Harold Gillies il primo chirurgo plastico

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In breve

  • Chi: Sir Harold Delf Gillies (Dunedin, 17 giugno 1882 – Londra, 10 settembre 1960).
  • Perché è famoso: è considerato il padre della chirurgia plastica moderna.
  • Prima guerra mondiale: al Queen’s Hospital di Sidcup lui e i suoi colleghi eseguirono più di 11.000 operazioni su oltre 5.000 soldati sfigurati.
  • Un primato: fu tra i pionieri della chirurgia di affermazione di genere, con gli interventi su Michael Dillon e Roberta Cowell.

Harold Gillies nacque a Dunedin, in Nuova Zelanda, il 17 giugno 1882, figlio di un parlamentare, Robert Gillies. Studiò medicina al Gonville and Caius College di Cambridge e poi si formò al St Bartholomew’s Hospital di Londra. È attualmente considerato il padre della chirurgia plastica moderna e uno dei pionieri della chirurgia di affermazione di genere.

Nonostante un gomito rigido per un incidente da bambino, era anche un ottimo sportivo: gareggiò nella famosa regata tra Oxford e Cambridge del 1904 ed era un eccellente giocatore di golf, tanto da rappresentare l’Inghilterra contro la Scozia.

Caricatura di Harold Gillies
Una caricatura di Harold Gillies che ricorda le sue imprese nel canottaggio e nel golf. Foto Wellcome Collection, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons

Inizio della carriera di Harold Gillies

All’inizio era specializzato in otorinolaringoiatria. Durante la Prima guerra mondiale si arruolò come medico nel Royal Army Medical Corps e venne mandato a Wimereux, vicino a Boulogne, in Francia, come supervisore di un dentista franco-americano, Auguste Charles Valadier, che stava cercando di riparare le mascelle dei soldati deturpati dal conflitto. Gillies lo vide sperimentare i primi innesti di pelle e ne rimase affascinato.

Decise quindi di partire per Parigi, dove conobbe il famoso chirurgo Hippolyte Morestin. Lo vide asportare un tumore dalla faccia di un paziente e poi usare la pelle della mascella per ricoprire il danno.

Entusiasta di questa tecnica tornò in Gran Bretagna, dove convinse il chirurgo capo dell’esercito, William Arbuthnot-Lane, ad aprire una corsia per i soldati feriti al viso nell’Ospedale militare di Cambridge, ad Aldershot.

Purtroppo la struttura si rivelò presto troppo piccola per il numero enorme di feriti e venne quindi aperto un ospedale dedicato solo alla ricostruzione del viso, il Queen’s Hospital di Sidcup, vicino a Londra.

Un paziente di Harold Gillies
Un soldato durante le cure di chirurgia plastica di Harold Gillies, probabilmente al Queen’s Hospital di Sidcup. Foto Albert Roberts, Imperial War Museum, Public domain, via Wikimedia Commons

Aprì nel giugno del 1917 e, con i suoi centri di convalescenza, contava più di 1.000 posti letto. Qui Gillies e i suoi colleghi inventarono molte nuove tecniche di chirurgia plastica ed eseguirono più di 11.000 operazioni su oltre 5.000 uomini.

Seconda guerra mondiale

Dopo la Prima guerra mondiale cominciò a esercitare in forma privata insieme a Rainsford Mowlem, ricevendo molti pazienti famosi. Viaggiò molto per insegnare le sue tecniche in tutto il mondo, e nel 1930 portò nello studio anche suo cugino, Archibald McIndoe, che diventerà a sua volta un grande chirurgo plastico. Nello stesso anno venne nominato cavaliere dal re.

Durante la Seconda guerra mondiale fu consulente del Ministero della Salute, della RAF e dell’Ammiragliato, organizzò unità di chirurgia plastica in tutto il Paese e formò vari chirurghi dei Paesi del Commonwealth.

Chirurgia di affermazione di genere

Roberta Cowell transgender

Dopo la Seconda guerra mondiale i risparmi non gli bastarono per andare in pensione e continuò a lavorare.

Nel 1946 compì, insieme a un collega, uno dei primi interventi di affermazione di genere maschile, su Michael Dillon, un uomo trans.

Nel 1951 invece, con altri colleghi, eseguì uno dei primi interventi moderni di affermazione di genere femminile su Roberta Cowell, una donna trans, usando una tecnica a lembo che rimase lo standard per quarant’anni. Di questi interventi disse: “Se dà vera felicità, è il massimo che un chirurgo o la medicina possano dare”.

Morte

Continuò a operare fino a 78 anni quando, il 3 agosto 1960, durante un intervento alla gamba di una ragazza di 18 anni, ebbe una trombosi cerebrale. Morì un mese più tardi, il 10 settembre 1960, alla London Clinic.

Oggi una targa blu ricorda la sua casa di Hampstead, a Londra, dove visse per molti anni.

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Fonti

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