David Parker Ray e la sua Stanza dei Giochi

Posted by
In breve
David Parker Ray (1939-2002), noto come il “Toy Box Killer”, rapì e torturò per decenni un numero imprecisato di donne in una roulotte insonorizzata a Elephant Butte, nel New Mexico. Fu arrestato nel marzo 1999 dopo la fuga di Cynthia Vigil e nel 2001 condannato a 224 anni. Sospettato di fino a 60 omicidi, non fu mai processato per omicidio: morì d’infarto nel 2002.

David Parker Ray è stato un torturatore seriale e un sospetto serial killer catturato nel 1999. David torturava e abusava delle sue vittime in una roulotte insonorizzata che lui chiamava la “Stanza dei Giochi” (Toy Box, letteralmente la scatola dei giochi).

È stato scoperto solo grazie a una delle sue vittime, che è miracolosamente riuscita a scappare da quella che sarebbe stata una morte quasi certa.

David Parker Ray

David nasce il 6 novembre 1939 a Belen, nel New Mexico. Da bambino, a causa delle difficoltà economiche della famiglia, cresce con la sorella minore nel piccolo ranch dei nonni materni, persone molto severe. Suo padre era un alcolizzato violento che si faceva vedere di rado e che, quando lo andava a trovare, gli portava delle riviste pornografiche di bondage e sadomasochismo, con foto di donne legate e torturate.

Al liceo, a Mountainair, è spesso preso in giro dai compagni per la sua eccessiva timidezza con le ragazze, e comincia ad abusare di alcol e droghe.

Le sue fantasie di stupro e tortura prendono forma già nell’adolescenza. A 14 anni la sorella trova i suoi disegni sadomasochisti e le sue foto di bondage, e da quel momento i due si allontanano.

Per il resto David ha una vita tutto sommato normale. Entra nell’esercito, dove lavora come meccanico, e dopo il congedo con onore trova un impiego come addetto alla manutenzione per i parchi statali del New Mexico a Truth or Consequences, una cittadina a pochi chilometri da Elephant Butte. Si sposa 4 volte e per 4 volte divorzia, e ha due figli, tra cui Glenda, detta “Jesse”, che diventerà sua complice.

Non sappiamo esattamente quando abbia cominciato a rapire e torturare donne. Lui stesso, in una registrazione del 1993, si vantava di farlo da quando era ragazzo, e alla prima moglie raccontò di aver commesso il primo omicidio nel 1957, ma le autorità non sono mai riuscite a verificarlo. Quel che è certo è che, quando venne catturato nel 1999, David aveva avuto modo di mettere in atto e perfezionare le sue torture per anni.

Arrivò persino a insonorizzare un rimorchio e a riempirlo di oggetti sessuali e strumenti di tortura, spendendo una cifra complessiva di 100.000 dollari.

L’ultima vittima

Cindy Vigil

David è stato catturato grazie a Cynthia Vigil, che è miracolosamente riuscita a scappare dalla casa dove il suo torturatore viveva con la fidanzata e complice Cindy Hendy, di oltre vent’anni più giovane di lui.

Nel marzo 1999 la ragazza, che allora aveva 22 anni, viene avvicinata da David in un parcheggio di Albuquerque e portata nel suo camper. Lì l’uomo le mostra un distintivo e un documento falsi e le dice che è in arresto. Cerca di ammanettarla, ma Cynthia resiste. A questo punto entra in gioco Cindy, che le dà una scossa elettrica, facendola svenire.

Quando si riprende si ritrova sul pavimento, ammanettata alla maniglia di un armadietto. Sente i suoi aggressori, alla guida del mezzo, fare commenti sul suo corpo. Cynthia è impaurita, ma nota che la maniglia non è molto salda e riesce a staccarla. Rimane comunque distesa sul pavimento, aspettando che il camper si fermi per scappare.

Purtroppo però i suoi aguzzini la scoprono. La spogliano completamente, la imbavagliano e la ammanettano di nuovo.

