Una foto in bianco e nero. Un uomo con il volto fasciato, le bende macchiate di sangue e, al posto delle mani, quelle che sembrano due zampe di maiale. È l’immagine che vedete qui sopra, ed è bastata a far nascere una delle leggende metropolitane più strane della musica estrema: quella di Nattramn, il cantante dei Silencer.
Su questo personaggio girano un sacco di voci sulla veridicità delle quali, ancora oggi, non si è potuto fare del tutto luce. Si dice che si sia tagliato le mani, che si sia fatto cucire zampe di porco sui moncherini, che abbia aggredito una bambina con un’ascia e che sia finito in un ospedale psichiatrico. Ma cosa c’è di vero?
Chi: Nattramn, voce dei Silencer, band svedese di black metal depressivo (1995-2001). Il suo vero nome non è mai stato confermato: il più citato è Mikael Nilsson.
La leggenda: si sarebbe amputato le mani sostituendole con zampe di maiale e avrebbe aggredito una bambina con un’ascia.
Oggi: Nattramn vive nell’anonimato; dopo i Silencer ha pubblicato un album dark ambient e un libro di poesie, Grishjärta («Cuore di porco»).
Chi è Nattramn
Nattramn è il nome d’arte del cantante della band svedese Silencer. Il nome non è scelto a caso: nel folklore svedese il nattramn è un uccello notturno spettrale, legato secondo le tradizioni alle anime di chi è morto in modo violento o non ha avuto pace.
Della sua vita privata si sa pochissimo, ed è proprio questo che ha alimentato il mito. Il suo vero nome non è mai stato confermato ufficialmente: quello che circola di più è Mikael Nilsson. Anche la data di nascita è incerta: il 7 settembre 1975 o 1977, a Markaryd, nella regione dello Småland, nel sud della Svezia. Non ha mai rilasciato interviste note e nelle poche foto esistenti il suo volto è sempre coperto.
I Silencer e l’unico album
I Silencer nascono nel 1995 a Stoccolma come progetto solista del chitarrista Andreas Casado, in arte Leere. Poco dopo si unisce Nattramn come cantante e autore dei testi. Nel 1998 registrano una demo di un solo brano, Death – Pierce Me, con il batterista di sessione Jonas Mattsson. Il passaparola nell’ambiente underground li porta a firmare con l’etichetta tedesca Prophecy Productions.
Il 30 ottobre 2001 esce l’album Death – Pierce Me, prodotto da Markus Stock, con Steve Wolz alla batteria: sei brani, quasi 49 minuti. È l’unico disco della band, ma è diventato un classico di culto del cosiddetto depressive suicidal black metal. Ciò che colpisce tutti è la voce di Nattramn: non un ringhio, ma urla acutissime e strazianti, quasi disumane.
Non è un disco facile nemmeno per altri motivi: il critico Cosmo Lee di Invisible Oranges ha fatto notare che alcuni testi contengono riferimenti neonazisti e antisemiti espliciti, tanto da dichiarare che, pur apprezzandone la musica, non lo avrebbe comprato.
Dopo l’album i Silencer si sciolgono senza aver mai suonato dal vivo. Leere entrerà nel 2005 negli Shining, altra band svedese del genere.
Il sangue in studio
Una delle voci più insistenti riguarda le registrazioni: Nattramn si sarebbe ferito di proposito mentre cantava, per rendere la sua voce ancora più disperata. Lo riportano Wikipedia e molti siti specializzati, ma sempre al condizionale. Alcune ricostruzioni sostengono che lo abbiano confermato persone presenti in studio, senza però mai dire chi.
Le foto promozionali dell’epoca, con il volto coperto di bende insanguinate e cicatrici, hanno fatto il resto.
Le mani di porco
Si dice che Nattramn, durante o dopo le registrazioni, si sia tagliato le mani e si sia fatto cucire delle zampe di maiale sui moncherini. Questa voce è scaturita dalla foto che vedete in apertura, dove però si possono vedere chiaramente le mani sotto alle bende.
Quindi è molto più probabile che questa foto sia stata una trovata pubblicitaria e che poi il web ci abbia ricamato sopra. Anche chi ha indagato più a fondo arriva alla stessa conclusione: l’autore di un approfondimento pubblicato nel 2025 da Frozen Moon ha chiesto il parere di un’infermiera, secondo cui un’operazione del genere non sarebbe stata possibile dal punto di vista medico. E nessun documento parla di amputazioni.
La bambina e l’ascia: la leggenda
Successivamente Nattramn avrebbe attaccato una bambina di 5 anni, colpendola con un’ascia in testa. Altre versioni parlano invece di due bambine, entrambe attaccate a colpi d’ascia ma entrambe sopravvissute.
In seguito all’attacco Nattramn sarebbe stato raggiunto dalla polizia ma il cantante, invece di scappare, sarebbe corso verso i poliziotti gridando
Uccidetemi! Uccidetemi!
La polizia lo avrebbe distratto con l’unità cinofila per poi colpirlo con un manganello e arrestarlo. Si dice che sia stato poi rinchiuso in un ospedale psichiatrico.
Altre versioni raccontano invece che il protagonista dei fatti sia stato suo fratello, Patrik, che avrebbe sofferto di schizofrenia e per questo era stato messo in un ospedale psichiatrico. Il giovane però, secondo i racconti, sarebbe riuscito a scappare e a commettere il crimine sulle bambine, venendo poi raggiunto dalla polizia che l’avrebbe rimesso in ospedale. Dopo qualche giorno si sarebbe tolto la vita.
