Okiku è una bambola giapponese custodita dal 1938 nel tempio Mannenji di Iwamizawa, in Hokkaido. Secondo la storia apparteneva a una bambina morta nel 1919 e i suoi capelli, tagliati a caschetto, avrebbero cominciato a crescere dopo la sua morte. I monaci li tagliano ancora oggi. Gli scettici pensano che le ciocche, cucite o incollate nella testa, scivolino fuori col tempo.
Okiku la bambola si trova in un tempio in Giappone e si pensa contenga lo spirito di una bambina.
Okiku la bambola
Si narra che nel 1918 un ragazzo di 17 anni di nome Eikichi Suzuki comprò a Sapporo, in un negozio della via commerciale di Tanukikōji, un regalo per la sua sorellina Kikuko, di due o tre anni. Okiku, infatti, era il vezzeggiativo con cui veniva chiamata in famiglia.
Vide una bambola in vetrina e pensò che fosse un regalo perfetto, così la comprò. La bambola era alta circa 40 cm, con i capelli neri tagliati a caschetto, due perline nere come occhi e un kimono tradizionale. Kikuko fu contentissima della bambola e non se ne separava mai: ci giocava ogni giorno e la sera ci dormiva insieme.
Purtroppo però la bambina morì all’improvviso l’anno seguente, per una malattia che era sembrata un semplice raffreddore, e i suoi cari la piansero molto. Nel dolore di quei giorni la famiglia si dimenticò di mettere la bambola nella bara.
In Giappone è comune avere in casa un altare buddista dedicato ai morti, il butsudan, dove si conservano le loro ceneri, le foto e dell’incenso per pregarli, e i genitori decisero di mettervi anche la bambola, accanto all’urna della loro bambina. Presto però cominciarono a notare che i capelli della bambola stavano crescendo. Non si allungavano semplicemente, mantenendo un taglio netto alle punte, ma crescevano irregolarmente, proprio come quelli di un essere umano. La famiglia cominciò dunque a credere che lo spirito della figlia si fosse rifugiato nella bambola.
Lo strano fenomeno dei capelli che crescono

Nel 1938 la famiglia Suzuki si trasferì a Karafuto, la parte meridionale dell’isola di Sachalin allora giapponese, ma non portò con sé la bambola, pensando che se l’avessero allontanata dalla tomba della bambina lo spirito non avrebbe più avuto un posto in cui stare.
Decisero quindi di affidarla al tempio Mannenji, nel quartiere di Kurisawa a Iwamizawa. Informarono il monaco della storia di Okiku e di come i suoi capelli crescevano e anche lui poté notare, con il tempo, che i capelli della bambola continuavano ad allungarsi. Dopo la guerra Eikichi chiese al tempio di tenere la bambola per sempre e di celebrare per lei i riti funebri perpetui, come si fa per i defunti.
Secondo il tempio, i capelli che all’inizio erano corti sarebbero arrivati a circa 25 centimetri, fino alle ginocchia della bambola. Si dice che il monaco abbia cominciato a tagliarli dopo aver sognato la bambina che glielo chiedeva, e che da allora i tagli siano diventati un’abitudine del tempio. Oggi varie foto della bambola con i diversi tagli di capelli si possono vedere vicino a lei, sull’altare dedicato sia alla piccola Kikuko sia alla bambola Okiku.
Spirito o spiegazione razionale?
Si pensa che il fenomeno sia dovuto allo spirito della bambina e che non sia maligno, al contrario del caso della bambola Peggy. Si dice anche che un campione di capelli sia stato analizzato e che i capelli apparterrebbero effettivamente a un bambino, ma questi dati non sono mai stati confermati da uno studio pubblicato.
La spiegazione più diffusa tra gli scettici riguarda proprio il modo in cui queste bambole venivano costruite: le ciocche erano più lunghe del necessario e venivano fissate dentro la testa con fili o colla. Col passare degli anni questi fissaggi si deteriorano e i capelli scivolano fuori, sembrando così più lunghi. Chi crede nella storia ribatte che questo non spiegherebbe una crescita così continua e abbondante.
Col tempo, come spesso succede, la leggenda si è arricchita: c’è chi dice che la bambola ridacchi, pianga o si sposti da sola, cose che la famiglia non ha mai raccontato, e chi giura che guardando nella sua bocca socchiusa si vedano spuntare dei dentini. Oggi è ancora possibile vedere Okiku, esposta in una teca di legno nel tempio Mannenji di Iwamizawa, in Hokkaido.
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- お菊人形 – Wikipedia (giapponese)
- The Ghost in My Machine, The Haunted Okiku Doll of Mannenji Temple
- Pink Tentacle, Okiku doll
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