Vesna Vulović, sopravvive a una caduta di 10.000 mt

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In breve
Il 26 gennaio 1972 il volo JAT 367 esplose in volo sopra la Cecoslovacchia, probabilmente per una bomba. Unica sopravvissuta tra le 28 persone a bordo fu la hostess serba Vesna Vulović, 22 anni, che precipitò da 10.160 metri senza paracadute, rimasta incastrata nella fusoliera. Detiene ancora il record Guinness. È morta a Belgrado nel 2016.

Cosa mi diresti se ti dicessi che è possibile sopravvivere a una caduta da più di 10.000 metri da un aereo senza paracadute?

Sicuramente mi diresti che sono pazza, ma Vesna Vulović ci è riuscita. Vesna era un’assistente di volo serba, famosa per essere sopravvissuta a una caduta da 10.160 metri senza paracadute dopo l’esplosione dell’aereo su cui lavorava. Detiene tuttora il record Guinness per la caduta dall’altezza più alta senza paracadute.

Vesna Vulović cade da 10.160 metri

Vesna Vulovic sopravvissuta caduta aereo

Vesna nasce a Belgrado il 3 gennaio 1950. Grande fan dei Beatles, dopo il primo anno di università va in Inghilterra per migliorare il suo inglese e, tornata a casa, decide di diventare hostess vedendo un’amica in divisa. Nel 1971 entra nella JAT, la compagnia aerea nazionale jugoslava.

Vesna non doveva essere su quell’aereo, ma secondo il suo racconto la compagnia la confuse con un’altra hostess che si chiamava come lei.

Il 26 gennaio 1972 Vesna, che ha 22 anni, si trova a bordo del volo 367, un DC-9 partito da Stoccolma e diretto a Belgrado, con scali a Copenaghen e Zagabria. Alle 16:01, poco dopo la partenza da Copenaghen, un’esplosione squarcia il compartimento bagagli e l’aereo si spezza sopra il villaggio di Srbská Kamenice, in Cecoslovacchia, nell’attuale Repubblica Ceca. Delle 28 persone a bordo muoiono tutte, tranne Vesna.

L’assistente di volo sopravvive miracolosamente a una caduta di 10.160 metri. A trovarla è un abitante del villaggio, Bruno Honke, che la sente urlare tra i rottami. Honke era stato infermiere militare durante la Seconda guerra mondiale e riesce a tenerla in vita fino all’arrivo dei soccorsi.

Vesna riporta una frattura del cranio con emorragia cerebrale, entrambe le gambe rotte, tre vertebre fratturate, di cui una completamente schiacciata, il bacino e diverse costole rotte. Le ferite la lasciano temporaneamente paralizzata dalla vita in giù.

Rimane in coma per giorni e non ricorderà mai niente dell’incidente: l’ultima cosa che ricorda è quando salutava i passeggeri all’imbarco, la successiva è il volto dei suoi genitori in ospedale, circa un mese dopo. Quando un medico le mostra il titolo di un giornale sull’incidente, sviene.

Come è riuscita a sopravvivere?

Vesna Vulović in ospedale a Praga nel 1972

Data la perdita di memoria di Vesna e l’assenza di altri testimoni, gli investigatori hanno potuto solo fare delle ipotesi.

Secondo gli esperti, Vesna rimase incastrata da un carrello del cibo in un pezzo della fusoliera, che si staccò dal resto dell’aereo e cadde inclinato su un pendio boscoso coperto di neve, che attutì l’impatto.

Gli altri passeggeri, quando la cabina si depressurizzò, furono risucchiati fuori dall’aereo. I medici pensano che anche la pressione bassa di Vesna l’abbia aiutata, facendola svenire subito e impedendo al cuore di cedere all’impatto. Lei stessa raccontò che, sapendo di avere la pressione bassa, prima della visita medica per diventare hostess aveva bevuto tantissimo caffè per superarla.

La guarigione

Vesna resta in ospedale a Praga fino al 12 marzo 1972 e poi torna a Belgrado. Le offrono un’iniezione per farla dormire durante il volo, ma lei rifiuta: non ha paura di volare, perché non ricorda niente. In ospedale a Belgrado viene protetta giorno e notte dalla polizia, per paura che gli attentatori vogliano ucciderla.

Dopo diverse operazioni, nel giro di dieci mesi torna a camminare, anche se zoppicherà per tutta la vita. Vorrebbe tornare a fare la hostess, ma la JAT preferisce darle un lavoro d’ufficio, perché la sua presenza sui voli attirerebbe troppa attenzione. In Jugoslavia diventa un’eroina nazionale: viene premiata dal presidente Tito e le dedicano persino una canzone.

Nel 1985 il Guinness dei primati la riconosce ufficialmente come detentrice del record per la caduta più alta senza paracadute. Il premio le viene consegnato a Londra da Paul McCartney, il suo idolo.

Cause dell’incidente

Il giorno dopo l’incidente un uomo telefonò in forma anonima al giornale svedese Kvällsposten, dichiarandosi nazionalista croato e rivendicando l’attentato. In quegli anni i nazionalisti croati in esilio compirono molti attentati contro la Jugoslavia, ma nessuno fu mai arrestato. L’autorità dell’aviazione civile cecoslovacca attribuì l’esplosione a una bomba nascosta in una valigetta.

Già negli anni Novanta i giornali vicini a Milošević, contro cui Vesna protestava, sostennero che l’aereo fosse stato abbattuto da un missile e che lei fosse caduta da un’altezza molto inferiore.

Nel 2009 due giornalisti di Praga, Peter Hornung e Pavel Theiner, affermarono che l’aereo era stato scambiato per un velivolo nemico e abbattuto per errore dall’aviazione cecoslovacca a soli 800 metri di quota, e che il record di Vesna fosse una messinscena dei servizi segreti.

L’aviazione civile ceca ha respinto questa ipotesi come una teoria del complotto e lo stesso Hornung ha ammesso che le loro prove erano solo indiziarie. Vesna disse che, non ricordando nulla, non poteva né confermare né smentire. Il Guinness la considera ancora la detentrice del record.

Gli ultimi anni

Nei primi anni Novanta Vesna divorzia e viene allontanata dalla JAT per aver partecipato alle proteste contro Milošević. Continua a lottare per la democrazia fino alla sua caduta, nel 2000. Negli ultimi anni vive da sola a Belgrado, con una pensione di circa 300 euro al mese, rifiutando quasi tutte le interviste, persino quelle di Oprah Winfrey e della BBC.

Raccontava di sentirsi in colpa per essere sopravvissuta. “Se sei riuscita a sopravvivere a quello che ho passato io”, diceva, “puoi sopravvivere a tutto.”

Nel dicembre 2016 i suoi amici si preoccupano perché non risponde più al telefono. Il 23 dicembre viene trovata morta nel suo appartamento: soffriva da anni di problemi al cuore. Aveva 66 anni.

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Fonti

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