L’esorcista il film maledetto

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In breve
L’Esorcista (1973) di William Friedkin è il primo horror candidato all’Oscar come miglior film: ebbe 10 candidature e vinse 2 statuette. Le riprese, previste in 85 giorni, durarono più di 200 tra incendi, incidenti e lutti, e da qui nacque la fama di film maledetto. Molti, compreso l’autore William Peter Blatty, pensano però che la “maledizione” sia stata soprattutto una trovata pubblicitaria.

L’Esorcista è uno dei film horror più acclamati di sempre ed è stato il primo film horror ad essere candidato all’Oscar come miglior film, con ben 10 candidature in totale. Ne vinse due: miglior sceneggiatura non originale e miglior sonoro.

Gli strani incidenti sul set de L’Esorcista

Dato il tema trattato è un film che suscita ancora paura e molti affermano che sia un film maledetto. Le riprese, che dovevano durare 85 giorni, ne richiesero più di 200 e il film costò alla Warner Bros. 12 milioni di dollari, quasi tre volte il budget iniziale. Ma è solo il fatto di raccontare un esorcismo che spinge la gente a credere che sia maledetto, o c’è qualcosa di più?

Il numero 666

Secondo una delle leggende più famose legate al film, la casa scelta per le riprese si trovava al numero civico 666. Non un buon auspicio direi, e infatti si racconta che molti addetti ai lavori sul set dicessero di vedere oggetti che si spostavano da soli. Il regista William Friedkin chiese allora un esorcismo a padre Thomas Bermingham, consulente tecnico del film, professore alla Georgetown University e interprete del rettore dell’università, che però si rifiutò di farlo.

L’incendio

Poco dopo l’inizio delle riprese un uccello entrò in un quadro elettrico e provocò un incendio che distrusse tutti i set degli interni della casa, tranne la camera di Regan, ritardando la lavorazione di sei settimane. In seguito un altro set venne seriamente danneggiato dall’impianto antincendio e la statua di Pazuzu, alta tre metri, fu spedita per errore a Hong Kong invece che in Iraq. Bermingham decise quindi di benedire il cast e la troupe: un vero esorcismo, secondo lui, avrebbe solo agitato ancora di più tutti quanti.

La tragedia della famiglia McCambridge

Mercedes McCambridge è l’attrice che nel film dà la voce al demone Pazuzu. Per rendere la voce più spaventosa possibile mangiava uova crude, beveva whisky e fumava una sigaretta dopo l’altra. Nel novembre 1987 suo figlio John Markle, un operatore finanziario che era stato licenziato dopo aver aperto un conto segreto a nome della madre falsificandone la firma, uccise la moglie e le due figlie e poi si tolse la vita.

Incidenti e morti

Un altro strano incidente riguarda Ellen Burstyn, la mamma di Regan, nella scena in cui la figlia posseduta la scaraventa all’indietro: il cavo che la tirava la fece cadere violentemente e lei si fratturò il coccige. Rimase ferma per due settimane, girò il resto del film con le stampelle e ne porta ancora le conseguenze. L’urlo che si sente nel film è il vero urlo di dolore dell’attrice, e il regista decise di tenere proprio quella ripresa. Anche Linda Blair, che interpretava Regan, si fratturò la parte bassa della colonna vertebrale perché era legata troppo lentamente al letto che si scuoteva, e sviluppò in seguito la scoliosi. Un falegname perse un pollice e un tecnico delle luci un dito del piede.

Come se tutto ciò non bastasse, diverse persone legate al film, o i loro familiari, morirono durante la lavorazione. Jack MacGowran, l’attore che interpretava il regista Burke Dennings che cade dalla scalinata, morì una settimana dopo aver finito le sue scene. Vasiliki Maliaros, l’attrice che interpretava la madre di padre Karras, morì come il suo personaggio prima che il film fosse finito. Morirono anche il guardiano notturno, il tecnico che gestiva la refrigerazione della camera di Regan, il nonno di Linda Blair e il fratello di Max von Sydow, mentre uno dei figli di Jason Miller fu investito da una moto e rischiò la vita.

La scalinata de L'Esorcista a Georgetown
La scalinata di Georgetown, a Washington, dove fu girata la caduta di padre Karras. Foto di APK, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons Foto APK, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Il futuro assassino

Nella scena in cui Regan viene sottoposta a un’angiografia cerebrale, l’assistente radiologo è interpretato da Paul Bateson, un vero tecnico di radiologia: Friedkin lo aveva visto lavorare l’anno prima e aveva deciso di ricostruire la scena proprio com’era. Si scoprì in seguito che Bateson era un assassino. Nel 1979 fu condannato per l’omicidio del giornalista Addison Verrill. Polizia e accusa lo collegarono anche a una serie di omicidi irrisolti di uomini gay a Manhattan, di cui si sarebbe vantato in carcere, ma per quei delitti non fu mai incriminato. Uscì sulla parola nel 2003 e morì nel 2012. La vicenda ispirò a Friedkin il film Cruising.

Il fulmine dal cielo

Le strane coincidenze non finiscono qui. Si racconta infatti che anche in Italia successe qualcosa di inquietante il giorno della prima de L’Esorcista, a Roma. La fila per vedere il film era lunga e molte persone stavano aspettando fuori. Cominciò un forte temporale e un fulmine colpì una croce di ferro sul tetto di una chiesa vicina, facendola cadere in piazza. Molte persone, spaventate, rinunciarono a vedere il film e se ne tornarono a casa.

Una maledizione costruita ad arte?

Lo stesso Friedkin dichiarò in un’intervista di credere nella possessione demoniaca dopo tutto quello che aveva visto sul set. Ma secondo la storica del cinema britannica Sarah Crowther le voci sulla maledizione furono diffuse dallo studio come trovata pubblicitaria, e la maggior parte dei problemi fu il risultato dei metodi spietati del regista, che rigirava continuamente le scene e licenziava e riassumeva la troupe.

Anche William Peter Blatty, autore del romanzo, era d’accordo: secondo lui era stato proprio Friedkin a dare il via alla storia, dando la colpa ai “diavoli” per i ritardi. In fondo, diceva, se giri un film per un anno qualcuno si fa male e qualcuno muore. Nel 2000, scherzando, disse che la maledizione de L’Esorcista non esisteva, perché la maledizione era lui.

Sono tutte coincidenze o “L’Esorcista” è davvero un film maledetto?

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