Il 30 giugno 2013, a Pio XII, nello stato brasiliano del Maranhão, il ventenne Otávio Jordão da Silva arbitrava una partitella tra gente del posto. Dopo una lite pugnalò a morte il giocatore Josemir dos Santos Abreu. Gli spettatori invasero il campo, lo presero a sassate, lo decapitarono, lo squartarono e misero la sua testa su un palo. Un solo sospettato fu arrestato.
Il Brasile è un paese famoso non solo per le sue bellezze naturali, ma anche per l’estrema povertà e la violenza. Ed è proprio in un episodio di estrema violenza che alcuni tifosi hanno linciato, mutilato e decapitato un arbitro dopo che questi aveva accoltellato un giocatore.
Otávio Jordão da Silva
Otávio Jordão da Silva Cantanhede è un ragazzo di 20 anni del Maranhão, la regione nel nordest del Brasile in cui vive. Il 30 giugno 2013 sta arbitrando una partita in un campo della località di Centro do Meio, nel comune di Pio XII, e a un certo punto decide di espellere un giocatore, Josemir dos Santos Abreu, di 31 anni.
In realtà, secondo testimonianze raccolte in seguito, non era nemmeno una partita ufficiale: era una partitella improvvisata tra gente del posto, le squadre non avevano un nome e Otávio faceva l’arbitro solo perché si era fatto male a un piede e non poteva giocare.
Josemir non prende bene la decisione del giovane arbitro, si rifiuta di uscire dal campo e lo aggredisce, tirandogli un pugno. Otávio estrae allora un coltello dalla tasca e lo pugnala più volte. Josemir morirà durante il trasporto in ospedale.
Una volta appresa la notizia della morte del giocatore, gli spettatori, tra cui amici e parenti di Josemir, si riversano in campo e danno il via all’orrore.
L’arbitro mutilato e decapitato
I tifosi legano il giovane arbitro e lo prendono a sassate. Luis Moraes Souza, di 27 anni, lo colpisce in faccia con una bottiglia, rompendola. Un altro prende il coltello che lo stesso arbitro aveva usato per pugnalare il giocatore e accoltella Otávio al collo.
Gli altri cominciano a mutilarlo, tagliandogli braccia e gambe, poi lo decapitano. La testa del giovane arbitro viene infilata su un palo e piantata in mezzo al campo.
Responsabili

La polizia è riuscita ad arrestare Luis Moraes, mentre altre due persone che hanno partecipato all’atroce delitto, tra cui un fratello del giocatore ucciso, non sono state catturate. Il capo della polizia, Valter Costa, commentò:
Un crimine non giustificherà mai un altro crimine
Il Brasile è noto per la sua violenza, anche se di solito è molto presente nelle favelas o fra le bande rivali. Questo agghiacciante episodio però non ha scosso solo il Brasile, ma anche il resto del mondo, dato che l’anno successivo il Brasile avrebbe ospitato i Mondiali di calcio.
Proprio per questo la polizia brasiliana ha tenuto a precisare che si era trattato di un “episodio isolato” e che non rifletteva la sua capacità di garantire la sicurezza durante il campionato mondiale.
Paulo Storani, un esperto di sicurezza, ha affermato:
Nonostante sia vero che il Brasile è abituato a episodi di violenza nel calcio, questo delitto è fuori dal normale e totalmente distante dagli episodi che si verificano di solito
In rete circola un video in cui si vede il personale medico ricomporre il corpo martoriato di Otávio, con immagini troppo forti per poter essere mostrate qui.
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