Nel luglio 2005 Kenneth Pinyan, ingegnere della Boeing di 45 anni, morì per le lesioni interne riportate durante un rapporto sessuale con uno stallone in una fattoria vicino a Enumclaw, nello stato di Washington. All’epoca la zooerastia lì non era reato, così l’amico che aveva filmato tutto fu condannato solo per violazione di proprietà. Il caso portò, nel 2006, a una legge che la punisce fino a cinque anni di carcere.
La zoofilia (o meglio, zooerastia) è la pratica umana di avere rapporti sessuali con animali. È illegale in molti stati, ma esistono persone attratte sessualmente dagli animali più che dagli esseri umani. È il caso di Kenneth Pinyan, morto dopo un rapporto con un cavallo, in una vicenda passata alla storia come il “caso del sesso con un cavallo di Enumclaw”.
Chi era Kenneth Pinyan
Kenneth Pinyan era un ingegnere che lavorava da otto anni per la Boeing, la multinazionale americana che costruisce aerei. Era stato sposato con una donna, da cui aveva avuto dei figli, e stava costruendo una nuova casa con una stalla a Gig Harbor, dove voleva tenere un cavallo.
Dopo un incidente in moto aveva perso parte della sensibilità e, da allora, aveva cominciato a cercare pratiche sessuali sempre più estreme. All’inizio degli anni Duemila trovò online un gruppo di uomini che si facevano chiamare “zoo” e che si incontravano nei fine settimana in una fattoria della contea di King, vicino a Enumclaw.
Lì avevano rapporti sessuali con i cavalli, si filmavano a vicenda e mettevano i video su internet. Pinyan usava lo pseudonimo di “Mr. Hands”.
La morte
Una notte di inizio luglio 2005 Pinyan, il camionista James Michael Tait e un terzo uomo mai identificato entrarono di nascosto nella stalla di una fattoria di 16 ettari, a circa 8 chilometri da Enumclaw. I proprietari della fattoria non sapevano nulla di quello che succedeva. Mentre Tait lo filmava, Pinyan ebbe un rapporto con uno stallone e riportò gravi lesioni interne, tra cui la perforazione del colon.
Il 2 luglio 2005 fu lasciato in forma anonima all’ospedale di Enumclaw. L’accompagnatore chiese aiuto e se ne andò senza dare spiegazioni; quando il personale lo portò in sala visite, Pinyan era già morto.
Aveva 45 anni. Secondo il medico legale morì di peritonite acuta dovuta alla perforazione del colon e la sua morte fu classificata come “accidentale”.
Le indagini e il processo

La polizia risalì agli amici di Pinyan grazie alla sua patente e così arrivò alla fattoria, che nelle chat di zoofili era nota come meta per chi voleva avere rapporti con il bestiame. Nella roulotte di Tait, accanto alla fattoria, furono sequestrati circa cento tra videocassette e DVD, centinaia di ore di filmati.
Ma c’era un problema: nello stato di Washington la zooerastia era legale. La vecchia legge sulla sodomia, che la puniva, era stata abrogata nel 1976.
I procuratori avrebbero voluto accusare Tait di crudeltà verso gli animali, ma i video dimostravano che i cavalli non avevano subito danni, e infatti furono trovati in buone condizioni. Tait fu quindi accusato solo di violazione di proprietà, per essere entrato nella fattoria senza permesso. Il 29 novembre 2005 accettò il patteggiamento e fu condannato a un anno con la condizionale, a una multa di 300 dollari, a un giorno di servizi sociali e al divieto di tornare alla fattoria. Il terzo uomo non fu mai incriminato perché non compariva nei video.
Conseguenze
La notizia ha comprensibilmente fatto scalpore. Pubblicata dal Seattle Times, fu una delle notizie più lette del giornale nel 2005. Gli abitanti di Enumclaw furono sconvolti e, ancora dieci anni dopo, preferivano non parlarne.
Il caso spinse la senatrice Pam Roach a presentare una legge contro la zooerastia, approvata l’11 febbraio 2006, che vieta anche di filmare questi atti. Oggi a Washington la zooerastia è un reato punito fino a cinque anni di carcere.
Uno dei video di Pinyan, circolato su internet dopo la sua morte, è diventato uno dei primi video shock virali della rete.
Nel 2007 al Sundance Film Festival è stato presentato un documentario sulla vita e la morte di Kenneth e sugli uomini che frequentavano la fattoria, intitolato “Zoo”. È stato uno dei 16 film selezionati fra ben 856 candidati, è stato proiettato in molti festival negli Stati Uniti ed è arrivato anche alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes.
Che fine ha fatto James Michael Tait
Qualche tempo dopo Tait si trasferì in una fattoria della contea di Maury, in Tennessee, dove la zooerastia era diventata reato nel luglio 2007. Nell’ottobre 2009 fu arrestato insieme al proprietario della fattoria dopo che qualcuno aveva inviato agli investigatori una foto di un uomo con un pony. I due ammisero di aver avuto rapporti sessuali con un cavallo e, nel gennaio 2010, Tait si dichiarò colpevole e fu messo in libertà vigilata.
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