Darya Saltykova

Darya Saltykova, la sadica torturatrice russa

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In breve
Darya Saltykova (1730-1801), nobildonna russa rimasta vedova nel 1755, torturò e uccise decine di servi nella sua tenuta vicino a Mosca, soprattutto giovani donne. Arrestata nel 1762 su ordine di Caterina II, dopo sei anni di indagini fu riconosciuta colpevole di 38 omicidi su 138 morti sospette. Esposta alla gogna nel 1768, passò il resto della vita rinchiusa in un convento.

Darya Saltykova è stata una nobile russa famosa per avere torturato e ucciso molti dei suoi servi, in particolare giovani donne.

Si potrebbe definire la controparte russa di Elizabeth Bathory dato che godeva nel torturare e uccidere giovani donne. I suoi crimini sono stati atroci e la sua fine è stata terribile.

Darya Saltykova

Darya Nikolaevna Ivanova nacque l’11 marzo 1730 in una ricca e antica famiglia nobile, una di cinque sorelle. Si sposò molto giovane, non sappiamo l’età esatta, con il nobile Gleb Alekseevič Saltykov, membro della potente famiglia Saltykov.

Da lui avrà due figli, ma nel 1755, quando lei aveva 25 anni, il marito morì improvvisamente.

Darya ereditò tutti i beni del marito e diventò la vedova più ricca di Mosca. Si trasferì nella tenuta di Troitskoe, vicino a Mosca, dove vivrà con i due figli e più di 600 servi.

L’amante

Un giorno incontra il giovane Nikolay Tyutchev e i due cominciano una storia d’amore. Purtroppo per Darya, però, Nikolay conosce una giovane donna e se ne innamora.

I due decidono di sposarsi in segreto, ma Darya lo scopre e, piena di rabbia, ordina a dei servi di uccidere gli sposini.

I servi avvisano la coppia che così ha il tempo di scappare da Mosca e così Darya non avrà mai la sua vendetta.

Durante il matrimonio con Gleb, Darya è sempre stata una donna calma e molto religiosa che faceva spesso donazioni alla chiesa.

Dopo il tradimento del suo amante però, qualcosa scatta nella sua testa e Darya cambierà per sempre.

Le torture e gli omicidi

Darya Saltykova torture

Darya dopo il tradimento e dopo la sua vendetta finita male, comincia a sfogare la rabbia sulle sue serve.

Comincia a picchiarle quando, secondo lei, non puliscono bene la reggia e scopre che prova piacere nel far loro del male.

Comincia quindi a picchiarle sempre più forte e a frustarle, prendendosela specialmente con le serve giovani e in procinto di sposarsi.

Poi le torture si fanno più crudeli. Le picchia così forte da spezzare loro le ossa, oppure versa loro addosso acqua bollente.

Altre volte strappa le orecchie delle serve con delle pinze roventi o ancora le denuda e le chiude fuori, facendole morire congelate.

La sua furia non si ferma nemmeno di fronte ai bambini, e non si fa problemi a uccidere bambine o donne incinte. 

Qualcuno prova a denunciare la sadica contessa, ma Darya è una donna molto potente, con molte conoscenze, e la polizia è corrotta.

Così, spesso, finisce che a essere arrestati sono coloro che hanno osato accusare Darya.

L’arresto

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Nel 1762 però due servi, Sakhvely Martynov e Ermolay Ilyin, riescono a scappare dal palazzo e dalla città e si recarono a San Pietroburgo.

Ermolay aveva perso tre mogli, uccise da Darya, ed era determinato a farla arrestare.

I due denunciano Darya all’Imperatrice Caterina II, la quale avvia un’indagine.

Darya viene arrestata e tenuta in carcere per sei anni mentre le indagini sono in corso. Le vittime sopravvissute sono troppo spaventate per parlare, ma alla fine la polizia riesce a raccogliere prove sufficienti.

Gli investigatori contano 138 morti sospette nella tenuta, quasi tutte attribuite a lei, ma Darya viene riconosciuta colpevole di 38 omicidi.

Si tratta di servi picchiati e torturati fino alla morte. Caterina però non sa come punirla, perché in Russia la pena di morte era stata abolita nel 1754 e la nuova imperatrice ha bisogno dell’appoggio della nobiltà. Nel 1768 Darya viene incatenata per un’ora su un palco pubblico a Mosca, con un cartello al collo con scritto “Questa donna ha torturato e ucciso”, mentre la folla accorre a guardarla e a deriderla. Alcuni suoi complici vengono condannati alla fustigazione pubblica e ai lavori forzati.

Poi viene condannata al carcere a vita nei sotterranei del convento Ivanovskij di Mosca, dove rimane in una cella senza finestre per ben 11 anni. 

Ogni giorno una suora le porta da mangiare e una candela accesa, che spegne subito dopo che Darya finisce di mangiare, gettandola di nuovo nell’oscurità più completa.

Dopo 11 anni di prigionia nei sotterranei viene spostata in una cella con una finestra, dove rimane fino alla morte, il 9 dicembre 1801.

Muore a 71 anni, 39 dei quali passati in prigionia.

Viene sepolta accanto ai suoi parenti nel cimitero del monastero Donskoj di Mosca.

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Fonti

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2 comments

  1. Il ritratto non è della Saltykova giusta…Appartiene alla Dar’ja Petrovna Černyšëva(da sposata Saltykova),è una miniatura di Ritt del 1794 che si trova presso Ermitage.Il ritratto viene spesso spacciato per quello della Saltychiha,ma non è corretto…

  2. Grazie mille per la precisazione Anna! Correggo l’immagine. Se tu fossi a conoscenza di un ritratto della Saltykova “vera” mandami pure un messaggio. Grazie ancora.

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