Forse in pochi lo conosceranno, ma a Valencia c’è un palazzo che tutti chiamano “la finca maldita”, il palazzo maledetto. Si trova al civico 1 di Avenida Tres Forques, nel quartiere omonimo. Fu costruito negli anni Cinquanta e, dal 1968 a oggi, tra le sue mura si contano fino a nove morti violente o inspiegabili.
La “finca maldita” è un condominio al numero 1 di Avenida Tres Forques, a Valencia, costruito negli anni Cinquanta. Dal 1968 vi si sono verificate diverse morti in circostanze tragiche o poco chiare: incidenti, overdose, un omicidio. Per molti è solo una catena di disgrazie, per altri un luogo maledetto.
Un palazzo nato sotto una cattiva stella

Nella Valencia del dopoguerra, mentre la città si allargava, sorse un anonimo edificio residenziale al civico 1 di Tres Forques. La sua costruzione coincise con una delle più gravi tragedie della storia cittadina: nell’ottobre 1957, dopo giorni di piogge torrenziali, il fiume Turia ruppe gli argini e inondò i quartieri della città, con un bilancio ufficiale di 81 vittime.
Per molti quell’evento fu un sinistro presagio. E secondo i racconti, il terreno su cui sorge il palazzo non sarebbe affatto un terreno qualunque: lì sarebbero state sepolte in una fossa comune le vittime di un’epidemia di peste del Seicento e di una di colera dell’Ottocento. Anche l’edificio ha qualcosa di particolare, una scala dalla pianta triangolare che ricorda la forma di una piramide.
Per undici anni, però, a Tres Forques 1 non successe nulla di strano.
1968, il mistero della vedette Gracia Imperio
L’11 novembre 1968, nell’appartamento 78, il costumista José Luis Martínez trovò i corpi senza vita della vedette Gracia Imperio e del suo ex compagno, Antonio González. Il gas era aperto e non c’erano segni di violenza. Due vite spezzate in quello che poteva essere un gesto volontario, un incidente domestico o un omicidio.
Gracia Imperio non era un’artista qualunque. Era una stella dei teatri di Ruzafa, il quartiere che allora veniva chiamato “la Broadway valenciana”, e un’icona della vita notturna della città. Proprio per questo la sua fine fece tanto scalpore. Le indagini non riuscirono mai a chiarire cosa fosse successo davvero, e il palazzo di Tres Forques entrò così nella cronaca nera di Valencia.
La caduta nella tromba delle scale
Tra gli anni Settanta e Ottanta, un nuovo dramma. Il cognato di Mercedes Viana, imprenditrice della notte proprietaria del celebre Mogambo Club e di ben 11 appartamenti nell’edificio, fu trovato senza vita in fondo alla tromba delle scale. Anche in questo caso non si chiarì mai se si fosse trattato di un incidente o di qualcosa di diverso.
Una festa finita in tragedia
Negli anni Novanta un ragazzo di 18 anni stava festeggiando il compleanno nel suo appartamento all’ottavo piano. I genitori quella sera non c’erano. Al loro ritorno lo trovarono morto, per un’overdose causata da un mix di sostanze.
I due fratellini
È forse il capitolo più straziante. Due fratellini di quattro e due anni, rimasti soli per pochi minuti, giocavano saltando sul letto in una stanza del quarto piano, vicino a una finestra aperta. La bambina cadde nel vuoto e il fratello, cercando di afferrarla, precipitò anche lui. La piccola morì sul colpo, il bambino qualche giorno dopo in ospedale.
Tempo dopo un uomo fu trovato morto in casa sua, dopo che la madre, non riuscendo a mettersi in contatto con lui, aveva dato l’allarme.
2012, l’omicidio di una donna brasiliana

Il 1° marzo 2012 il palazzo fu teatro del suo episodio più brutale. Un uomo che viveva al quinto piano, con una dipendenza da droghe, chiamò una prostituta brasiliana di 32 anni. Dopo aver bevuto vino e consumato cocaina, al culmine di una lite, l’uomo la aggredì con una violenza feroce: la colpì ripetutamente al volto, la accoltellò più volte e infine la strangolò. Poi, per disfarsi del corpo, lo trascinò fino alla tromba delle scale e lo lasciò cadere nel vuoto.
I vicini, allarmati dai rumori, chiamarono la polizia, e l’uomo cercò perfino di opporsi all’arresto. Fu condannato a 15 anni di carcere.
L’ultima vittima, per ora
L’ultima vittima, per ora, è un uomo trovato morto nel suo appartamento l’11 marzo 2015. I vicini avevano avvertito le autorità per il forte odore che usciva dalla casa. La stampa locale lo contò come l’ottava vittima della “finca maldita”.
Dalla cronaca alla leggenda
Con il tempo la “finca maldita” è diventata una leggenda urbana di Valencia, al confine tra la cronaca nera e il paranormale. Nel 2018 lo scrittore e giornalista Carlos Aimeur ne ha tratto ispirazione per il romanzo Siniestro, che lui stesso definisce “assolutamente fittizio”: la protagonista è una giornalista che lavora per un programma televisivo sui fenomeni strani. L’anno dopo è uscito anche un fumetto autoprodotto, Nueve horcas. Bajo la luna negra de Valencia, ideato da Pablo Vergel e disegnato da Adrián Bago. Il titolo gioca con il nome della via, Tres Forques, cioè “tre forche”, e con il numero delle vittime: nove.
Un palazzo segnato dalla sfortuna
Tres Forques 1 resta un luogo dove tragedie reali si mescolano a leggende metropolitane. Così tante morti in pochi decenni sono troppe per sembrare semplici coincidenze, ma troppo poche per dimostrare una vera maledizione, soprattutto in un grande condominio in cui nel corso dei decenni hanno vissuto tantissime persone. Oggi il palazzo è ancora abitato da chi, ignorando il passato o sfidandolo, preferisce vivere senza superstizioni.
La verità? Forse sta nel mezzo: non un edificio maledetto, ma lo sfortunato teatro di drammi umani che il tempo ha trasformato in mito.
🦋 Emadion vive grazie a chi lo legge. Se questa storia ti ha tenuto sveglio, offrimi un caffè: mi aiuta a portarti il prossimo incubo.
☕ Sostieni Emadion su Ko-fiFonti
- Las Provincias – La octava víctima de la finca maldita (2015)
- Alicante Plaza – Carlos Aimeur transforma en novela el misterio de la finca maldita (2018)
- Alicante Plaza – Pablo Vergel: “Hay un universo ibérico de lo paranormal por explotar” (2019)
- Wikipedia – Alluvione di Valencia del 1957



