltellino. Oggi al posto della fattoria c’è una piccola stele in ricordo delle vittime.

Il monumento in memoria delle vittime di Hinterkaifeck
Il monumento eretto vicino al luogo dove sorgeva la fattoria, in memoria delle sei vittime. Foto Andreas Keller, Copyrighted free use, via Wikimedia Commons

I sospettati furono più di cento. Tra i principali c’era proprio Lorenz Schlittenbauer: quel giorno era entrato da solo in casa aprendo la porta senza problemi, nonostante fosse chiusa, e aveva spostato i corpi. Negli anni successivi fece commenti che sembravano rivelare dettagli che solo l’assassino poteva conoscere, ma vinse diverse cause per diffamazione contro chi lo chiamava “l’assassino di Hinterkaifeck”. Morì nel 1941.

Si sospettò anche di Karl Gabriel, il marito di Viktoria, il cui corpo non fu mai riportato a casa, ma due commilitoni dissero di averlo riconosciuto sul campo di battaglia. E poi dei fratelli Adolf e Anton Gump, accusati dalla sorella sul letto di morte, ma anche contro di loro non si trovarono prove. Il caso fu chiuso ufficialmente nel 1955 e gli ultimi interrogatori risalgono al 1986.

Il mistero continua

Gli omicidi della fattoria sono un delitto e un mistero tutt’ora irrisolti, considerati tra i più atroci ed enigmatici della storia tedesca, e molti detective dilettanti cercano ancora di risolverli. Il caso ha ispirato anche il romanzo Tannöd di Andrea Maria Schenkel, uscito nel 2006, che ha venduto più di un milione di copie ed è diventato un film nel 2009.

Nel 2007 quindici studenti dell’accademia di polizia di Fürstenfeldbruck hanno riesaminato il caso con le metodologie moderne, ma purtroppo molti reperti sono andati persi, compresi i crani delle vittime mandati a Monaco, e troppo tempo è passato per poter avere delle risposte certe.

Tuttavia tutti gli studenti, ognuno per conto suo, sono arrivati allo stesso sospettato principale, che non è stato menzionato nel rapporto finale per rispetto dei suoi discendenti ancora in vita.

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Fonti

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