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Il culto della mummificazione moderna – chi paga per restare intatto

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In breve
A Salt Lake City, nello Utah, il gruppo religioso Summum offre l’unica “mummificazione moderna” al mondo. Costa circa 67.000 dollari, esclusi sarcofago e trasporto, e richiede mesi di lavoro. Il fondatore, Corky Ra, è stato il primo essere umano mummificato, nel 2008, e oggi riposa in un sarcofago dorato dentro la piramide del gruppo. La maggior parte dei “clienti”, però, sono animali domestici.

Foto di Paul Hudson con licenza CC BY 2.0.

A Salt Lake City, nello Utah, tra capannoni anonimi e il rumore dell’autostrada, c’è una piramide di metallo color bronzo. Dentro, una mano esperta lavora su un corpo che non è in attesa di un funerale. No. Questo corpo sarà preparato per una nuova “vita”. Una vita fatta di bende, resina e silenzi eterni. Benvenuti nel mondo della mummificazione moderna, dove l’antica arte degli egizi incontra l’America contemporanea e la sete di immortalità.

In un’epoca in cui tutto si smaterializza, c’è chi paga decine di migliaia di dollari per restare fisicamente intatto. Ma chi sono questi nuovi faraoni del terzo millennio? E cosa li spinge a voler restare presenti anche dopo la morte?

L’antica ossessione di trattenere la carne

La mummificazione è probabilmente uno dei rituali funebri più affascinanti e inquietanti della storia. In Egitto, per accompagnare i defunti nell’aldilà, rispondeva a un’unica ossessione: la permanenza del corpo. Nella religione egizia l’anima poteva tornare nel corpo solo se questo era rimasto integro, e da qui nacquero tecniche sempre più sofisticate per svuotare, essiccare, imbalsamare e bendare i cadaveri.

Nel corso dei secoli l’idea di conservare il corpo ha sedotto anche altre culture, dai santi esposti nelle teche delle chiese ai corpi plastinati della scienza moderna. E oggi questa ossessione non è affatto svanita. Anzi, è diventata un servizio, con tanto di listino prezzi.

I nuovi imbalsamatori, chi offre la mummificazione oggi

A offrire la mummificazione non sono più i sacerdoti di Anubi, ma Summum, un nuovo movimento religioso con sede a Salt Lake City. Lo ha fondato nel 1975 Claude Rex “Corky” Nowell, che raccontava di aver incontrato degli esseri superiori, i “Summa Individuals”, che gli avrebbero rivelato i principi della creazione. Nel 1980 cambiò legalmente il suo nome in Summum Bonum Amon Ra, ma tutti lo conoscevano come Corky Ra. La sua dottrina mescola l’antica religione egizia con la figura di Mosè, e tra le sue pratiche ci sono la meditazione, un vino sacramentale prodotto in proprio e, appunto, la mummificazione.

Il quartier generale è una piramide di metallo alta circa otto metri, costruita alla fine degli anni Settanta, ed è anche il luogo dove si svolge la “mummificazione moderna”, che Summum chiama “tanatogenetica”. Per il gruppo non è un semplice modo di conservare il corpo, ma un aiuto alla “transference”, il passaggio dell’essenza del defunto verso una destinazione migliore. Il servizio è aperto a chiunque, di qualunque fede, e Summum lo offre come organizzazione religiosa senza scopo di lucro, chiedendo una “donazione”. A sentire i suoi responsabili, è l’unico posto al mondo dove si pratica la conservazione permanente del corpo.

Il prezzo? Per un essere umano si parte da circa 67.000 dollari, esclusi il sarcofago, il funerale e il trasporto della salma. Il sarcofago, che Summum chiama “mummiform”, può costare da 20.000 a oltre 100.000 dollari, a seconda di quanto lo si vuole elaborato. Si può scegliere il classico stile egizio dorato, con ankh e scarabei, oppure una capsula semplice e moderna, con i simboli della propria religione.

