- Chi: Jesse Harding Pomeroy (Charlestown, 29 novembre 1859 – Bridgewater, 29 settembre 1932).
- Soprannome: “il ragazzo torturatore”.
- Crimini: tra il 1871 e il 1872 aggredì e torturò almeno nove bambini; nel 1874 uccise almeno due bambini, Katie Curran e Horace Millen.
- Un triste primato: è la persona più giovane mai condannata per omicidio di primo grado in Massachusetts.
- Condanna: a morte, commutata in ergastolo in isolamento.
Jesse Pomeroy è stato un criminale americano che ha torturato e ucciso vari bambini a partire dall’età di 12 anni. La sua storia mostra moltissime somiglianze con quella di un altro serial killer bambino: Cayetano Santos Godino.
Biografia
Jesse Pomeroy nacque il 29 novembre 1859 a Charlestown, nel Massachusetts, e viveva con la madre Ruth, sarta, il padre Thomas, macellaio e veterano della guerra civile, e il fratello maggiore, Charles Jr.
Il padre era un alcolizzato che spesso maltrattava la famiglia. Quando era arrabbiato spogliava il figlio e lo picchiava violentemente.
Nei primi sei mesi di vita Jesse soffrì di una malattia sconosciuta che gli lasciò l’occhio destro deformato, senza iride né pupilla visibili. Era di corporatura molto grande rispetto alla sua età, di carattere chiuso e solitario, soffriva di forti mal di testa, vertigini e sbalzi d’umore, e da piccolo fu vittima dei bulli del suo quartiere.
Come molti assassini e serial killer torturò e uccise vari animali: un giorno la madre trovò i due inseparabili che aveva comprato con la testa staccata.
Le prime aggressioni
Tra il 1871 e il 1872 cominciarono a essere riportati alla polizia casi di bambini tra i 4 e i 10 anni attirati in zone isolate o in edifici abbandonati e aggrediti da un ragazzino poco più grande di loro. Le vittime venivano spogliate, legate e imbavagliate, e poi picchiate e torturate con bastoni o corde.
Il primo fu William Paine, di quattro anni, che fu trovato un giorno in un piccolo capanno legato per le mani al tetto con la schiena piena di ferite.
Nessuno venne denunciato per il fatto. Il 21 febbraio 1872 fu la volta di Tracy Hayden, di sette anni, che Jesse aveva legato e torturato e lasciato su una collina di Chelsea. Tracy aveva gli occhi pesti, i denti rotti, il naso fratturato e il torso pieno di ferite. Si seppe solo che l’aggressore era un ragazzo dai capelli castani.
Il 20 maggio 1872 fu la volta di Robert Maier, di otto anni, che venne spogliato, colpito con un bastone e obbligato a bestemmiare, e poi abbandonato in una latrina. A luglio toccò a Johnny Balch, trovato legato e picchiato. Il Boston Globe scriveva che il pubblico era molto agitato per quel “ragazzo diabolico”.
La polizia cominciò dunque a interrogare adolescenti coi capelli castani ma, nel passaparola, a un certo punto la descrizione venne distorta e la polizia si mise a cercare un adolescente con la barba e coi capelli rossi.
Jesse Pomeroy era quindi libero dai sospetti e continuò le sue aggressioni.
Il primo arresto
La polizia a questo punto mise una taglia di 500 dollari sul misterioso criminale e ad agosto la madre di Jesse, che era stata abbandonata dal marito, decise stranamente di trasferirsi a South Boston.
Si pensa che la madre avesse dei sospetti sul figlio, ma non lo denunciò mai alla polizia.
Jesse però continuò a fare vittime, questa volta cominciando a usare anche il coltello. Il 17 agosto picchiò George Pratt, di sette anni, l’11 settembre Joseph Kennedy, anche lui di sette anni, ferito con un coltellino, e il 17 settembre Robert Gould, di cinque anni, trovato legato a un palo del telegrafo vicino ai binari. Robert diede finalmente una descrizione completa del suo aggressore, compreso il particolare dell’occhio completamente bianco.
Poco dopo Jesse passò davanti alla stazione di polizia e guardò dentro dalla finestra. Dentro c’era proprio il piccolo Joseph Kennedy, che lo riconobbe subito. Jesse venne arrestato e sottoposto a interrogatorio.
