La bambola Joliet

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Joliet è una bambola maledetta, attualmente posseduta da Anna G. e che è stata tramandata di generazione in generazione a partire dalla bisnonna. Al suo interno si celerebbero le anime di neonati morti.

In breve
Joliet è una bambola che, secondo una storia diffusa su internet, sarebbe stata tramandata per quattro generazioni dalle donne di una stessa famiglia. Ogni madre avrebbe perso il proprio figlio maschio al terzo giorno di vita, e dalla bambola si sentirebbe il pianto dei neonati. Non esistono però nomi, date o documenti che confermino il racconto.

La bambola Joliet

La bisnonna di Anna, mentre era incinta del suo secondo figlio, ricevette come regalo da un’amica una bambola, che decise di chiamare Joliet. Quello che la donna non sapeva è che l’amica era estremamente gelosa e forse questo è stato quello che ha dato il via all’incredibile storia della bambola Joliet. La bisnonna di Anna diede alla luce un maschietto e non poteva essere più felice di aver dato un fratellino alla sua primogenita. Purtroppo però, tre giorni dopo la nascita, il bimbo morì per un’improvvisa malattia. Da quel momento, di notte, sentiva un pianto di bimbo provenire dalla stanza in cui era custodita la bambola.

Nonostante ciò la lasciò in eredità a sua figlia che, una volta sposata, rimase anch’essa incinta di una bambina. La bambina crebbe e qualche tempo dopo la mamma rimase incinta di nuovo. Nacque un maschietto, ma anche questa volta morì dopo solo tre giorni. Anche dopo questa misteriosa morte la proprietaria della bambola poteva sentire di notte il pianto di non uno ma bensì due bambini.

Nonostante ciò la lasciò in eredità a sua figlia a cui successe la stessa cosa, e così successe anche ad Anna, l’attuale proprietaria. Anna attualmente sente il pianto di 4 bambini, e pensa che all’interno della bambola siano intrappolate le anime del suo e degli altri bambini colpiti dalla maledizione. Questo ricorda il caso della bambola Letta, posseduta dallo spirito di un bambino.

La bambola oggi

Ogni membro della famiglia si è preso cura della bambola come se fosse un figlio, ma perchè nonostante la maledizione non si liberano della bambola? Perché continuano a tramandarla di generazione in generazione? Forse proprio perchè all’interno si celano le anime di tutti questi bimbi e le donne di questa famiglia le vogliono proteggere. Forse hanno paura di far male ai loro figli se buttassero o distruggessero la bambola.

Questo non è l’unico fardello che queste donne devono portarsi addosso, ma anche quello di non essere credute. Infatti solo le madri che hanno perso il figlio possono sentire i vagiti provenire da Joliet.

Una storia vera?

La storia di Joliet ha cominciato a circolare su internet, e nel 2014 è finita anche tra le “bambole da brividi” del sito americano Listverse. Da allora è stata ripresa da decine di siti, sempre con le stesse parole: una donna chiamata solo “Anna G.”, una bisnonna che riceve la bambola da un’amica invidiosa, e quattro generazioni di madri che perdono il loro bambino maschio al terzo giorno di vita.

Il problema è che non c’è nessun nome completo, nessuna data, nessun luogo, nessun certificato di nascita o di morte che permetta di verificare il racconto. Anche i dettagli cambiano da una versione all’altra: in alcune la maledizione colpisce il primo figlio, in altre il secondo, e c’è chi colloca la famiglia in Texas. Proprio per questo molti la considerano una leggenda nata online, una creepypasta, più che un caso reale. A differenza di Annabelle o della bambola Robert, poi, Joliet non è esposta in nessun museo: resterebbe in mano alla famiglia.

Vera o no, è una delle storie più tristi tra quelle delle bambole maledette, perché non parla di spiriti malvagi, ma del dolore di madri che hanno perso un figlio.

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