Il procedimento può durare dai quattro mesi a un anno. Il corpo viene lavato e pulito con cura, gli organi interni vengono estratti con una piccola incisione, lavati e rimessi al loro posto. Poi viene trattato con sostanze chimiche, alcune usate anche nell’ingegneria genetica, che secondo Corky Ra avrebbero preservato perfino il DNA. Alla fine viene avvolto in molti strati di garza e chiuso in un involucro di fibra di vetro, poi sigillato nel mummiform con una resina color ambra, e ogni apertura viene saldata.

Clienti eccentrici e casi reali

mummie moderne
Immagine di Summum, con licenza CC BY-SA 2.5

Chi si fa mummificare oggi? Secondo Summum, oltre mille persone in tutto il mondo si sono già prenotate. Ma la verità è che la maggior parte delle mummificazioni riguarda gli animali domestici. Gatti e cani piccoli costavano circa 4.000 dollari, ma per un cane di grossa taglia si può arrivare a cifre molto più alte.

Il primo essere umano a essere mummificato da Summum è stato proprio il fondatore. Corky Ra è morto nel gennaio 2008, e oggi il suo corpo riposa in un mummiform di bronzo ricoperto d’oro, in piedi dentro la piramide, accanto a quello del suo gatto Oscar. Il sarcofago era stato commissionato già nel 1985 a un artista locale. I membri del gruppo dicono di sentire spesso la sua presenza.

Leggi, etica e religione, il corpo è mio e lo conservo io

A differenza della crioconservazione, che ha sollevato polemiche a livello medico ed etico, la mummificazione di Summum si muove in un terreno più tranquillo. Il gruppo ha ottenuto dal fisco americano un’esenzione religiosa proprio per questo servizio, e il mummiform, una volta sigillato, può essere sepolto o tumulato come una normale bara. Negli Stati Uniti le regole su come disporre del proprio corpo cambiano da stato a stato, mentre tenere in casa un cadavere senza autorizzazione è in genere vietato e può portare ad accuse come l’abuso di cadavere.

Le religioni tradizionali, in genere, guardano con diffidenza a queste pratiche. Per il cristianesimo la conservazione artificiale del corpo non ha valore spirituale, mentre l’islam e l’ebraismo chiedono che il corpo torni alla terra il prima possibile. Eppure c’è chi vede nella mummificazione un atto di libertà dopo la morte, una dichiarazione d’identità o un gesto estremo contro l’oblio.

Quando la morte diventa un oggetto d’arredo

Il confine tra omaggio e ossessione, a volte, si fa sottile. Ogni tanto la cronaca racconta di persone che non sono riuscite a separarsi da un familiare morto e ne hanno tenuto il corpo in casa per mesi o anni, vestendolo e parlandogli come se fosse ancora vivo. Sono storie diversissime da quella di Summum: non c’è nessun rito né nessuna scelta del defunto, ma solo un dolore che non trova una via d’uscita.

Una nuova religione dell’immortalità

In fondo, la mummificazione moderna è anche una religione dell’io. Il corpo diventa il tempio, l’idolo, la reliquia, un monumento permanente a sé stessi. In un mondo in cui la morte è nascosta alla vista e ridotta a pratiche igieniche e burocrazia, la mummificazione si impone come un atto provocatorio: io resto qui. È un modo per affermare il controllo anche oltre la morte, ma forse è anche una dichiarazione di paura, come se un corpo abbastanza ben conservato potesse resistere all’oblio.

Il gelo dell’eternità

La mummificazione moderna è il lato più visibile e inquietante di una lunga battaglia dell’essere umano contro l’inevitabile. In un’epoca che idolatra la giovinezza e rifugge il decadimento, l’idea di restare immobili ed eterni nel proprio corpo è un’illusione che qualcuno è disposto a pagare cara. Ma alla fine, anche il sarcofago più costoso resterà solo un contenitore. E forse, ciò che davvero sopravvive non è il corpo che lasciamo, ma il ricordo che resta in chi ci ha voluto bene.

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