Sotto minaccia di essere messo in prigione per 100 anni, finalmente, confessò tutto. Ammise di essere “il ragazzo torturatore” e anche tutti gli altri bambini lo riconobbero.
Il 21 settembre 1872 venne condannato a sei anni nel riformatorio statale di Westborough, ma la madre cominciò a battersi per farlo uscire.
Jesse trascorse solo 16 mesi in riformatorio prima di essere rimesso in libertà.
Gli omicidi

Nel febbraio 1874 quindi, all’età di 14 anni, venne rimesso in libertà condizionale e la madre e il fratello promisero di tenerlo sotto controllo. La madre aveva un negozio di sartoria e il fratello vendeva giornali.
A marzo una bambina, Katie Curran, entrò nel negozio di giornali di Charles Jr, dove in quel momento si trovava Jesse, e chiese un quaderno. Il ragazzo disse che li aveva finiti e doveva andare a cercarne uno in cantina.
La bambina, di dieci anni, lo seguì tranquilla, ma in cantina venne uccisa.
Dopo averla uccisa Jesse si ripulì dal sangue e tornò al negozio come se nulla fosse. La madre di Katie, non vedendola rientrare, diede l’allarme alla polizia, ma un testimone dichiarò di avere visto qualcuno spingerla su un vagone del treno e il caso venne archiviato come sequestro.
Prima di mietere la sua seconda vittima Jesse Pomeroy tentò un altro omicidio, sempre di un bambino, ma a causa di scomodi testimoni non poté sfogare i suoi istinti e così il piccolo Harry Field si salvò. La stessa sorte però non toccò al piccolo Horace Millen, di soli quattro anni.
Venne adescato con un pasticcino e, una volta portato in una zona isolata, Jesse lo aggredì con il suo coltello. Il corpo fu ritrovato il 22 aprile 1874 nelle paludi della baia di Dorchester da dei ragazzini, che avvisarono subito degli adulti.
Secondo l’autopsia il corpicino presentava molte ferite di difesa sulle braccia e sulle mani, oltre a 18 coltellate al torace e un occhio pugnalato, e altre mutilazioni.
Il secondo arresto
I sospetti caddero immediatamente su Pomeroy, anche senza prove: la polizia lo portò a vedere il corpo di Horace e gli chiese se fosse stato lui. Venne arrestato e gli fu negato il diritto a un avvocato durante l’inchiesta.
In seguito all’arresto di Jesse sua madre perse il lavoro e fu costretta a lasciare il suo negozio.
Quando cominciarono i lavori di ristrutturazione venne scoperto il cadavere della piccola Katie, in avanzato stato di decomposizione, nascosto sotto un cumulo di cenere.
Il processo di Jesse Pomeroy
Il processo si svolse il 9 e 10 dicembre 1874. L’accusa voleva farlo condannare per omicidio di primo grado, la cui pena era l’impiccagione, ma la difesa insistette sul fatto che avesse dei disturbi psichici.
Venne provato che Jesse sapeva esattamente che cosa aveva fatto e che era sbagliato. Il 10 dicembre fu riconosciuto colpevole di omicidio di primo grado, anche se la giuria raccomandò clemenza vista la sua età, e nel febbraio 1875 venne condannato a morte per impiccagione.
Data la sua giovane età però il governatore William Gaston si rifiutò di firmare la sentenza, per ben due volte. Nell’agosto 1876 il Consiglio del governatore commutò la pena nell’ergastolo da scontare in isolamento. Jesse aveva 16 anni e 9 mesi.
In carcere diceva di aver imparato da solo diverse lingue straniere, tra cui l’ebraico e il tedesco, scriveva poesie e studiava libri di legge per chiedere la grazia. Tentò anche di evadere dieci o dodici volte, con attrezzi costruiti da lui, e perse un occhio cercando di sfondare la parete della cella con un tubo del gas. Durante la sua permanenza in carcere l’unica persona che lo visitava era la madre.
Nel 1917 venne tolto dall’isolamento e nel 1929, ormai anziano e malato, venne trasferito nell’ospedale per criminali malati di mente di Bridgewater, dove passò i suoi ultimi anni.
Morì il 29 settembre 1932 senza mai mostrare rimorso per quello che aveva fatto.
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