Ordalia dell’acqua bollente

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In breve
Nell’ordalia dell’acqua bollente l’accusato doveva ripescare un anello o una moneta dal fondo di un calderone: se dopo tre giorni la ferita era infetta, era colpevole. Già presente nella Lex Salica del VI secolo, la prova perse valore dopo il 1215, quando il IV Concilio Lateranense vietò ai preti di benedirla. Secondo uno studio sui registri ungheresi, circa due imputati su tre la superavano.

Quando si pensa alle ordalie, i “giudizi di Dio”, subito si pensa all’Inquisizione e alle torture inflitte ai sospettati di eresia e stregoneria. Tuttavia le ordalie ( e l’ordalia dell’acqua bollente) sono state usate sia prima che dopo l’Inquisizione e non solo in Europa.

Le ordalie in realtà sono molto più antiche dell’Inquisizione. L’ordalia del calderone compare già nella Lex Salica, la legge dei Franchi scritta all’inizio del VI secolo, ed era usata soprattutto nei processi comuni: furti, omicidi, adulteri, liti per terre ed eredità. Anzi, quando nacque l’Inquisizione le ordalie erano già in declino: nel 1215 il IV Concilio Lateranense, voluto da papa Innocenzo III, vietò ai sacerdoti di benedirle, e senza il prete la prova perdeva il suo valore religioso. In pochi decenni scomparvero quasi ovunque in Europa.

L’ordalia dell’acqua bollente

L’accusato del crimine doveva immergere la mano, a volte fino al polso altre fino al gomito, in un calderone di acqua bollente per prendere un anello o una moneta depositati sul fondo.

Questa punizione veniva portata a termine in una chiesa da un sacerdote e prima di cominciare, sia la vittima che il calderone venivano aspersi con acqua benedetta.

Poi si procedeva alla formula di rito che pregava Dio di risparmiare gli innocenti e il sospettato immergeva il braccio in acqua, o a volte olio bollente.

Successivamente le ferite venivano bendate e dopo tre giorni si esaminava la ferita. Se era presente del “sangue putrido” o una vescica “un po’ più grande di una noce” allora l’imputato era chiaramente colpevole.

L’acqua bollente era usata anche per torturare e come pena capitale, basti pensare alla bollitura a morte che è rimasta in vigore fino all’età moderna.

In Francia, infatti, la bollitura a morte è stata abolita solo nel 1791.

Anche in Inghilterra la bollitura fu per un periodo una pena prevista dalla legge. Nel 1531 il re Enrico VIII la stabilì per gli avvelenatori, dopo che un cuoco, Richard Roose, era stato accusato di aver avvelenato il pasto servito nella casa del vescovo di Rochester. Roose fu bollito vivo a Londra nel 1532. La legge fu abolita pochi anni dopo, nel 1547.
Questa pratica non era però prerogativa dell’Inquisizione, del contesto cristiano o dell’Occidente in generale. Abbiamo infatti testimonianze di questa usanza anche in altre parti del mondo.

L’ordalia dell’acqua bollente in India

In India un uomo poteva chiedere che la moglie o i servi venissero sottoposti all’ordalia dell’acqua per dissipare i dubbi sulla loro fedeltà.

Inoltre, abbiamo una testimonianza del 1867 riportata sulla “Bombay Gazette”. Un uomo era stato sottoposto all’ordalia dell’olio bollente perché accusato di furto.

Illustrazione antica dell'ordalia dell'acqua bollente
Un’ordalia dell’acqua bollente in un’illustrazione antica. Pubblico dominio, via Wikimedia Commons

Come sopravvivere all’ordalia dell’acqua bollente

Ma come era possibile passare indenni l’ordalia dell’acqua bollente? Questo “giudizio di Dio” era largamente usato anche perché una certa percentuale di persone riusciva a passare la prova.

Se tutti fossero risultati colpevoli nessuno avrebbe più voluto sottoporvisi.

Già Voltaire aveva ipotizzato che prima della prova, la vittima poteva essersi strofinata sulla mano e sul braccio una miscela di alcol al vetriolo, allume e succo di cipolla.

Studi moderni hanno però comprovato che una tale sostanza non avrebbe impedito alla vittima di ustionarsi.

Com’era dunque possibile che qualcuno non riportasse ferite? La risposta più probabile è che la prova venisse manomessa da qualche prete impietosito o, più probabilmente, corrotto.

Un indizio interessante arriva dai registri dell’epoca. Nel Regestrum Varadinense, il registro della cattedrale di Várad, in Ungheria, sono annotate oltre duecento ordalie svolte all’inizio del Duecento. Secondo l’analisi dell’economista Peter Leeson, circa due imputati su tre superarono la prova. Una percentuale altissima, se il ferro e l’acqua fossero stati davvero roventi. Leeson ipotizza che i preti, convinti dell’innocenza di chi accettava di sottoporsi alla prova, facessero in modo che l’acqua non fosse poi così calda. Chi si sapeva colpevole, invece, spesso preferiva confessare piuttosto che affrontare il calderone.
L’ordalia dell’acqua bollente era solo una delle prove a cui venivano sottoposti i sospettati di eresia, infatti potevano essere sottoposti anche all’ordalia dell’acqua fredda.

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Fonti

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