Non ci sono solo case, castelli o luoghi maledetti: a volte la maledizione colpisce anche un film. È il caso di Atuk, un film mai realizzato e che, secondo la leggenda, avrebbe portato sfortuna a tutti gli attori che si sono avvicinati al ruolo del protagonista.
Atuk è l’adattamento, mai realizzato, del romanzo L’incomparabile Atuk di Mordecai Richler. Per la leggenda è un copione maledetto, perché diversi attori legati al progetto sono morti prematuramente: John Belushi, Sam Kinison, John Candy, Michael O’Donoghue, Chris Farley e Phil Hartman. Lo sceneggiatore Tod Carroll ha sempre respinto l’idea della maledizione.
Il romanzo
Tutto parte da un libro. Nel 1963 lo scrittore canadese Mordecai Richler pubblicò The Incomparable Atuk, un romanzo satirico su un giovane inuit che si trasferisce a Toronto e si lascia conquistare in fretta dall’avidità e dalle pretese della grande città. Con quella storia Richler prendeva in giro le élite culturali canadesi del suo tempo, e molti personaggi erano parodie di celebrità reali.
Nel 1971 il regista Norman Jewison comprò i diritti per farne un film e pensava di girarlo in Canada dopo Jesus Christ Superstar. La sceneggiatura fu scritta da Tod Carroll, autore della rivista satirica National Lampoon. Ma il film non arrivò mai nei cinema.
Le morti

John Belushi (1982). Il primo a leggere la parte di Atuk fu John Belushi, all’inizio del 1982. Si mostrò subito interessato e sembrava destinato al ruolo, ma pochi mesi dopo, il 5 marzo, fu trovato morto per overdose nella sua stanza al Chateau Marmont di Hollywood. Aveva 33 anni.
Sam Kinison (1992). Nel febbraio 1988 il film entrò finalmente in produzione a Toronto, con il comico Sam Kinison come protagonista. Le riprese si fermarono dopo appena otto giorni. Kinison voleva riscrivere il copione: il suo manager gli aveva promesso il controllo creativo senza chiedere il permesso allo studio, e la United Artists finì per fargli causa, sostenendo che minacciava di recitare male di proposito. Il produttore Chuck Roven cercò un nuovo protagonista, ma alla fine rinunciò. Kinison morì il 10 aprile 1992 in un incidente stradale, a 38 anni.
John Candy (1994). Anche John Candy si interessò al ruolo. Morì il 4 marzo 1994 per un infarto, mentre si trovava in Messico per girare un altro film. Aveva 43 anni.
Michael O’Donoghue (1994). A novembre dello stesso anno morì per un’emorragia cerebrale lo sceneggiatore e comico Michael O’Donoghue, uno degli autori storici del Saturday Night Live. Secondo la leggenda aveva letto il copione e aveva incoraggiato sia Belushi sia Candy a interessarsene.
Chris Farley (1997). Nel 1997 il progetto tornò a galla e il ruolo fu proposto a Chris Farley, grande ammiratore di Belushi. Farley morì il 18 dicembre 1997 per overdose, a 33 anni, proprio come il suo idolo.
Phil Hartman (1998). Farley avrebbe fatto leggere il copione all’amico Phil Hartman, proponendogli una parte da coprotagonista. Il 28 maggio 1998 Hartman fu ucciso nel sonno dalla moglie, che poco dopo si tolse la vita.
Maledizione o coincidenza?
Con così tanti lutti, il copione si guadagnò presto la fama di “maledetto”. Si racconta anche che sia stato messo in vendita online, ma da allora non se ne è più saputo nulla. Lo sceneggiatore Tod Carroll, nel 1999, ha liquidato le voci sulla maledizione.
E in effetti c’è anche l’altro lato della medaglia. Al film si sono interessati negli anni anche Will Ferrell, Jack Black, John Goodman e Jonathan Winters, che è morto nel 2013 a 87 anni. Molte delle “vittime”, poi, combattevano già da tempo con problemi di salute o di dipendenza, e quasi tutte venivano dallo stesso ambiente, quello della comicità americana degli anni Ottanta e Novanta.
Forse sono solo coincidenze. Ma sei morti legate allo stesso copione, a me, mettono comunque un po’ di inquietudine.
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