Ci sono tante storie di oggetti maledetti, ma una che fa venire i brividi è quella del baule maledetto di Jacob Cooley. In realtà si tratta di una cassettiera, e l’errore è probabilmente di traduzione: in inglese il mobile è un chest of drawers, e in qualche racconto è stato abbreviato in chest, che si può tradurre anche come baule. Negli Stati Uniti è conosciuto come Conjured Chest, la “cassettiera stregata”. E come vedremo, anche il nome di Jacob Cooley non è quello vero.
La Conjured Chest è una cassettiera in mogano conservata dalla Kentucky Historical Society, che l’ha ricevuta in dono nel 1976. Secondo la storia di famiglia fu costruita intorno al 1830 da un uomo ridotto in schiavitù, morto per le percosse del padrone, e maledetta dagli altri schiavi. Alla cassettiera sono legate 18 morti. I nomi del racconto più famoso, come Jacob Cooley e Hosea, erano stati cambiati.
La storia della cassettiera
La versione più conosciuta è quella raccontata nel libro Flapdoodle, Trust & Obey, uscito nel 1966 con gli scritti della scrittrice del Kentucky Virginia Cary Hudson. Nell’Ottocento Jacob Cooley, un ricco e crudele proprietario terriero, aspettava il suo primo figlio. Ordinò allora a Hosea, uno dei suoi schiavi ed esperto falegname, di costruire una cassettiera per il bambino.
Quando vide il mobile finito, Cooley non ne fu soddisfatto, per un motivo che nessuno ha mai saputo. Picchiò Hosea con tanta violenza che l’uomo morì per le ferite. Gli altri schiavi si riunirono allora intorno a un “conjure man”, un esperto di magia popolare afroamericana, che lanciò una maledizione sulla cassettiera spargendo nei cassetti del sangue di gufo essiccato. Da quel momento, si diceva, chiunque vi avesse riposto i propri vestiti avrebbe incontrato una fine tragica.

Le vittime
La prima vittima sarebbe stato proprio il figlio di Cooley, i cui abitini erano stati sistemati nella cassettiera: morì da neonato. Poi la maledizione avrebbe colpito, una generazione dopo l’altra, i familiari che avevano ereditato il mobile e vi avevano riposto i loro abiti. Secondo il racconto, un erede fu ucciso a coltellate dal suo servo personale, mentre altri morirono per incidenti e malattie improvvise. Anche i vestiti da sposa conservati nei cassetti sembravano portare sventura.
La cassettiera passò poi a Eliza Gregory, che la portò nella sua stanza dopo la morte del marito, John David, nel 1908. Eliza morì il 4 aprile 1915, e il mobile passò alla nipote, Virginia Cary Hudson, che lo portò a Louisville con il marito, Kirtley Cleveland. Virginia ci mise gli abitini del suo primo figlio, e il bambino morì. Anche gli abiti da sposa della figlia maggiore furono riposti nella cassettiera.
Il rito per spezzare la maledizione
Alla fine Virginia decise di liberarsi della maledizione e chiese aiuto a Sallie, la domestica che lavorava per lei da quasi tutta la vita. Sallie conosceva il modo per spezzare il malocchio, e lo fecero insieme. Il rito era preciso:
- un amico doveva portare un gufo morto, senza che nessuno glielo avesse chiesto;
- le foglie di un salice piantato da un amico andavano fatte bollire per un giorno intero, sotto lo sguardo del gufo;
- il liquido andava versato in una brocca, da seppellire sotto un cespuglio fiorito con il manico rivolto a est.
Ma c’era un prezzo. Prima che il cespuglio perdesse le foglie, quell’autunno, una delle due donne sarebbe morta. A settembre morì Sallie. Fu l’ultima vittima.
I nomi veri

Virginia Cary Hudson Cleveland (1894-1954) raccontò tutta la storia in una lettera alla figlia, Virginia Cary Hudson Mayne. A sua volta l’aveva sentita da bambina dalla nonna, Eliza. Nel libro del 1966, però, i nomi erano stati cambiati.
Nel 2017 Beverly Mayne Kienzle, nipote di Virginia, ha pubblicato The Conjured Chest: A Cursed Family in Old Kentucky, in cui ha ricostruito i nomi veri delle persone coinvolte. Secondo la Kentucky Historical Society, la cassettiera fu costruita probabilmente intorno al 1830, forse nella contea di Meade, in Kentucky, da un uomo ridotto in schiavitù di nome Remus, per il primogenito di Jeremiah Graham. Fu Jeremiah a picchiarlo fino a ucciderlo. A Jacob Cooley e Hosea corrispondono quindi, nella realtà, Jeremiah Graham e Remus, e la Annie di alcune versioni è in realtà Sallie. In tutto, alla cassettiera sono legate 18 morti: 16 persone colpite dalla maledizione, più Remus e Sallie.
La cassettiera oggi
Nel 1976 Virginia Cary Hudson Mayne donò la cassettiera alla Kentucky Historical Society di Frankfort. Secondo la figlia, voleva che fosse tenuta lontana dalle persone innocenti e chiaramente segnalata come oggetto da non usare. Nel cassetto superiore ci sono ancora alcune piume di gufo, per tenere lontana la maledizione, e nessuno da allora vi ha più riposto dei vestiti.
Il museo la considera forse il più particolare dei suoi oggetti “inquietanti”, e nel 2015 è comparsa anche nella serie Deadly Possessions del Travel Channel.
Al di là della maledizione, questa è anche una storia di schiavitù e violenza. La “vendetta” della cassettiera è forse il modo in cui una famiglia ha raccontato, per generazioni, una colpa che non poteva essere cancellata.
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☕ Sostieni Emadion su Ko-fiFonti
- Kentucky Historical Society – New Details About the Cursed Chest
- Kentucky Historical Society – scheda dell’oggetto
- Wikipedia (EN) – Virginia Cary Hudson





