- Annuncio: 28 settembre 2015, NASA.
- Cosa: sali idratati nelle strisce scure (RSL) che compaiono d’estate sui pendii di Marte, fotografate dalla sonda MRO.
- Cosa è cambiato dopo: dal 2017 molti studi pensano che quelle strisce siano flussi di sabbia secca, non acqua.
- Le novità: nel 2018 un radar ha suggerito laghi sotto il polo sud; nel 2024 i dati sismici della sonda InSight hanno indicato acqua liquida a 10-20 km di profondità.
Acqua su Marte
È appena stata resa pubblica la notizia della presenza di acqua su Marte. Molte notizie con l’ipotesi della presenza di acqua sul pianeta rosso sono in circolo da anni, ma questa è la prima volta in cui ci sono delle prove a riguardo.
La sonda spaziale MRO (Mars Reconnaissance Orbiter) ha fotografato dei solchi in cui sono presenti dei sali che si formano solo in presenza di acqua. Non si tratta certo di grandi fiumi o torrenti, ma rivoli di acqua salata che si creano durante i mesi estivi marziani.

Questi solchi erano già stati osservati nel 2011, ma gli scienziati non avevano la certezza che si trattasse davvero di tracce di acqua. Si chiamano recurring slope lineae, o RSL: sono strisce scure larghe da mezzo metro a cinque metri, lunghe anche centinaia di metri, che compaiono sui pendii più ripidi quando fa più caldo e scompaiono con il freddo.
Ancora non si sa l’origine e la composizione chimica dell’acqua, ma solo la sua presenza porta a pensare alla possibile presenza di vita, almeno microbica, in essa.
L’atmosfera sottile di Marte, però, non permette la presenza di acqua allo stato liquido se non per pochi secondi. Da dove arriverebbe dunque quella che ha lasciato queste tracce?
L’ipotesi più probabile è che derivi dallo scioglimento dei ghiacciai sotterranei, la cui presenza è già stata appurata da alcuni radar speciali.
Aggiornamento: cosa sappiamo oggi
Negli anni successivi, purtroppo, l’entusiasmo del 2015 si è un po’ raffreddato. Nel 2017 diversi studi hanno mostrato che le strisce si fermano sempre a un’inclinazione di circa 27-28 gradi, proprio come le valanghe di sabbia secca. I ricercatori hanno fatto notare anche che l’acqua non era mai stata vista direttamente: erano stati trovati solo i sali. Oggi molti scienziati pensano quindi che le RSL siano flussi di granelli secchi, anche se l’ipotesi dell’acqua salata non è stata del tutto abbandonata.
Ma l’acqua su Marte non è scomparsa dalle notizie, anzi. Nel 2018 il radar italiano MARSIS, a bordo della sonda europea Mars Express, ha rilevato quelli che potrebbero essere laghi di acqua salata sotto il ghiaccio del polo sud, una scoperta ancora oggi molto discussa.
E nell’agosto 2024 l’analisi dei dati sismici raccolti dalla sonda InSight della NASA ha suggerito la presenza di un enorme serbatoio di acqua liquida a una profondità tra i 10 e i 20 chilometri sotto la crosta marziana. Troppo in profondità per essere raggiunta, ma abbastanza per riaccendere la speranza che, da qualche parte nel sottosuolo, ci possa essere vita.
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