The Candy Man

Ronald Clark O’Bryan, la tragica storia di “Candy Man”

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In breve
La notte di Halloween del 1974, in Texas, Ronald Clark O’Bryan avvelena con il cianuro dei Pixy Stix e uccide il figlio Timothy, 8 anni, per incassare le assicurazioni sulla sua vita. Per coprire il delitto dà le caramelle avvelenate anche alla figlia e ad altri tre bambini, che per fortuna non le mangiano. Condannato a morte nel 1975, è stato giustiziato il 31 marzo 1984.

Ronald Clark O’Bryan è tristemente noto nella storia criminale americana come “Candy Man”, “l’uomo delle caramelle”, o “The Man Who Killed Halloween”, “l’uomo che uccise Halloween”, per un omicidio crudele commesso proprio la notte di Halloween del 1974. In questo articolo vediamo la sua vita, il delitto, il processo, l’esecuzione e l’impatto che il suo crimine ha avuto sul modo in cui gli americani vivono il “dolcetto o scherzetto”.

La vita di Ronald Clark O’Bryan

Ronald Clark O’Bryan nasce il 19 ottobre 1944. Vive a Deer Park, vicino a Houston, in Texas, con la moglie Daynene e i due figli, Timothy, nato il 5 aprile 1966, ed Elizabeth, nata nel 1969. Lavora come ottico per la catena Texas State Optical a Sharpstown, Houston. Agli occhi di tutti è un uomo perbene: è diacono alla Second Baptist Church, canta nel coro e si occupa del servizio di autobus della parrocchia.

Dietro questa facciata, però, c’è un uomo sommerso dai debiti, oltre 100.000 dollari, e incapace di tenersi un lavoro: in dieci anni ne ha cambiati 21. Quando viene arrestato è sospettato di furto sul posto di lavoro e sta per essere licenziato, gli stanno per pignorare l’auto, non ha pagato diversi prestiti e la casa di famiglia è finita all’asta.

Nel gennaio 1974 stipula due polizze vita da 10.000 dollari ciascuna sui figli. Un mese prima di Halloween ne aggiunge altre due da 20.000 dollari, nonostante le perplessità dell’agenzia assicurativa, e nei giorni immediatamente precedenti al delitto un’altra ancora da 20.000 dollari per ciascun bambino. In tutto, circa 100.000 dollari. La moglie dirà di non averne mai saputo nulla.

L’omicidio di Timothy O’Bryan

La sera del 31 ottobre 1974 O’Bryan porta i figli a fare “dolcetto o scherzetto” in un quartiere di Pasadena, in Texas, insieme a un vicino e ai suoi due bambini. Piove, e il gruppo fa il giro solo di due strade. A un certo punto bussano a una casa dove nessuno apre, e i bambini, impazienti, corrono avanti verso quella successiva mentre O’Bryan resta indietro. Quando li raggiunge ha in mano cinque Pixy Stix, lunghe cannucce di carta piene di zucchero in polvere, che secondo lui gli avrebbe dato il proprietario della casa silenziosa.

A fine serata ne dà uno a ciascuno dei due figli del vicino, uno a Timothy e uno a Elizabeth. Tornato a casa, regala il quinto a un bambino di 10 anni che conosce dalla chiesa. Prima di andare a letto Timothy chiede di mangiare qualcosa del suo bottino e, secondo O’Bryan, sceglie proprio il Pixy Stix. Il bambino fa fatica a far uscire la polvere e il padre lo aiuta. Timothy si lamenta che ha un sapore amaro, e O’Bryan gli dà del Kool-Aid per mandarlo giù. Subito dopo il piccolo dice di avere mal di pancia, corre in bagno e inizia a vomitare e ad avere le convulsioni. Muore mentre lo portano in ospedale, meno di un’ora dopo aver mangiato la caramella.

Sul momento in città scoppia il panico, e moltissimi genitori di Deer Park e dintorni consegnano alla polizia i dolci raccolti dai figli. È l’autopsia a rivelare che Timothy è morto avvelenato dal cianuro di potassio. La polizia recupera in fretta quattro dei cinque Pixy Stix, che nessun bambino aveva mangiato. I genitori del quinto bambino, avvisati dagli agenti, non riescono a trovare la caramella e vanno nel panico. Corrono di sopra e trovano il figlio addormentato, con il Pixy Stix ancora in mano: non era riuscito ad aprire le graffette che lo chiudevano. Tutti e cinque erano stati aperti, riempiti in cima con il cianuro e richiusi con una graffetta. Secondo il patologo, quello mangiato da Timothy conteneva veleno sufficiente a uccidere due adulti, gli altri abbastanza per tre o quattro.

L’indagine e l’arresto

All’inizio O’Bryan viene visto solo come un padre distrutto, ma il suo racconto non regge. Prima dice di non ricordare da quale casa venissero i Pixy Stix, poi, dopo aver girato tre volte il quartiere con la polizia, indica la casa dove nessuno aveva aperto. Racconta che il padrone di casa, senza accendere la luce, avrebbe socchiuso la porta e gli avrebbe dato le cinque caramelle, e di avergli visto solo il braccio, “peloso”. Il proprietario, Courtney Melvin, era un controllore di volo dell’aeroporto Hobby di Houston e quella sera è rientrato dal lavoro solo alle 23. Più di 200 persone confermano che era al lavoro, e viene subito scagionato. Inoltre, nessuna delle case visitate quella sera aveva distribuito Pixy Stix.

Poi vengono fuori i debiti e le polizze. La polizia scopre anche che la mattina dopo la morte del figlio O’Bryan ha telefonato all’assicurazione per sapere come riscuotere la polizza su Timothy, e che poco prima di Halloween era andato in un negozio di prodotti chimici di Houston per comprare del cianuro, andandosene a mani vuote quando ha scoperto che la confezione più piccola era di cinque libbre. Gli investigatori si convincono che volesse uccidere entrambi i figli e che abbia dato le caramelle agli altri bambini per far sembrare tutto opera di un maniaco. O’Bryan si proclama innocente, ma il 5 novembre 1974 viene arrestato. È accusato di omicidio capitale e di quattro tentati omicidi. La polizia non scoprirà mai dove e quando si sia procurato il veleno.

Il processo e la condanna

Il processo inizia a Houston il 5 maggio 1975. Un chimico che conosceva O’Bryan racconta che nell’estate del 1973 lui lo aveva contattato per chiedergli del cianuro e di quanto ne servisse per uccidere. Un venditore di prodotti chimici testimonia che gli aveva chiesto come comprarlo. Amici e colleghi riferiscono che nei mesi prima della morte di Timothy aveva mostrato un “interesse insolito” per il cianuro. I cognati raccontano che il giorno del funerale del bambino parlava di usare i soldi dell’assicurazione per una lunga vacanza e altri acquisti. La moglie smentisce anche che sia stato Timothy a scegliere il Pixy Stix: secondo lei è stato il padre a costringerlo.

La difesa punta tutto sulla vecchia leggenda metropolitana dello sconosciuto che ad Halloween distribuisce caramelle avvelenate o mele con le lamette, una storia che continua a circolare anche se non esiste nessun caso documentato di un estraneo che abbia avvelenato i dolci di Halloween. La stampa lo ribattezza “The Candy Man”. Il 3 giugno 1975 la giuria impiega 46 minuti per dichiararlo colpevole di omicidio capitale e dei quattro tentati omicidi, e 71 minuti per condannarlo a morte con iniezione letale. Poco dopo la condanna la moglie chiede il divorzio. Si risposerà, e il nuovo marito adotterà Elizabeth.

L’esecuzione

O’Bryan finisce nel braccio della morte della Ellis Unit, vicino a Huntsville. Secondo il reverendo Carroll Pickett, ex cappellano delle carceri texane, era disprezzato dagli altri detenuti per aver ucciso il proprio figlio e “non aveva nemmeno un amico”. I compagni del braccio della morte avrebbero perfino chiesto di poter manifestare il loro odio nel giorno della sua esecuzione.

La prima data dell’esecuzione, l’8 agosto 1980, viene sospesa, così come la seconda, il 25 maggio 1982. Il giudice Michael McSpadden ne fissa una terza per il 31 ottobre 1982, ottavo anniversario del delitto, offrendosi di accompagnarlo personalmente nella camera della morte, ma la Corte Suprema la rinvia per permettergli di chiedere un nuovo processo. L’ultima data è il 31 marzo 1984. Il suo avvocato chiede un’altra sospensione sostenendo che l’iniezione letale sia una pena “crudele e inusuale”, ma il 28 marzo un giudice federale la respinge.

Il 31 marzo 1984, poco dopo mezzanotte, Ronald Clark O’Bryan viene giustiziato con un’iniezione letale nella Huntsville Unit, a 39 anni. Nelle sue ultime parole definisce l’esecuzione “sbagliata”, perdona chi vi ha preso parte e chiede perdono a chi ha offeso. Fuori dal carcere circa 300 manifestanti esultano, alcuni gridando “dolcetto o scherzetto!”, e qualcuno lancia caramelle addosso a chi protesta contro la pena di morte. È sepolto nel cimitero Forest Park East di Webster, in Texas, mentre il piccolo Timothy riposa nel Forest Park Lawndale di Houston.

L’eredità di Ronald Clark O’Bryan

Il crimine di O’Bryan ha lasciato un segno profondo sulla società americana e sul modo di vivere Halloween. Ha alimentato la paura dei genitori per la sicurezza dei figli durante la festa e ha dato nuova forza alle leggende sulle caramelle avvelenate da sconosciuti. La verità, però, è che a uccidere Timothy non è stato un estraneo, ma suo padre.

Per evitare tragedie simili molte comunità hanno introdotto iniziative per rendere più sicuro il “dolcetto o scherzetto”, come feste ed eventi organizzati in luoghi pubblici e controllati, tipo centri commerciali, scuole e chiese. Le autorità locali e le forze dell’ordine hanno lanciato campagne per invitare i genitori a controllare i dolci raccolti dai figli, a non accettare caramelle da sconosciuti e a spiegare ai bambini i possibili pericoli.

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Fonti

  • Ronald Clark O’Bryan, Wikipedia
  • Ron Franscell, The Crime Buff’s Guide to Outlaw Texas, Globe Pequot, 2010
  • Mike Glenn e Ruth Rendon, “Man Who Killed Halloween” still haunts holiday, Houston Chronicle, 29 ottobre 2004
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