La casa di David

David Parker Ray

Una volta arrivati a casa, una roulotte, la fanno scendere dal camper e la fanno entrare. Cynthia nota con stupore che non vivono in un posto isolato. Anzi, intorno alla loro casa ci sono molte altre abitazioni, e si chiede perché nessuno veda una ragazza nuda e incatenata entrare nella casa di un vicino. Quello che non sa è che quella zona si riempie di turisti durante l’estate, ma a marzo è praticamente deserta.

L’interno sembra un normale appartamento, ma poi comincia a notare che sulle pareti ci sono dei crocefissi capovolti e dei ganci che pendono dal soffitto. Ci sono anche libri sul satanismo e manuali di medicina molto specifici, che David usava per torturare meglio le sue vittime.

Mettono un materasso al centro del soggiorno, fanno sedere Cynthia e le mettono un collare di metallo al collo, chiuso da un grosso lucchetto e unito a una catena. Poi legano la catena a una ringhiera di metallo fissata al muro.

Le torture

David Parker Ray

A questo punto David mette un’audiocassetta in un registratore e la fa partire. Sopra è incisa la sua voce mentre spiega alla vittima perché si trova in quella situazione e cosa le verrà fatto. David aveva registrato quel nastro tempo prima, per farlo sentire a tutte le sue vittime senza dover spiegare ogni volta. Provava piacere nel vedere il terrore sui volti delle donne mentre ascoltavano le torture a cui sarebbero state sottoposte. Nel nastro spiegava anche che, alla fine, le avrebbe drogate pesantemente perché non ricordassero nulla.

Quando la cassetta finisce, David porta nella stanza una batteria d’auto con dei cavi attaccati. Applica le estremità dei cavi al seno di Cynthia e comincia a darle scariche elettriche. Alle scariche seguono ore di altre torture, poi all’improvviso la coppia si stanca e la lascia sul materasso. Si mettono sul divano, cenano e guardano la TV come se niente fosse.

Il giorno dopo la portano in una stanza piena di attrezzi e strumenti di tortura. Ci sono:

  • ganci e carrucole
  • pinze
  • lacci e cinghie
  • fruste
  • bisturi e aghi
  • manette
  • catene
  • bastoni elettrici

E tanti altri strumenti fatti in casa, costruiti da David in anni di rapimenti e torture. Alle pareti ci sono schemi dettagliati su come infliggere dolore.

La issano con una corda attaccata a uno dei ganci del soffitto e la torturano di nuovo. Le danno scosse elettriche e la frustano. Poi la legano a un tavolo e continuano. Nessuno può sentire le sue urla perché la casa è insonorizzata. Quando si stancano la incatenano alla ringhiera e vanno a cenare, dando qualche avanzo anche a lei. Poi vanno a dormire.

Prima di andare a letto Cindy le dice che l’indomani l’avrebbero portata nella “Stanza dei Giochi”. La ragazza non sa cosa sia, ma è terrorizzata.

La mattina dopo David va al lavoro. Prima di uscire le libera i polsi e le caviglie, lasciandole però il collare legato alla ringhiera.

La fuga

David Parker Ray

Mentre David è fuori squilla il telefono: Cindy risponde e va in un’altra stanza. Cynthia non crede ai suoi occhi quando vede le chiavi delle catene dimenticate sul tavolino del soggiorno.

Sapendo che potrebbe essere la sua unica possibilità di fuga, si allunga il più possibile attraverso le sbarre finché riesce a raggiungere il tavolino con un piede e a tirarlo verso di sé. Prende le chiavi e comincia a provarle tutte per aprire il lucchetto che unisce la catena alla ringhiera.

In quel momento però Cindy ritorna e la scopre. Cerca di prenderle le chiavi di mano, ma Cynthia è determinata: se vuole le chiavi dovrà ucciderla, perché lei non getterà al vento la sua unica occasione.

Cindy prende una lampada e gliela rompe in testa. Per un secondo Cynthia vede tutto nero, poi si riprende e continua a provare le chiavi. Sono tantissime e nessuna sembra funzionare. La sua aguzzina continua a colpirla, ma Cynthia non molla e a un tratto sente un click. Il lucchetto si è aperto.

