- Dove: all’incrocio tra avenida Garcilaso de la Vega e avenida España, nel centro di Lima, in Perù.
- Fama: considerata la casa più infestata del Sudamerica.
- Il nome: viene da una ferramenta, la Matusita S.A., che dagli anni Cinquanta al 2005 usò il piano terra come magazzino.
- Oggi: nel 2016 il secondo piano è stato demolito e ricostruito; al piano terra c’è una banca.
Casa Matusita si trova a Lima, in Perù, e su di essa circolano molte leggende. Si dice infatti che sia una delle case più infestate al mondo e la più infestata del Sudamerica. La particolarità è che solo il secondo piano di questa casa sarebbe infestato, mentre il primo è affittato. Attualmente vi è una banca.

La storia della casa Matusita
Tutto avrebbe inizio nell’era coloniale, quando una donna arriva a Lima dal Vecchio Mondo. Secondo una versione della leggenda era una donna persiana, Parvaneh Dervaspa, sbarcata al porto di Callao il 25 agosto 1753. Nessuno sa chi sia, non ha conoscenze e la gente comincia a mormorare. Viene accusata di stregoneria, processata dall’Inquisizione e, dopo una confessione estorta, condannata al rogo.
Secondo la leggenda venne giustiziata proprio dove ora sorge la casa Matusita e in punto di morte avrebbe lanciato una maledizione che causò tutti i fatti che ora sto per raccontarvi.
Le prime vittime della maledizione furono i membri di una famiglia che costruì la casa molti anni dopo. La famiglia era conosciuta e benvoluta da tutti, ma un giorno qualcosa cambiò.
Tutti i membri cominciarono a comportarsi in modo strano, più violento, soprattutto il capofamiglia.
Poco tempo dopo essersi trasferiti, la servitù non sopportava più i maltrattamenti del padrone e così sterminò tutta la famiglia. I servi furono poi portati in un ospedale psichiatrico, dove rimasero fino alla loro morte.
Un’altra versione racconta invece che una famiglia che viveva nella casa avrebbe consumato per sbaglio una sostanza allucinogena e sarebbe morta tra urla terribili.
La casa rimase quindi disabitata per lungo tempo fino a che un uomo di origine giapponese, il signor Matsushida, dal cui nome storpiato deriverebbe il nome della casa, decise di trasferirvisi.
Al piano inferiore aprì un negozio e andò a vivere con la moglie e i figli in quello superiore.
Si racconta che un giorno abbia trovato la moglie a letto con un altro uomo e, pazzo di gelosia, li abbia uccisi entrambi. Poi avrebbe aspettato che i figli rincasassero da scuola, li avrebbe uccisi e si sarebbe tolto la vita.
E di nuovo la casa rimase disabitata.
Un prete si offrì allora di esorcizzarla, ma una volta entrato dovette uscirne poco dopo. Affermò di aver sentito grida e di essere stato aggredito da vari spiriti. Morì poco dopo il suo racconto a causa del troppo spavento.
Un’altra vittima sarebbe un presentatore televisivo argentino, Humberto Vílchez Vera, conduttore del programma Los fantasmas se divierten, che scommise di poter rimanere al secondo piano della casa per 7 giorni.
Si dice che resistette solo due ore prima di uscire in preda al panico, e che venne internato in un manicomio per un anno, per poi sparire nel nulla.
Anni dopo, però, nel suo libro El cazador de fantasmas, lo stesso Vílchez Vera ha smentito tutto: non era mai successo niente, voleva solo far salire gli ascolti del suo programma.
Ipotesi
Le ipotesi sono varie. C’è chi dice che sia stata la maledizione della strega a dare origine a tutto, c’è chi dice che la casa Matusita sia infestata dagli spiriti di tutti coloro che vi morirono.
Davanti alla casa, dal 1862, c’era il penitenziario di Lima, e si dice che la prigione e i suoi dintorni venissero usati per interrogare criminali comuni e militari, soprattutto durante la guerra del Pacifico contro il Cile.
C’è anche però chi sostiene che siano tutte leggende e che siano state inventate per tenere i curiosi alla larga. Ma alla larga da cosa?
Dalla fine degli anni Quaranta ai primi anni Novanta, proprio di fronte alla casa Matusita c’era l’ambasciata degli Stati Uniti d’America.
Secondo una teoria del complotto, sarebbe stata la CIA a mettere in circolazione le storie di fantasmi, per evitare che qualcuno usasse la casa per spiare l’ambasciata. Inoltre è strano il fatto che con tutte quelle morti non esista nemmeno un articolo di giornale che ne parli.

E il nome? Il signor Matsushida probabilmente non è mai esistito: la casa si chiama così per la Matusita S.A., una ditta di articoli di ferramenta che affittò il piano terra come magazzino dagli anni Cinquanta fino al 2005.
In rete ho trovato l’intervista all’attuale proprietario della casa Matusita, Ladislao Thierry Tiry Andrade, che nega in modo categorico la presenza di spiriti.
Racconta che la casa è stata costruita nell’Ottocento e che suo nonno la comprò all’inizio del Novecento. La nonna vi si stabilì definitivamente nel 1947, alla morte del marito. Secondo altre fonti la casa fu costruita nel 1909 e il primo proprietario fu il dottor Carlos Ramírez, prima che passasse alla famiglia Andrade.
Nel luglio 2016 il secondo piano, quello “infestato”, è stato demolito perché il Comune di Lima l’aveva dichiarato pericolante. Il proprietario si è accordato con la banca che affitta il piano terra per ristrutturarlo e ricostruire il secondo piano con materiali leggeri. Alla leggenda è stato dedicato anche un film, Secreto Matusita.
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