Ljungby, 6 maggio 2001: cosa successe davvero
Quando ho scritto la prima versione di questo articolo pensavo che fosse tutto inventato. Oggi, cercando meglio, ho scoperto che un’aggressione con l’ascia c’è stata davvero, e la racconta una fonte insospettabile: la radio pubblica svedese, Sveriges Radio.
Secondo la notizia pubblicata il 6 maggio 2001, quella mattina una bambina di sei anni fu colpita alla testa con un’ascia in un parco giochi di Ljungby, cittadina dello Småland a una quarantina di chilometri da Markaryd. Il sospettato era un uomo di 26 anni, fuggito la notte prima dalla clinica di psichiatria forense di Växjö, dove aveva lasciato una lettera d’addio in cui annunciava gravi crimini contro bambini.
Una trentina di agenti, alcuni arrivati anche da Värnamo, si misero sulle sue tracce. L’uomo fu fermato verso le 13 in una strada di Ljungby, in modo drammatico: per bloccarlo, armato com’era, la polizia dovette colpirlo con il manganello. Proprio come nella leggenda. Il bollettino dell’ospedale disse che la ferita, pur grave, non aveva raggiunto il cervello e che la bambina stava bene.
Su un forum svedese molto frequentato, Flashback, gli utenti hanno ricostruito il seguito citando articoli dei quotidiani Aftonbladet ed Expressen. Secondo queste ricostruzioni le bambine colpite sarebbero state due (una ferita in modo lieve alla caviglia) e l’uomo, chiamato Patrik, sarebbe stato trovato morto nella struttura circa una settimana dopo. Sempre lì viene indicato come fratello di Nattramn. Va detto chiaramente: questo legame di parentela compare solo in forum e siti di appassionati, e nessuna fonte ufficiale lo ha mai confermato.
Anche i dettagli non coincidono del tutto: la radio parla di Kungshögsparken, il forum di un’altra zona della città; la leggenda dice cinque anni, le cronache sei. Della frase «Uccidetemi!» e dei cani poliziotto, invece, nelle fonti giornalistiche che ho trovato non c’è traccia.
L’ospedale psichiatrico e Diagnose: Lebensgefahr
Un’altra voce dice che, dopo l’album, Nattramn sia stato ricoverato all’ospedale Sankt Sigfrid di Växjö. Non si sa se volontariamente o no, e alcuni ricercatori sostengono che non esistano prove.
Un indizio, però, viene da lui stesso. Nel 2007 esce Transformalin, album dark ambient e industriale del suo nuovo progetto, Diagnose: Lebensgefahr («Diagnosi: pericolo di vita»). Secondo la presentazione ufficiale, a Nattramn era stato offerto di scrivere e registrare musica per un anno come terapia e riabilitazione, in collaborazione con il reparto psichiatrico di Växjö e la cassa sanitaria locale. Nel 2012 è uscito anche Ödelagt, un brano di 21 minuti del suo vecchio progetto Trencadis, in 300 copie.
Il libro
Per quanto riguarda il cantante di depressive metal è diventato anche uno scrittore che ha pubblicato, con le sue zampine, il suo primo libro «Grishjärta» che tradotto significa «Cuore di Porco».
Il libro è uscito nel settembre 2011 per la piccola casa editrice svedese Humani Animali Liberati, in svedese e in inglese, in 100 copie in brossura e 200 rilegate. Raccoglie poesie e testi scritti in circa quindici anni, con illustrazioni di Costin Chioreanu, e si chiude con una poesia dal titolo eloquente, Pigfaced Messiah («Messia dalla faccia di porco»). Secondo alcuni siti, nell’edizione svedese ci sarebbero tracce del suo sangue, e per acquistarlo bisognava accettare una provetta di sangue: un altro dettaglio impossibile da verificare, ma perfettamente in linea con il personaggio.
Considerazioni
Quello che mi sento di dire è che le mani di porco non sono mai esistite, e che a Nattramn non si può attribuire nessuna aggressione: le cronache parlano di un altro uomo.
Credo semplicemente che il web abbia ricamato troppo sulla foto delle mani di porco, mescolandola a un fatto di cronaca vero e terribile e dando vita a una leggenda metropolitana.
In questo, coloro che hanno messo in giro queste voci hanno fatto il gioco di Nattramn, che si ritrova con una gran bella pubblicità e con un disco che, a più di vent’anni di distanza, continua a essere cercato proprio per il mistero che lo circonda.
Se ti piacciono le storie in cui musica e leggenda si mescolano, leggi anche Gloomy Sunday, la canzone triste che spinge a suicidarsi e la vera storia di Edward Mordake, l’uomo con due volti.
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☕ Sostieni Emadion su Ko-fiFonti
- Sveriges Radio, «Yxmannen gripen i Ljungby», 6 maggio 2001 (svedese)
- Flashback Forum, «Den förrymda yxmannen i Ljungby 2001 – Vad hände sen?» (svedese, ricostruzioni di utenti)
- Wikipedia, «Nattramn» (inglese)
- Wikipedia, «Death – Pierce Me» (inglese)
- Frozen Moon, approfondimento sui Silencer (2025) (inglese)
- Cosmo Lee, «Silencer – Death – Pierce Me», Invisible Oranges (2007) (inglese)
- Heathen Harvest, recensione di «Grishjärta» (2012) (inglese)
- Last.fm, Diagnose: Lebensgefahr (inglese)
- TV Tropes, Silencer (inglese)
- ZD Terror, «Natti Natti Nattramn» (spagnolo)
Immagine in evidenza: foto promozionale dei Silencer per «Death – Pierce Me» (2001).