La giovane si alza e lotta con Cindy. Vede il telefono sul materasso e chiama il 911, ma non riesce a chiedere aiuto. La chiamata però viene registrata e la polizia sa da quale indirizzo è partita. Poi Cynthia vede un rompighiaccio per terra, lo afferra, colpisce Cindy al collo e scappa.

L’arresto di David e Cindy

David Parker Ray

Cynthia corre lungo la strada scalza, sanguinante e completamente nuda, con ancora il collare di ferro al collo e le catene col lucchetto. Trova una casa abitata ed entra, chiedendo aiuto. Chi ci vive la accoglie, la tranquillizza e chiama la polizia, che collega quella chiamata con la precedente fatta da casa di David.

David e Cindy vengono arrestati poco dopo. Quando i poliziotti ispezionano la proprietà trovano tantissimi strumenti di tortura sessuale e un rimorchio insonorizzato con all’interno un lettino ginecologico, sopra il quale era montato uno specchio perché le vittime vedessero tutto quello che veniva fatto loro, oltre a un generatore elettrico fatto in casa per le scosse. Quella era la famosa “Stanza dei Giochi” dove avrebbero voluto portare Cynthia.

L’FBI manda cento agenti a setacciare la proprietà e i dintorni, ma non trova resti umani identificabili.

Le altre vittime

Dopo l’arresto si fanno avanti altre donne. Angelica Montano racconta di essere stata attirata a casa da Cindy, poi torturata e infine lasciata sul ciglio di una strada. Kelli Garrett viene identificata grazie a una videocassetta del 1996 in cui si vedeva un suo tatuaggio: era stata drogata in un bar da Jesse, la figlia di David, e aveva subito due giorni di torture, senza poi riuscire a ricordare dove fosse stata.

Secondo gli investigatori David rapiva 4 o 5 donne all’anno, le teneva prigioniere per due o tre mesi e poi, se le lasciava andare, le drogava con barbiturici per cancellare loro la memoria. Teneva perfino un diario in cui annotava cosa aveva fatto a ogni vittima, ma non dove le aveva seppellite. Secondo Cindy, le vittime uccise venivano smembrate e sepolte o gettate nel lago di Elephant Butte.

Un complice, Dennis Yancy, confessò nel 1999 di aver strangolato, su ordine di David, una donna di 22 anni, Marie Parker, scomparsa nel 1997. Nel 2011 l’FBI ha diffuso centinaia di foto di gioielli e vestiti trovati da David, chiedendo aiuto per identificare altre possibili vittime.

Le condanne e la morte

Il primo processo, per Kelli Garrett, finisce con un nulla di fatto perché due giurati non le credono. La difesa sosteneva che la roulotte fosse solo parte delle fantasie di David e che il sesso fosse consensuale. Al secondo processo David viene condannato per tutti e 12 i capi d’accusa.

Nel 2001, a una settimana dall’inizio del processo per Cynthia, David accetta un patteggiamento (anche per ottenere uno sconto di pena per la figlia) e viene condannato a 224 anni di carcere per il rapimento e le torture di tre giovani donne. Jesse, che non contestò le accuse, ebbe 30 mesi più cinque anni di libertà vigilata.

Le autorità e i suoi stessi complici lo sospettavano di aver ucciso fino a 60 donne, ma non è mai stato ritrovato nessun corpo e non è mai stato processato per omicidio. Il 28 maggio 2002, poco prima di un interrogatorio della polizia sugli altri casi, David muore d’infarto in carcere, portando con sé tutti i suoi segreti.

Cindy, che testimoniò contro di lui, venne condannata a 36 anni ed è uscita il 15 luglio 2019.

Cynthia Vigil, invece, ha fondato insieme a Christine Barber Street Safe New Mexico, un’associazione di volontari che aiuta le persone più vulnerabili che vivono in strada.

🦋 Emadion vive grazie a chi lo legge. Se questa storia ti ha tenuto sveglio, offrimi un caffè: mi aiuta a portarti il prossimo incubo.

☕ Sostieni Emadion su Ko-fi

Fonti

📍Questa storia è sulla Mappa del misteroScopri dove è successo e quali altri misteri si nascondono lì vicino.Vedi sulla mappa →

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *