Linda Burfield Hazzard

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In breve

  • Chi: Linda Laura Hazzard, nata Burfield (Carver, Minnesota, 18 dicembre 1867 – Olalla, 24 giugno 1938).
  • Soprannome: “la dottoressa della fame”.
  • Cosa faceva: curava ogni malattia con il digiuno, senza essere medico.
  • Vittime: almeno 15 morti attribuite a lei, forse decine.
  • Condanna: omicidio colposo nel 1912, da 2 a 20 anni di lavori forzati; uscì dopo due anni.

Linda Burfield Hazzard è stata una ciarlatana nata nel 1867. Esercitava la professione di medico anche se non aveva una laurea in medicina: si definiva osteopata e “specialista del digiuno”.

Divenne famosa per le sue teorie che promuovevano il digiuno come cura per molti mali, incluso il cancro.

Nacque a Carver, in Minnesota, la maggiore di sette figli. All’età di 18 anni si sposò ed ebbe due figli, poi abbandonò la famiglia e ottenne il divorzio per poter seguire la sua carriera. In seguito sposò Samuel Chrisman Hazzard, che le rimase accanto per tutta la vita.

Carriera

Foto segnaletica di Linda Hazzard
Linda Hazzard nella foto segnaletica scattata al suo ingresso nel penitenziario dello Stato di Washington. Foto Penitenziario dello Stato di Washington, Public domain, via Wikimedia Commons

Nello Stato di Washington ottenne comunque la licenza per esercitare grazie a una scappatoia della legge, che permetteva ad alcuni praticanti di medicina alternativa di lavorare anche senza laurea. Diceva di aver studiato con Edward Hooker Dewey, un medico noto sostenitore del digiuno, e nel 1908 pubblicò il libro Fasting for the Cure of Disease (“Il digiuno per la cura delle malattie”).

Secondo lei il digiuno era una panacea, perché liberava il corpo dalle tossine che causavano le malattie. Ai digiuni affiancava clisteri che duravano ore e massaggi violenti, che i pazienti descrivevano come vere e proprie percosse.

Fondò una clinica a Olalla, chiamata Wilderness Heights, in cui l’unica terapia era il digiuno e dove ai pazienti, come nutrimento, dava solo succo di pomodoro e di asparagi e occasionalmente un cucchiaio di succo d’arancia. Il digiuno poteva durare giorni, settimane o anche mesi. Gli abitanti della zona la chiamavano “Starvation Heights”, le alture della fame.

La gente moriva letteralmente di fame ma Linda era talmente abile che li convinceva non solo del fatto che sarebbero guariti, ma anche che sarebbero tornati sani come una volta.

Quindi nonostante stessero morendo, rimanevano lì di propria volontà. Una volta morti poi li derubava di gioielli e denaro.

I pochi che sopravvivevano appena usciti dalla clinica decantavano le sue lodi di dottore e così altra gente chiedeva di essere ammessa alla clinica.

Per quelli che non ce la facevano, invece, veniva dichiarato che fossero malati già da prima di malattie incurabili in stato avanzato e terminale, come il cancro o la cirrosi.

Uno di loro, l’ingegnere di Seattle Earl Edward Erdman, tenne un diario delle settimane di cura: arance, brodo di pomodoro filtrato e poco altro, mentre annotava giramenti di testa, dolori e il cuore che accelerava. Morì di fame il 28 marzo 1910 in ospedale, poco prima che un collega potesse fargli una trasfusione.

Arresto

Nel 1911 venne arrestata per l’omicidio di Claire Williamson, una ricca donna inglese di 33 anni che alla morte pesava meno di 23 kg.

Al processo venne provato non solo che Linda le rubò i gioielli, ma anche che avesse falsificato il suo testamento per esserne beneficiaria.

La sorella della vittima, Dorothea, detta Dora, testimoniò al processo in quanto anche lei si era sottoposta al trattamento della Hazzard. Si era però salvata perché un’amica di famiglia, la loro ex governante arrivata dall’Australia dopo un telegramma fatto uscire di nascosto, si era resa conto della gravità della situazione e l’aveva aiutata ad andarsene: pesava meno di 27 kg e da sola non aveva le forze nemmeno per alzarsi dal letto.

Arrivò però troppo tardi per salvare anche Claire: la donna era già morta.

Nel 1912 Linda fu condannata per omicidio colposo a una pena da 2 a 20 anni di lavori forzati, che scontò nel penitenziario di Walla Walla. Rimase in carcere solo due anni: uscì in libertà vigilata il 26 dicembre 1915 e l’anno dopo il governatore Ernest Lister le concesse la grazia, a patto che lasciasse il paese.

Si trasferì con il marito in Nuova Zelanda, dove continuò a lavorare come dietologa e osteopata. Lì fu anche multata per essersi fatta chiamare “dottoressa” senza essere iscritta all’albo dei medici.

Nel 1920 tornò a Olalla e riaprì la sua clinica, presentandola come una “scuola di salute” visto che le era stata revocata la licenza. La clinica fu rasa al suolo da un incendio nel 1935 e non venne mai più riaperta.

Morte

Linda morì il 24 giugno 1938, a 70 anni, mentre provava la sua cura del digiuno su se stessa.

Nonostante le molte morti che avvenivano nella sua clinica divenne famosa, scrivendo anche alcuni libri sul suo metodo curante. Le morti attribuite a lei sono almeno 15, ma secondo alcuni potrebbero essere molte di più.

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Fonti

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