La crinolina, la gabbia di cerchi metallici che dalla metà dell’Ottocento allargava le gonne delle donne, era estremamente infiammabile. Si stima che tra la fine degli anni ’50 e la fine degli anni ’60 dell’Ottocento abbia causato circa 3.000 morti solo in Inghilterra. Tra le vittime ci furono la moglie di Longfellow e due sorellastre di Oscar Wilde.
La crinolina è una struttura simile ad una gabbia che si metteva sotto alle gonne per sostenerle e renderle più ampie. Questa moda, però, è costata la vita a migliaia di donne: secondo alcune stime solo in Inghilterra circa 3.000, e secondo un calcolo dell’epoca quasi 40.000 in tutto il mondo.
La crinolina
Questo accessorio era molto in voga nell’Ottocento e serviva per rendere le sottovesti e i vestiti molto ampi. Avere una crinolina era imprescindibile per essere alla moda e tutte le donne la volevano.
La crinolina prende il nome dal crine di cavallo con cui erano realizzate a quei tempi le sottovesti, spesse e vaporose per dare volume ai vestiti. Nel 1856 però comparve la crinolina a gabbia, che finì per sostituirle e ne prese il nome che prese il suo nome.
Questo accessorio consisteva in vari cerchi fatti di metallo o di vimini e veniva usato per mettere in risalto la vita stretta. A quei tempi era infatti di moda anche il corsetto, nonostante i medici continuassero a sconsigliarlo per i suoi effetti letali.
Il corsetto assottigliava la vita e le donne volevano accentuare questa caratteristica abbinando gonne ampie a campana. Le prediche contro queste gonne “contro il pudore”, non fecero altro che farle desiderare ancora di più.
Morte per crinolina

Ma perché questo semplice accessorio sarebbe stato così pericoloso? Di certo non stringeva la cassa toracica come il pericoloso corsetto. Era estremamente ingombrante e sedersi senza che la crinolina si piegasse all’infuori, esponendo le grazie delle dame, era un’impresa. Per non parlare poi di passare attraverso le porte.
Quello che la rendeva pericolosa però era il fatto che la crinolina era estremamente infiammabile.
E proprio questa sua caratteristica ha portato alla morte di ben 3.000 donne. Nel 1858 morì una donna a Boston perché la sua crinolina prese fuoco trovandosi troppo vicina al caminetto. La donna morì arsa viva in pochi minuti. Cinque anni dopo toccò la stessa sorte a Margaret Davey, una domestica di 14 anni che morì in seguito alle bruciature riportate.
In Inghilterra si sono registrate 19 morti “per crinolina” in soli 2 mesi. Uno dei maggiori problemi nel tentare di salvare le vittime era che, se solo altre donne erano presenti queste non osavano avvicinarsi per paura di prendere fuoco loro stesse.
Non solo in Inghilterra, ma anche negli Stati Uniti le morti a causa di crinoline che prendevano fuoco furono alte. In un singolo episodio morirono 9 ballerine quando la gonna di una di queste passò vicina a una candela, dando fuoco anche a tutte quelle che le si trovavano vicino.
Le crinoline, a volte, rimanevano impigliate in ruote e macchinari vari, creando disagi e a volte infortuni.
Nel 1864 lo scrittore bulgaro Petko Slavejkov arrivò a stimare che nei 14 anni precedenti fossero morte almeno 39.927 donne in tutto il mondo per colpa delle crinoline in fiamme: un numero probabilmente gonfiato, ma che dà l’idea di quanto queste tragedie fossero frequenti.
Tra le vittime più famose ci sono Fanny Longfellow, moglie del poeta Henry Wadsworth Longfellow, morta nel 1861 dopo che il suo vestito aveva preso fuoco, ed Emily e Mary Wilde, sorellastre di Oscar Wilde, che la notte di Halloween del 1871, durante una festa in Irlanda, presero fuoco una dopo l’altra: la seconda cercando di salvare la prima. Morirono entrambe dopo giorni di agonia.
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