Blanche Monnier, nata a Poitiers nel 1849 in una ricca famiglia, fu rinchiusa dalla madre in una stanza della casa di famiglia nel 1876 perché si opponeva al suo fidanzato. Fu liberata solo il 23 maggio 1901, dopo una lettera anonima alla procura, in condizioni terribili. La madre morì poco dopo l’arresto, il fratello fu assolto in appello. Blanche morì in un ospedale psichiatrico di Blois nel 1913.
Le storie di sequestri sono sempre terribili, ma lo sono ancora di più se gli aguzzini sono i familiari della vittima.
In tempi recenti si è sentito parlare di sequestri duranti molti anni, ma questo che ti sto per raccontare è durato quasi un quarto di secolo.
Per quasi 25 anni Blanche Monnier è stata rinchiusa a chiave in una stanza dalla sua famiglia perché amava l’uomo sbagliato.
Il sequestro di Blanche Monnier
Blanche nasce nel 1849 a Poitiers, in Francia in una famiglia dell’alta borghesia. Non abbiamo informazioni circa la sua infanzia, ma sappiamo che da ragazza si innamora di un giovane, Gilles Lomet.
Purtroppo per lei, però, Gilles è il figlio di un avvocato protestante e repubblicano e la sua famiglia non approva la relazione. I genitori di Blanche sono infatti per la monarchia e provano odio verso i repubblicani.
Attenzione però, su questo punto le versioni non coincidono. Secondo la ricostruzione più diffusa l’uomo di cui Blanche era innamorata era Victor Calmeil, un avvocato più anziano di lei e squattrinato, e la madre si opponeva perché non voleva che sua figlia sposasse “un avvocato senza un soldo”. Lui morirà nel 1885, senza mai sapere che fine avesse fatto Blanche.
Dato che la ragazza non vuole interrompere la relazione, la sua famiglia decide di rinchiuderla a chiave in una stanza.
Per Blanche comincia così, nel 1876, all’età di 27 anni, una prigionia che durerà quasi un quarto di secolo, interrotta solo grazie a una lettera anonima inviata alla polizia
Il ritrovamento di Blanche

Il 23 maggio 1901 il procuratore generale di Parigi riceve una lettera anonima (di cui ancora oggi non si conosce l’autore) e, dopo una perquisizione della casa da parte della polizia, al secondo piano viene ritrovata Blanche.
La stanza in cui si trova è lurida, piena di escrementi e avanzi di cibo. Le finestre sono sbarrate e non può entrare né sole né un po’ di aria fresca.
Blanche ha i capelli lunghissimi, mai tagliati da quasi tre decenni ed è gravemente denutrita.
Viene portata subito in ospedale mentre sua madre, di 79 anni, e il fratello vengono arrestati.
Dopo la liberazione emerge che Blanche soffriva di turbe mentali come isteria, coprofagia (ingestione di feci) e esibizionismo.
Il fratello afferma di aver provato a farla ricoverare in un manicomio, ma la famiglia si era opposta per evitare uno scandalo e per non portare vergogna alla famiglia.
La madre però non arriva nemmeno al processo: si ammala subito dopo l’arresto e muore 15 giorni dopo, mentre davanti alla sua casa si era radunata una folla inferocita.
Il fratello di Blanche viene inizialmente condannato a 15 mesi di reclusione per essere stato complice del sequestro, ma viene assolto in appello: i giudici, pur criticandolo, stabiliscono che all’epoca il codice penale non prevedeva un vero “obbligo di soccorso” con cui condannarlo.
La povera Blanche invece riuscirà a recuperare qualche chilo in ospedale, ma, provata dalla vicenda, morirà il 13 ottobre 1913 in un ospedale psichiatrico di Blois, dove era stata ricoverata.

La vicenda all’epoca fece enorme scalpore in tutta la Francia e nel 1930 lo scrittore André Gide, futuro premio Nobel, le dedicò un libro, La Séquestrée de Poitiers, in cui cambiò poco più dei nomi dei protagonisti.
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- Blanche Monnier, Wikipedia
- Blanche Monnier, Wikipedia
- André Gide, La Séquestrée de Poitiers, Gallimard, 1930






