Colin Scott, bollito e dissolto in una sorgente termale

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In breve
Il 7 giugno 2016 Colin Nathaniel Scott, 23 anni, di Portland, lasciò le passerelle del Norris Geyser Basin, a Yellowstone, insieme alla sorella Sable per cercare una pozza in cui fare il bagno. Mentre si chinava a controllare la temperatura dell’acqua scivolò in una sorgente acida e bollente. Il giorno dopo del suo corpo non restava nulla.

Nel maggio 2016 Colin Scott si laurea in psicologia. Un mese dopo decide di andare a visitare il famoso parco di Yellowstone con la sorella Sable, ma qualcosa va storto. Cade in una sorgente termale e muore bollito vivo.

Colin Scott

Colin Scott e la sorella Sable decidono di andare a visitare, il 7 giugno 2016, il famoso parco di Yellowstone, negli Stati Uniti. Il parco si estende per quasi 9.000 chilometri quadrati ed è il parco nazionale più antico al mondo.

Ogni anno milioni di turisti decidono di esplorare le sue bellezze naturali, fra le quali figurano le fonti termali dalle acque colorate.

Ed è proprio in una di queste fonti che Colin ha trovato la morte. Colin Nathaniel Scott aveva 23 anni, veniva da Portland, in Oregon, si era appena laureato alla Pacific University e aveva fatto volontariato in una riserva naturale. 

Il ragazzo e la sorella hanno imprudentemente deciso di lasciare le passerelle specificamente ideate per far vedere ai turisti tutta la natura del parco, dirigendosi in una zona proibita. Era il pomeriggio e si trovavano nel Norris Geyser Basin, vicino al Pork Chop Geyser: da lì hanno camminato per circa 200 metri su per una collina.

Il loro obiettivo era quello di trovare una fonte termale in cui potersi rilassare un po’, una pratica chiamata “hot potting” e vietata nel parco. I due giovani però, forse non sapevano dei pericoli di quel territorio.

Molto spesso il terreno, infatti, attorno alle pozze termali è composto da una sottile crosta di fango, che non reggerebbe il peso di un uomo adulto.

La caduta nella fonte termale

E proprio mentre Colin si stava avvicinando a una fonte termale che la tragedia è iniziata. Mentre la sorella lo riprendeva con lo smartphone, il ragazzo si è diretto senza saperlo su una sottile crosta di fango.

Mentre si chinava per controllare la temperatura dell’acqua è caduto nella fonte, una pozza lunga circa 2 metri e profonda 3, la cui acqua quel giorno superava i 100 gradi. La sorella ha subito allertato i soccorsi e ha cercato di salvare il fratello, invano.

Il video che stava girando ha catturato il momento in cui Colin Scott è caduto nella pozza termale e i tentativi di salvataggio della sorella. 

A causa del contenuto delicato però, non è stato reso pubblico.

I soccorsi hanno visto il corpo di Colin galleggiare sull’acqua, ma l’arrivo di un temporale con fulmini ha impedito le operazioni di recupero.

Al secondo tentativo, il giorno dopo, il corpo del ragazzo era scomparso. Le acque bollenti e acide della sorgente termale l’avevano completamente disciolto.

Le operazioni di recupero sono state così sospese perché ritenuti inutili: non vi era nessun corpo da recuperare, solo il portafoglio e una ciabatta del ragazzo che galleggiavano nella pozza. Secondo gli esperti, il corpo si era dissolto a causa dell’acidità e della temperatura altissima dell’acqua.

Responsabilità

I responsabili del parco hanno sottolineato come tutta la superficie del parco sia piena di cartelli che vietano l’accesso a zone non coperte dai sentieri, indicando la pericolosità della zona a causa della sua attività geotermale.

Solo un giorno prima, un gruppo di persone era stato denunciato per avere lasciato uno dei sentieri. Una settimana dopo un turista cinese ha dovuto pagare una multa di 1.000 dollari per essersi avvicinato a una fonte. L’uomo ha dichiarato di voler raccogliere dell’acqua a scopi medicinali.

Un incidente simile era accaduto in Bolivia, dove un uomo era caduto in un geyser, morendo bollito vivo.

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Fonti

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