Dmitry Bykovsky Alexander Kharlamov

Due studenti russi uccidono e smembrano il loro professore

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In breve
Nel marzo 2020 Vyacheslav Kuznetsov, professore di chimica dell’Università di Voronezh, viene ucciso durante una rapina da un suo ex dottorando, Dmitry Bykovsky, e dal complice Alexander Kharlamov, che poi smembrano il corpo e tentano di scioglierlo nell’acido. Nel 2022 sono stati condannati a 21 e 19 anni.

Vyacheslav Kuznetsov è stato un professore dell’Università statale di Voronezh, in Russia, ucciso e smembrato da Dmitry Bykovsky, un suo ex studente, e dal complice Alexander Kharlamov. Dottore in scienze chimiche, l’uomo era un membro stimato della comunità scientifica ed era impegnato in un grande progetto, la cosiddetta “acqua solida”, pensato per contrastare il problema della siccità.

La scomparsa

Kuznetsov, 57 anni, professore presso la Facoltà di Chimica, scompare il 5 marzo 2020, quando non si presenta in università. Viveva da solo e la sera prima aveva chiamato come di consueto la sorella, dicendole che sarebbe andato presto a letto. Quando il giorno dopo non si presenta al lavoro e non chiama la sorella, viene allertata la polizia.

Gli investigatori iniziano a scavare nella vita del professore e scoprono che aveva tre conti in due banche diverse. Il denaro di due conti presso la Sberbank di Voronezh era stato prelevato agli sportelli bancomat, mentre parte dei soldi del terzo, presso una banca online, era stata trasferita su conti di una banca di Magnitogorsk. I titolari di quei conti si rivelano venditori di bitcoin. Ammettono di averne venduti di recente, ma dei clienti conoscono solo il nickname. Seguendo le tracce dei pagamenti la polizia arriva ad Alexander Kharlamov e ne perquisisce l’appartamento.

Il ritrovamento del corpo

Bykovsky (a destra) e il professore

Sul balcone di un appartamento affittato da Kharlamov, in un condominio del quartiere Levoberezhny di Voronezh, vengono trovati due bidoni con i resti del professore. Il corpo era stato smembrato e i due volevano dissolverlo nell’acido, in pieno stile “Breaking Bad”. I vicini, che avevano comprato casa da poco, non avevano sospettato nulla.

Bykovsky era un dottorando che aveva studiato all’Università di Voronezh sotto la guida di Kuznetsov. Dopo la laurea aveva continuato a fare ricerca con lui e tra i due era rimasto un rapporto di amicizia, un rapporto che al professore è costato la vita.

Il movente

I due hanno ucciso l’uomo per derubarlo. Erano entrambi pieni di debiti e sapevano che il professore aveva da parte dei risparmi, circa due milioni di rubli. Secondo le loro confessioni l’idea della rapina era stata di Kharlamov, e Bykovsky l’aveva appoggiata.

Si sono presentati a casa di Kuznetsov, che li ha fatti entrare fidandosi del suo ex allievo. Lo hanno stordito premendogli sul viso un fazzoletto imbevuto di cloroformio e lo hanno legato, per poi svuotargli il conto online. Il professore però soffriva di diabete e, secondo la loro versione, non avrebbe retto al cloroformio. Resisi conto che era morto, lo hanno portato in un altro appartamento, lo hanno fatto a pezzi e hanno cercato di scioglierlo nell’acido.

Dopo l’arresto Kharlamov si è detto pentito, spiegando di averlo fatto perché si trovava in difficoltà economiche. I giornali si sono scatenati sulla somiglianza con la celebre serie Breaking Bad, anche perché Bykovsky usava come foto profilo un’immagine di Walter White, il professore di chimica protagonista della serie.

Il processo e la condanna

Al processo davanti al tribunale regionale di Voronezh i due hanno prima negato ogni colpa, poi hanno sostenuto di non aver mai voluto uccidere il professore e di aver comprato guanti, acido e seghetto solo dopo la sua morte. I giudici non ci hanno creduto. Il 15 febbraio 2022 sono stati condannati per omicidio aggravato e rapina, Bykovsky a 21 anni di carcere e Kharlamov a 19. Nel settembre 2023 la Corte Suprema russa ha confermato la condanna di Bykovsky, modificando solo alcuni aspetti secondari della sentenza.

Un uomo che dedicava la vita alla ricerca, tradito proprio da chi aveva aiutato a crescere. Fa davvero male pensarci.

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Fonti

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