La più spettacolare fuga da Alcatraz

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In breve
La notte dell’11 giugno 1962 Frank Morris e i fratelli John e Clarence Anglin evasero da Alcatraz attraverso i condotti di ventilazione, lasciando nei letti teste finte di cartapesta, e si allontanarono su una zattera fatta di impermeabili. Non sono mai stati ritrovati. L’FBI li ritiene affogati, ma lettere, foto e studi sulle correnti tengono aperto il mistero.

Alcatraz è forse la prigione più famosa al mondo. Situata su un’isola a 2 km dalle coste di San Francisco, oggi è una meta turistica.

In passato è stata però una prigione di massima sicurezza che ha ospitato criminali famosi come Al Capone. Data la sua posizione era considerato impossibile scappare senza venire scoperti dalle guardie o senza morire affogati nelle gelide acque della baia.

Ci sono stati però due casi in cui alcuni detenuti sono riusciti a scappare e di loro non si è più avuta alcuna traccia.

La più famosa e spettacolare fuga da Alcatraz, però, è stata senza dubbio quella che ha ispirato “Fuga da Alcatraz”, un film del 1979, adattamento dell’omonimo libro del 1963.

Fuga da Alcatraz

Fuga da Alcatraz Frank Morris, John Anglin Clarence Anglin

La notte dell’ 11 giugno 1962, tre detenuti riescono a fuggire dall’Isola di Alcatraz, detta anche “La Roccia”. I tre sono Frank Morris e i fratelli John e Clarence Anglin. Doveva esserci anche un quarto uomo, Allen West, che però all’ultimo momento non riuscì ad allargare il buco nella sua cella, perché il cemento che aveva usato per mascherarlo si era indurito, e rimase indietro.

I tre uomini scavano per mesi una delle pareti delle loro celle, spessa circa 16 centimetri, con cucchiai e forchette.

Cominciano a scavare attorno alla bocchetta di areazione presente in ogni cella, avendo cura di preparare con della cartapesta una copia esatta della rete di protezione e del muro mancante. In questo modo di notte scavano e di giorno coprono il buco con una finta parete.

Poco a poco riescono anche a trafugare almeno 50 impermeabili che trasformano in una zattera e in tre salvagenti sigillandoli con del mastice, seguendo un progetto che Morris aveva trovato sul numero di marzo 1962 della rivista Popular Mechanics.

Poi, servendosi ancora della cartapesta, costruiscono delle teste uguali alle loro, dipingendole e incollando dei capelli rubati dal barbiere della prigione. Le teste erano così ben fatte che presentavano ciglia e sopracciglia.

Una volta terminati tutti i dettagli del piano, i tre posizionano i manichini nelle loro brande e poi entrano nel buco scavato nella parete ritrovandosi in un corridoio in cui passano le tubature della prigione.

Da lì riescono a raggiungere il tetto e poi la spiaggia. Gonfiano quindi la loro zattera e i loro salvagenti. Secondo West, il piano era raggiungere a remi Angel Island, circa 3 chilometri a nord, e poi la terraferma, dove avrebbero rubato vestiti e un’auto. Da quel momento nessuno ha più notizie di loro.

Ipotesi

Fuga da Alcatraz

La mattina del 12 giugno 1962, alla conta mattutina, si scopre la fuga dei tre carcerati. Subito scatta l’allarme, ma i fuggitivi non verranno mai più ritrovati.

Il 14 giugno la Guardia Costiera ritrova una pagaia vicino alla costa sud di Angel Island, e un’altra barca recupera un portafoglio avvolto nella plastica con nomi, indirizzi e foto di amici e parenti degli Anglin. Questo farà pensare alle autorità che i tre siano affogati: in caso contrario non avrebbero mai e poi mai abbandonato quegli oggetti.

Tuttavia nessun corpo sarà mai ritrovato, anzi molti indizi farebbero pensare che i tre ce l’avrebbero fatta, in particolare si hanno molte notizie de fratelli Anglin.

Ad esempio nei giorni successivi alla fuga, sono state fatte delle segnalazioni riguardanti tre uomini nei pressi di San Francisco.

Le famiglie degli evasi hanno cominciato a ricevere messaggi e cartoline non firmati e la madre dei due fratelli ha cominciato a ricevere dei fiori inviati anonimamente ogni festa della mamma.

Al funerale della donna, poi, sono state notate due strane donne molto alte che sono sparite dopo la funzione religiosa. Questo ha portato la sorella degli Anglin a credere che si trattasse dei suoi fratelli.

Come se non bastasse, un amico di famiglia, Fred Brizzi, cresciuto con i due fratelli, raccontò di averli riconosciuti nel 1975 a Rio de Janeiro e di averli fotografati. Gli esperti incaricati dalla famiglia hanno detto che i due uomini nella foto erano “più che probabilmente” gli Anglin, mentre secondo lo US Marshals Service le misure dei volti indicano che non sono loro. Gli occhiali da sole e la cattiva qualità della foto rendono impossibile una risposta definitiva.

Nel 2014 uno studio sulle correnti dell’Università di Delft ha concluso che, se i tre fossero partiti alle 23.30, avrebbero potuto raggiungere Horseshoe Bay, appena a nord del Golden Gate, e che i loro oggetti sarebbero stati trascinati proprio verso Angel Island, dove sono stati ritrovati. E nel 2018 l’FBI ha rivelato l’esistenza di una lettera arrivata alla polizia di San Francisco nel 2013, firmata da un uomo che diceva di essere John Anglin, di essere sopravvissuto e di voler trattare la resa in cambio di cure per il suo cancro. L’autenticità della lettera non è mai stata confermata.

L’FBI ha chiuso le indagini il 31 dicembre 1979, concludendo che i tre erano probabilmente affogati nelle acque gelide della baia. Il fascicolo dello US Marshals Service invece è rimasto aperto, e i mandati di arresto scadranno solo tra il 2026 e il 2031, quando i tre fuggitivi avrebbero compiuto 100 anni.

Secondo voi i tre ce l’hanno fatta ad evadere dalla prigione di Alcatraz?

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Fonti

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