Mao Sugiyama: si fa tagliare il pene e lo serve a un pubblico pagante

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In breve
Nel 2012 l’illustratore giapponese Mao Sugiyama, che si definiva asessuato, si fece asportare i genitali da un medico, li congelò e due mesi dopo li cucinò e servì a cinque commensali paganti durante un evento pubblico a Tokyo. Il cannibalismo in Giappone non è reato, ma Mao e tre organizzatori furono denunciati per esposizione di oggetti osceni.

Mao Sugiyama è un illustratore giapponese che nel 2012 si è fatto rimuovere chirurgicamente il pene, ma non solo. Ha poi deciso di pubblicare un annuncio in cui diceva che avrebbe cucinato e servito i propri genitali per la somma di 100.000 yen (all’epoca circa 900 euro).

Mao Sugiyama

Mao è un ragazzo giapponese che si definisce asessuato e senza genere. Per questo ha deciso di farsi rimuovere chirurgicamente pene, testicoli e scroto.

“Ma cosa significa asessuato?”

Una persona asessuata è una persona che non prova attrazione sessuale verso nessun sesso. Non è una scelta, come l’astinenza, ma un vero e proprio orientamento sessuale. Ci sono vari gradi di asessualità:

  • Chi prova attrazione sessuale ma non romantica
  • Chi prova attrazione romantica ma non sessuale
  • Chi prova entrambe
  • Chi non ne prova nessuna.

Noi non sappiamo in quale di queste categorie rientri Mao, quel che è certo è che ha deciso di non avere più bisogno dei suoi organi sessuali, tanto da volerseli fare asportare.

L’operazione, eseguita da un medico, è avvenuta nella primavera del 2012, poco dopo il suo 22esimo compleanno. I genitali sono stati analizzati per escludere infezioni e poi congelati. All’inizio Mao voleva cucinarli e mangiarli da solo. Poi ha deciso di servirli a chi avesse desiderato mangiarli, anche per coprire le spese dell’intervento, e per questo pubblica un annuncio su Twitter.

L’annuncio

mao sugiyama

Offro i miei organi genitali maschili (pene completo, testicoli e scroto) come pasto per 100.000 yen. Li cucinerò su richiesta del compratore, in un luogo di sua scelta

Il tweet ha avuto un enorme successo: le prenotazioni sono state sei e il “pasto” è stato diviso tra gli acquirenti, che hanno pagato 20.000 yen a testa. Uno di loro, alla fine, non si è presentato.

Mao ha trasformato la cena in un evento pubblico, chiamato Ham Cybele – Century Banquet, all’Asagaya Loft A, un locale per eventi nel quartiere di Suginami, a Tokyo. C’erano circa 70 persone: i 5 acquirenti e altri spettatori.

Prima del banchetto ci sono stati un concerto di pianoforte e una discussione, che chiariva alcuni quesiti che gli ospiti avrebbero potuto avere. Mao ha dichiarato che non stava prendendo ormoni femminili e che il pene in erezione raggiungeva una lunghezza di 16,1 centimetri. Poi agli acquirenti è stata servita la pietanza umana, mentre agli altri un piatto a base di manzo o di coccodrillo.

“Chi erano gli acquirenti?”

Sappiamo che le persone che hanno deciso di mangiare i genitali di un’altra persona sono state:

  • Una coppia di 30 anni
  • Un artista di 32 anni
  • Una ragazza di 22 anni
  • Un event planner di 29 anni

Il banchetto

Mao Sugiyama

Prima del banchetto Mao si è sottoposto a degli esami per verificare che non soffrisse di alcuna malattia venerea. Poi ha fatto firmare una liberatoria in cui i suoi clienti sollevavano lui e gli organizzatori da ogni responsabilità in caso si fossero sentiti male dopo avere mangiato i suoi genitali.

È stato Mao stesso, vestito da cuoco, a scongelare, tagliare e cucinare il proprio pene e i propri testicoli su un fornelletto a gas, sotto la supervisione di uno chef. Li ha brasati e conditi con funghi e prezzemolo.

Gli acquirenti hanno affermato che la carne non era molto saporita e che era gommosa.

Mao avrebbe voluto servire anche i suoi capezzoli, che si era fatto asportare, ma sono risultati inutilizzabili.

Conseguenze legali

Mao Sugiyama

Una volta che questa storia è diventata virale, molti cittadini preoccupati si sono rivolti alle autorità. All’inizio sembrava che non ci fosse nulla da contestare, dato che in Giappone il cannibalismo non è reato, e Mao aveva perfino scherzato sul fatto che, senza genitali, nessuno avrebbe potuto accusarlo di atti osceni.

Il caso però è stato ripreso da varie testate giornalistiche, che hanno reputato l’evento deplorevole e lo hanno persino paragonato a quello di Abe Sada. Il sindaco di Suginami, Ryo Tanaka, ha presentato un esposto dicendo che molti residenti provavano disagio e apprensione.

A settembre 2012 la polizia di Tokyo ha deferito alla procura Mao e tre organizzatori per esposizione di oggetti osceni, un reato punito con fino a due anni di carcere e multe fino a 2,5 milioni di yen. Paradossalmente nessuno ha contestato il fatto di aver servito carne umana: l’accusa riguardava l’aver mostrato in pubblico un pene, seppur separato dal corpo. Non risulta che il caso si sia concluso con una condanna.

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Fonti

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