Strage di Hurlingham, uccide 6 persone per un post su Facebook

Posted by
In breve
La notte del 5 febbraio 2017, a Hurlingham, nella provincia di Buenos Aires, Diego Alberto Loscalzo uccise a colpi di pistola la compagna Romina Maguna, agente di polizia, e cinque suoi familiari, tra cui un bambino che doveva nascere il giorno dopo. Fu arrestato il giorno seguente a Córdoba e condannato all’ergastolo.

Domenica 5 febbraio 2017, Diego Alberto Loscalzo ha ucciso 6 persone ferendone altre dopo che la moglie aveva pubblicato un post su Facebook. La vicenda ha preso il nome di Strage di Hurlingham. Il nome è dato dalla città argentina dove si è consumato il fatto, nella provincia di Buenos Aires.

La strage di Hurlingham

A raccontare la strage è Cinthia Lopez Gotta, una dei sopravvissuti. Cinthia racconta che la strage sarebbe stata premeditata e che la sera dell’omicidio, Alberto avrebbe invitato lei, la cognata Vanesa Maguna e suo marito Darío Daniel Díaz per una cena fra amici.

Oltre a loro tre in casa erano presenti anche Romina Maguna, la compagna di Diego, agente della polizia di Buenos Aires,, e il figlio di lei di 11 anni, avuto dal suo ex marito, assassinato 10 anni prima in un episodio mai chiarito.

Cinthia racconta che dopo la cena Diego ha cominciato a litigare con Romina, le ha strappato la pistola d’ordinanza e le ha sparato. Cinthia e Vanesa hanno subito cercato di sopraffare l’uomo, senza riuscirci. Diego spara a Vanesa, uccidendola, mentre Cinthia riesce a scappare. L’uomo la insegue e le spara a una gamba. La donna cade a terra e, nonostante il dolore, riesce a non emettere nemmeno un suono e sopravvivere fingendosi morta.

Dalle successive indagini è emerso che l’uomo ha poi sparato a Darío Díaz, morto successivamente in ospedale, e che avrebbe cercato di sparare anche al bambino di 11 anni. Dopo avergli puntato la pistola al petto non preme il grilletto dopo che il bambino lo supplica chiamandolo “papà”.

Dopo avere sparato a Cinthia prende la moto e va a casa del fratello di Romina, José Maguna. Con una scusa fa uscire tutta la famiglia e uccide la suocera Juana Paiva, il cognato José e ferisce sua moglie Monica Lloret, incinta di nove mesi che avrebbe dovuto partorire di lì a una settimana. La donna è stata trasportata in ospedale dove ha perso il bambino durante il cesareo. Il piccolo, che si sarebbe dovuto chiamare Mateo, era stato raggiunto da un proiettile. Nell’attacco era rimasta ferita anche la figlia di Monica.

La causa scatenante

A scatenare la follia dell’uomo sarebbe stato un post di sua moglie Romina su Facebook, in cui ricordava il suo ex marito, morto assassinato, nel decimo anniversario della sua morte.

Quante sensazioni trovate in quel momento. Sentivo che il tempo si era fermato, che mi mancava l’aria. Ho solo chiuso gli occhi e ho sognato per un momento che tutto era una bugia, che niente era vero. Per un secondo ho sentito che ero fra le tue braccia, ti ho sentito dire “Tutto andrà bene”. Quella brezza che sentivo erano le tue carezze che mi scuotevano l’anima, amore mio… Ma quando ho aperto gli occhi, sono semplicemente tornata alla realtà, avevo solo i ricordi più belli ancora vividi, solo l’amore eterno che ci siamo dati e due luci stupende che illuminano la mia vita, come facevi tu amore. Ti amo e questo non cambierà mai. Vivrai sempre in me. 

Questo messaggio è stato commentato con frasi di affetto anche da altre due delle vittime del killer, Juana Paiva e Vanesa Maguna rispettivamente madre e sorella di Romina.

Il 6 febbraio 2017, il giorno dopo la strage, Loscalzo viene arrestato a Río Segundo, in provincia di Córdoba, mentre cerca di fuggire su un autobus a lunga percorrenza. Agli psichiatri che lo esaminano, Diego avrebbe dichiarato di non ricordare niente dell’accaduto e che il post non c’entra niente con il suo raptus. Inoltre dichiara che sarebbe stato abusato quando aveva 12 anni.

I periti però escludono che sia infermo di mente: secondo la loro relazione era perfettamente consapevole e aveva programmato gli omicidi. Al processo il Tribunale penale n. 1 di Morón lo ha condannato all’ergastolo.

🦋 Emadion vive grazie a chi lo legge. Se questa storia ti ha tenuto sveglio, offrimi un caffè: mi aiuta a portarti il prossimo incubo.

☕ Sostieni Emadion su Ko-fi

Fonti

📍Questa storia è sulla Mappa del misteroScopri dove è successo e quali altri misteri si nascondono lì vicino.Vedi sulla mappa →

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *