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Il fantasma del Castello di Vicalvi e la misteriosa storia di Aleandra Maddaloni

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In breve
Il castello longobardo di Vicalvi, in Valle di Comino (Frosinone), è legato alla leggenda della “Signora incatenata”, Aleandra (o Alejandra) Maddaloni. Moglie di un nobile spesso lontano per la guerra, avrebbe attirato al castello giovani uomini che poi sparivano nel nulla. Scoperta dal marito, sarebbe stata incatenata e murata viva in una torre, e da allora il suo fantasma vagherebbe tra le rovine.

Il castello di Vicalvi, nel piccolo borgo omonimo della Valle di Comino, in provincia di Frosinone, è noto per la sua lunga storia e per i racconti di apparizioni. La leggenda più famosa è quella di Aleandra Maddaloni, la castellana che secondo la tradizione non avrebbe mai lasciato le sue mura. In questo articolo vediamo sia la storia del castello sia quella, molto più cupa, della sua “Signora incatenata”.

Il castello longobardo di Vicalvi

Il castello sorge su uno sperone roccioso a circa 600 metri d’altezza, dove un tempo c’era un’acropoli romana, e le fortificazioni più antiche del sito risalgono addirittura al V o IV secolo a.C. Il primo documento che parla del castello è del 937. Fu un possedimento longobardo dei principi di Capua, poi nel 1017 passò all’abbazia di Montecassino, che lo tenne fino all’inizio del XIII secolo. Passò quindi ai d’Aquino, che lo rafforzarono con un doppio anello di mura, poi brevemente agli Étendard e di nuovo ai d’Aquino, e infine ai Cantelmo. Questi ultimi però scelsero come residenza il vicino castello di Alvito, e quello di Vicalvi venne abbandonato e lentamente andò in rovina.

Oggi resta un rudere, ma i suoi resti permettono ancora di leggerne le diverse fasi di costruzione e il ruolo che aveva in un sistema difensivo più ampio, insieme ai castelli di Alvito e Picinisco. Durante la Seconda guerra mondiale i tedeschi lo trasformarono in un ospedale da campo, e sulle sue mura si vede ancora la croce rossa dipinta allora.

La leggenda di Aleandra Maddaloni

La protagonista della leggenda è Aleandra Maddaloni, che alcune fonti chiamano Alejandra. Sull’epoca nemmeno la tradizione è d’accordo: c’è chi parla del XV secolo e chi del XVIII. Era la moglie di un nobile di origine spagnola, un uomo d’armi che passava lunghi periodi lontano da casa per combattere, lasciandola sola nel castello.

Per riempire quella solitudine, si racconta, la castellana iniziò ad attirare al castello giovani uomini, promettendo loro una notte d’amore. Nessuno di loro però tornava a casa. Dopo la notte trascorsa con lei venivano uccisi, e il giorno dopo un servitore fedele faceva sparire ogni traccia, abbandonando i corpi lontano dal castello. Alcune versioni parlano di un baratro, una specie di pozzo in cui i giovani amanti sarebbero precipitati senza ritorno.

Le voci sulle sparizioni, però, iniziarono a circolare, fino ad arrivare alle orecchie del marito. Quando l’uomo scoprì cosa accadeva durante le sue assenze, la punizione fu terribile. Fece incatenare la moglie e la murò viva in una delle torri del castello, condannandola a una morte lenta, al buio, nella fame e nella sete.

La Signora incatenata

Da allora, dice la leggenda, Aleandra non ha mai lasciato il castello. Soprattutto dopo il tramonto, tra le rovine apparirebbe il fantasma di una donna dai lunghi capelli neri. C’è chi giura di aver sentito lamenti e rumore di catene provenire dalle torri, ed è per questo che la chiamano la “Signora incatenata”. Secondo alcuni, il suo spirito cercherebbe ancora oggi di attirare i giovani uomini che si avventurano tra le mura, per trascinarli con sé in quel baratro senza ritorno.

Non esistono documenti storici che confermino la vicenda di Aleandra, ed è probabile che si tratti di un racconto popolare nato attorno a un castello abbandonato e pieno di fascino, come ne esistono tanti in Italia. Molte leggende sulle “dame murate vive” si somigliano, e spesso servivano a spiegare rovine misteriose o ad ammonire contro il tradimento.

Conclusioni

Il castello di Vicalvi resta un luogo affascinante, ricco di storia e di racconti spettrali che continuano a incuriosire abitanti e visitatori. Che il fantasma di Aleandra Maddaloni si aggiri davvero tra le sue mura o sia solo il frutto della tradizione popolare, la sua storia continua a vivere, e se capitate da quelle parti al tramonto, magari tendete l’orecchio. Hai visto mai che si senta il tintinnio di una catena.

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Fonti

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