Gang Bing fu un generale dell’imperatore Yongle della dinastia Ming. Secondo la tradizione, per non essere accusato di aver toccato le concubine durante l’assenza del sovrano, si evirò e nascose i genitali sotto la sella del cavallo imperiale. Divenne capo eunuco, fu venerato come patrono degli eunuchi e sul luogo del suo tempio oggi sorge il cimitero rivoluzionario di Babaoshan, a Pechino.
La storia di Gang Bing è considerata in Cina come un atto di suprema lealtà. Nonostante ora si pensi che questi fatti siano in buona parte frutto di una leggenda, la storia di Gang Bing rimane comunque affascinante.
La storia di Gang Bing
Gang Bing (剛炳), conosciuto anche come Gang Tie, “Gang di ferro”, era il generale preferito dell’Imperatore cinese Yongle, terzo sovrano della dinastia Ming, che regnò dal 1402 al 1424. Oltre ad essere il suo comandante era anche amico e persona di fiducia dell’Imperatore, il quale non ebbe dubbi su chi dover lasciare a capo del Palazzo di Pechino mentre si assentava per una battuta di caccia.

A Gang Bing venne comunicato che sarebbe stato a capo del Palazzo e guardiano dell’harem dell’Imperatore che in quel momento contava 73 concubine. Inutile dire che qualsiasi contatto con una delle concubine da parte di qualcuno che non fosse l’Imperatore stesso era un’offesa gravissima, che avrebbe portato a morte certa e al disonore per la famiglia.
Il comandante sapeva che in quel momento l’atmosfera a Palazzo era tesa e che si stavano tramando dei complotti. In una situazione del genere temeva che i suoi rivali approfittassero dell’occasione per mentire e dire all’Imperatore, al suo ritorno, che Gang Bing era entrato nell’harem per avere rapporti con le concubine. Nonostante l’amicizia e la fiducia che legava lui e l’Imperatore, Gang Bing sapeva che prima o poi il tarlo del dubbio si sarebbe impossessato del suo sovrano, portandolo a credere a coloro che avevano ordito il complotto. Prese allora una decisione drastica.
L’auto-mutilazione di Gang Bing
Gang Bing capì che l’unica soluzione era quella di evirarsi. In questo modo nessuno avrebbe mai potuto accusarlo. La notte prima della partenza dell’Imperatore, in gran segreto, prese un coltello e si recise da solo pene e testicoli. Conservò poi i genitali in una borsa che ripose sotto la sella del cavallo personale dell’Imperatore, al quale aveva libero accesso, e tornò nelle sue stanze senza dire niente a nessuno.
Una volta tornato l’Imperatore successe ciò che Gang Bing aveva previsto: uno dei ministri riferì che il suo fidato comandante aveva avuto rapporti con le donne dell’harem. Il sovrano, bollente di rabbia, fece chiamare Gang Bing affinché si difendesse. Gang Bing a questo punto chiese che fosse portata la sella del cavallo dell’Imperatore e che fosse l’Imperatore stesso a controllare nella borsa nascosta sotto di essa. Il sovrano l’aprì e ci trovò dentro i genitali del generale, ormai rinsecchiti e anneriti, capendo subito il grandissimo atto di lealtà compiuto dall’amico.
Il tempio degli eunuchi
Come ricompensa Gang Bing venne promosso a capo eunuco, una figura con grandissimi poteri politici a corte. L’Imperatore inoltre lo riempì di doni e alla sua morte, intorno al 1411, lo fece venerare come santo patrono degli eunuchi. Gli dedicò un terreno alla periferia di Pechino, da usare come cimitero per gli eunuchi, e una sala in sua memoria.
Nel 1530 il tempio venne ingrandito e chiamato “Sala ancestrale dell’Eminente Coraggioso e Leale”, anche se era comunemente noto come “il tempio degli eunuchi”. Col tempo divenne un tempio taoista e una sorta di casa di riposo per gli eunuchi in pensione, che coltivavano da soli parte delle terre. L’ultimo abate fu Xin Xiuming, che si era evirato a 19 anni per entrare al servizio dell’ultimo imperatore, Puyi.
Il tempio rimase in uso fino agli inizi del Novecento. Quando il governo comunista decise di trasformarlo in un cimitero, l’abate riuscì a ottenere che il tempio venisse pagato e che ogni eunuco ricevesse una pensione mensile fino alla morte. Nel 1950 il luogo fu rinominato “Cimitero municipale dei rivoluzionari di Pechino” e nel 1970 assunse il nome attuale di Cimitero Rivoluzionario di Babaoshan, dove oggi sono sepolti eroi della rivoluzione e alti dirigenti del partito e dello Stato.

È curioso pensare che il cimitero più importante della Cina comunista sia nato attorno al tempio di un uomo che si mutilò per dimostrare la sua fedeltà a un imperatore.
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- Gang Bing – Wikipedia (inglese)
- Babaoshan Revolutionary Cemetery – Wikipedia (inglese)
- Eunuco – Wikipedia
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