Anna Baker (morta nel 1914) era la figlia del ricco industriale del ferro Elias Baker di Altoona, in Pennsylvania. Secondo la leggenda il padre le impedì di sposare un operaio e lei non si sposò mai. Nella Baker Mansion, la villa di famiglia diventata museo nel 1922, era esposto un abito da sposa che si diceva si muovesse da solo nella teca. In realtà l’abito apparteneva a un’altra donna, Elizabeth Dysart Bell, e oggi non è più esposto in modo permanente.
C’è un abito da sposa in un museo, legato alla storia di Anna Baker, una giovane a cui il padre impedì di sposarsi. Si dice che l’abito si muova all’interno della sua teca e che lo spirito della giovane e di suo padre infestino il museo, ricavato dalla loro casa.
La storia
Nel 1836 Elias Baker comprò, insieme al cugino Roland Diller, l’Allegheny Furnace, un altoforno per la produzione di ferro vicino all’attuale Altoona, in Pennsylvania. Insieme riuscirono a farlo prosperare e gli affari cominciarono ad andare molto bene.
Elias si trasferì dalla contea di Lancaster con la moglie Hetty e i due figli, David Woods e Sylvester, in una casa vicino all’altoforno, e poco dopo il trasferimento nacque la figlia Anna. Nel 1839 nacque anche una quarta figlia, Margaretta, che però morì di difterite a due anni.
Nel 1844 Elias comprò la quota del cugino, diventando così l’unico proprietario, e affidò all’architetto di Baltimora Robert Cary Long Jr. il progetto di una nuova casa.
I lavori cominciarono nel 1845 ma, tra problemi e ritardi, la villa fu completata solo nel 1849, per un costo di circa 15.000 dollari. Le spese, insieme al calo del prezzo del ferro, portarono Elias sull’orlo della rovina, ma alla fine ebbe la casa dei suoi sogni.
La villa, in stile neoclassico, ha tre piani in pietra e una facciata con sei colonne ioniche. Gli interni erano lussuosissimi e i Baker erano diventati una delle famiglie più ricche della zona. Elias lo sapeva bene e volle sempre per sé e per i suoi cari il meglio del meglio. Ci visse per quindici anni, fino alla sua morte nel 1864.

Il matrimonio di Anna
Secondo la leggenda, Anna si innamorò di un giovane e i due cominciarono a progettare il matrimonio. Anna si comprò un abito da sposa, decisa a sposarsi al più presto.
Purtroppo però si era innamorata di un povero operaio, e quando Elias lo scoprì si oppose alle nozze. Secondo alcune versioni arrivò a comprare l’acciaieria dove lavorava il ragazzo per costringerlo a trasferirsi in un’altra città.
Non sopportava l’idea che la figlia sposasse un operaio e nemmeno la moglie riuscì a fargli cambiare idea. Anna, disperata, decise che se non avesse potuto sposare la persona che amava, non si sarebbe sposata mai più. Rifiutò tutti i pretendenti che il padre le proponeva e visse nella villa insieme al fratello Sylvester, anche lui rimasto celibe, fino alla sua morte, nel 1914.
Il fratello maggiore David Woods, invece, si sposò nel 1851 con Sarah Tuthill ed ebbe una figlia, Louise. Ma morì appena due settimane e mezzo dopo la sua nascita, nell’esplosione della caldaia di un battello a vapore.
Si racconta che l’abito da sposa di Anna sia stato venduto a un’altra ragazza di una ricca famiglia del posto, Elizabeth Dysart, che lo indossò al suo matrimonio diventando la signora Elizabeth Bell. E invece di compatire Anna, si dice che Elizabeth la prendesse spesso in giro perché non si era mai sposata.
Lo spirito di Anna Baker

Dopo la morte di Anna la villa rimase chiusa fino al 1922, quando la Blair County Historical Society la prese in affitto e la trasformò in museo. Nel 1941, grazie a una raccolta fondi, la società riuscì a comprarla, e dal 1975 la casa è iscritta nel Registro nazionale dei luoghi storici degli Stati Uniti.
Un abito da sposa venne esposto in una teca di vetro proprio nella stanza che era stata di Anna. In realtà, però, quell’abito non era il suo: si ritiene che appartenesse a Elizabeth Dysart, della famiglia Bell, la stessa che aveva dato il nome alla vicina città di Bellwood.
Molti visitatori e membri del personale sostengono che il vestito si muovesse all’interno della teca. A volte si agitava talmente forte da far pensare che potesse rompere il vetro. C’è chi pensa che a muoverlo fosse lo spirito di Anna, che lo reclamava dall’oltretomba per poterlo finalmente indossare, e chi pensa invece che fosse arrabbiata di vedere nella sua stanza l’abito di un’altra.
Oggi l’abito non è più esposto in modo permanente, perché la luce e l’inquinamento lo stavano rovinando. Ma il museo organizza ancora visite dedicate ai fantasmi della casa, che ha anche un legame con la serie televisiva della CBS Ghosts.
Inoltre nella villa sarebbe possibile vedere il fantasma di una giovane donna, che si ritiene essere quello di Anna, a volte con indosso l’abito da sposa, e quello di un uomo, che si ritiene essere di Elias. Alcune persone affermano addirittura di aver sentito delle grida provenire dalla cantina. Si dice che il corpo di David, il fratello morto nell’esplosione, sia stato conservato nella ghiacciaia della cantina in attesa della sepoltura.
Altri fenomeni strani registrati nella villa includono un carillon che suona da solo e l’impianto di sorveglianza che scatta per nessun motivo apparente.
Molti sostengono che sia lo spirito di Anna, senza pace, a provocare questi incidenti. Curiosamente, però, il suo necrologio la descrive come una donna amatissima dagli abitanti di Altoona, dolce e generosa. Forse, alla fine, non era così infelice come racconta la leggenda.
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- Baker Mansion – Wikipedia (inglese)
- Waymarking, Haunted Wedding Dress at Baker Mansion
- Roadside America, Haunted Wedding Dress (Gone)
- PA Historical Markers, Baker Mansion






