I Jinn (o geni) – demoni dall’Islam

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In breve

  • Cosa sono: creature soprannaturali della tradizione araba preislamica e dell’Islam.
  • Di cosa sono fatti: secondo il Corano, di “fuoco senza fumo”.
  • Buoni o cattivi? Come gli uomini, possono essere credenti o miscredenti e rispondono delle loro azioni davanti a Dio.
  • Nel Corano: sono citati molte volte e c’è persino una sura a loro dedicata, la 72, intitolata al-Jinn.

Il jinn, tradotto spesso come “genio”, è una creatura soprannaturale della cultura preislamica e musulmana. Spesso associati a un carattere maligno, sono molto presenti nei racconti e nelle leggende mediorientali e sono una presenza costante nel libro “Le mille e una notte“. Anche il genio che esce dalla lampada di Aladino è un jinn, anche se la storia di Aladino, curiosamente, non compare nei manoscritti arabi più antichi: venne aggiunta alla raccolta dal traduttore francese Antoine Galland all’inizio del Settecento, che l’aveva sentita raccontare da un narratore siriano, Hanna Diyab.

L’origine dei Jinn

Il Corano fa risalire la loro creazione, da parte di Allah, a prima di quella dell’uomo, e afferma che sono creature nate dal “fuoco senza fumo”, al contrario degli umani, nati dall’argilla, e degli angeli, che secondo la tradizione islamica sono stati creati dalla luce.

Proprio come gli esseri umani, anche i jinn hanno una loro organizzazione sociale, che comprende re, corti, matrimoni e lutti. Mangiano, bevono, si sposano, hanno figli e muoiono, anche se vivono molto più a lungo degli uomini.

Il re nero dei jinn nel Kitab al-Bulhan
Al-Malik al-Aswad, il “re nero” dei jinn, in una miniatura del Kitab al-Bulhan, il “Libro delle meraviglie”, conservato alla Bodleian Library di Oxford. Foto Kitab al-Bulhan, XIV secolo, Bodleian Library, Public domain, via Wikimedia Commons

La tradizione popolare vuole che ci siano 5 tipi di jinn, partendo dai più forti Marid, gli Ifrit, gli Shaitan, i Jinn, fino ad arrivare ai più deboli Jann, mentre un detto attribuito al profeta Maometto li divide in tre categorie:

  • quelli che hanno ali e possono volare;
  • quelli con sembianze di cane o di serpente;
  • quelli che viaggiano perennemente.

Nonostante vengano spesso descritti come maligni, non tutti i jinn lo sono. Secondo la tradizione, infatti, Allah avrebbe dato loro i poteri che hanno ma non l’indole malvagia: proprio come gli uomini hanno il libero arbitrio, possono essere musulmani o miscredenti, e sono quindi responsabili delle proprie azioni di fronte ad Allah. Potranno andare in paradiso se lo meritano, oppure finire all’inferno.

Nella sura 72 del Corano un gruppo di jinn ascolta la recitazione del Corano e si converte, mentre Iblis, il diavolo, secondo molti commentatori era un jinn che si rifiutò di inchinarsi davanti ad Adamo.

I poteri dei Jinn

Uno dei loro poteri è quello di diventare invisibili e cambiare forma, potendosi trasformare non solo in oggetti o piante ma anche in animali e addirittura uomini per raggiungere i loro scopi. Possono anche volare e spostarsi a grandissima velocità.

I jinn possono però anche possedere le persone, proprio come i demoni nella religione cristiana. Lo scopo della possessione, secondo alcuni, sarebbe quello di far adorare alle persone degli idoli e non Dio, facendoli così cadere nel peccato. Ancora oggi in molti paesi musulmani esiste la ruqya, una pratica di guarigione basata sulla recitazione di versetti del Corano, usata anche contro la possessione da parte dei jinn.

Il re rosso dei jinn
Al-Ahmar, il “re rosso” dei jinn del martedì, in una miniatura del XIV-XV secolo. Foto Kitab al-Bulhan, XIV-XV secolo, Bodleian Library, Public domain, via Wikimedia Commons

A questo proposito ho letto l’articolo di un sito dedicato all’Islam, che parla proprio dei jinn, dove si legge l’esempio delle statuette indiane che bevono latte. Non so se vi ricordate, ma il 21 settembre 1995 fecero il giro del mondo le notizie e i video di statuette di Ganesh e di altre divinità induiste che, apparentemente, bevevano il latte offerto dai fedeli. Il fenomeno partì da un tempio di Nuova Delhi e in poche ore si diffuse in India, Nepal, Europa e America, tanto che in molte città il latte andò esaurito.

Secondo l’articolo che ho letto questo non sarebbe altro che lo scherzo di un jinn, intento a far adorare degli idoli che non sono Allah. Gli scienziati, invece, lo spiegarono con la capillarità: il latte veniva assorbito dalla superficie della statua e poi colava lungo di essa. Non ci sono molti filmati disponibili, ma ho trovato questo:

Dove sono presenti i Jinn

I jinn sono tipici delle culture islamiche e preislamiche, ma ci sono dei corrispondenti in altre religioni e parti del mondo. Con la diffusione dell’Islam, del resto, la credenza nei jinn ha raggiunto l’Africa, la Turchia, la Persia, l’India e il Sud-Est asiatico, mescolandosi con gli spiriti locali.

Non dimentichiamo poi i geni dell’Antica Roma, spiriti protettori che accompagnavano ogni uomo dalla nascita e ne influenzavano il carattere e il destino. Ogni famiglia venerava il genio del capofamiglia nel larario, il piccolo altare domestico, e da qui viene la nostra parola “genio”.

Come possiamo vedere “jinn” è il nome arabo con cui si identificano delle entità con poteri, spesso malvagie, responsabili di alcuni strani comportamenti degli uomini. Entità che possono essere malvagie ma possono anche aiutare un umano e che possono essere paragonate a fantasmi, demoni, ghoul e spiriti di altre tradizioni.

Nonostante quindi tutte le differenze che possono avere le varie religioni e le varie popolazioni, tutte hanno in comune la credenza che spiriti o geni abbiano il controllo sulle azioni e persino sul destino umano.

Lettura consigliata: su questo argomento, decisamente le mille e una notte, in cui moltissimi racconti vedono un jinn come personaggio che aiuta o distrugge il protagonista. Io personalmente ho acquistato la versione kindle di “Le mille e una notte (edizione integrale)“. Consigliatissima, è una delle migliori edizioni, completa e con un’ottima traduzione. Se non avete il kindle ma volete un’edizione economica vi consiglio invece “Le mille e una notte”.

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Fonti

2 comments

  1. Grazie infinite per questo interessante articolo, infatti proprio in questo periodo sono alle prese con la mia seconda lettura della versione integrale delle Mille e una notte, in cui appunto i Jinn sono costantemente presenti. Essi infatti in alcune delle storie sono o contro Allah e quindi ribelli, mentre altri invece sono religiosi e quindi pur dotati di poteri ben disposti ad aiutare gli uomini

  2. Mi fa piacere che tu abbia apprezzato Silvia. Anche io sto leggendo la versione integrale delle Mille e una notte, l&#39esempio per eccellenza di letteratura sui jinn, e libro molto interessante in sè.

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