Addio Gunnar Hansen – Leatherface

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In breve

  • Chi: Gunnar Milton Hansen (Reykjavík, 4 marzo 1947 – Northeast Harbor, 7 novembre 2015).
  • Perché è famoso: fu Leatherface nel primo “Non aprite quella porta” (1974).
  • Non solo attore: scrittore, sceneggiatore e regista di documentari.
  • Morte: per un cancro al pancreas, nella sua casa nel Maine, a 68 anni.

Ieri si è spento nella sua casa di Northeast Harbor, nel Maine, Gunnar Hansen, il Leatherface del primo “Non aprite quella porta”, a causa di un cancro al pancreas.

Addio Leatherface

Gunnar Hansen
Gunnar Hansen al festival Cinema Wasteland, nel 2009. Foto Scott, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

Gunnar nacque a Reykjavík, in Islanda, il 4 marzo 1947, figlio di un dentista islandese e di una madre norvegese, ma a cinque anni si trasferì negli Stati Uniti con la madre e il fratello, dove in seguito ottenne la cittadinanza. Visse nel Maine fino a 11 anni, poi la famiglia si spostò ad Austin, in Texas.

All’Università del Texas si laureò in inglese e matematica, e poi proseguì con studi scandinavi e inglese. Non studiò mai recitazione, anche se durante l’università partecipò ad attività teatrali.

I suoi lavori dopo le scuole superiori includono l’operatore di computer e, per un breve periodo, il buttafuori; al liceo aveva anche giocato a football. Nel 1973, appena finiti gli studi, venne a sapere che sarebbe stato girato un film nella sua città, Austin, e decise di andare ai provini.

Ottenne subito la parte di Leatherface, per interpretare la quale si dice che abbia studiato il comportamento di alcuni ragazzi con disabilità intellettiva, per trasferirlo poi al suo personaggio.

Dopo il grande successo del film ebbe un ruolo anche in “The Demon Lover”, e in seguito decise di lasciare la carriera di attore per seguire quella di scrittore, scrivendo per riviste e pubblicando libri.

Gli venne proposto di recitare nella parte di Leatherface nel sequel di “Non aprite quella porta” e gli venne offerta una parte in “Le colline hanno gli occhi”, ma rifiutò entrambe le offerte e continuò con la scrittura.

Nel 1988 tornò a recitare nel film “Hollywood Chainsaw Hookers”, una parodia horror, e da quel momento, oltre a continuare a scrivere libri, apparve in altri 20 film, compreso “Non aprite quella porta 3D” del 2013, dove ritrovò per un cameo il suo vecchio personaggio. Lui stesso considerava però la recitazione come un’attività secondaria.

Tra i suoi libri ci sono un memoir di viaggio sulle isole barriera americane, “Islands at the Edge of Time” (1993), e “Chain Saw Confidential” (2013), in cui racconta come venne girato il film che lo rese famoso. Scrisse anche sceneggiature e diresse dei documentari. Il suo ultimo lavoro fu un cameo in “Death House”, horror che aveva scritto insieme a Harrison Smith, uscito dopo la sua morte.

All’età di 68 anni si è spento nella sua casa, nel Maine. Il suo corpo è stato cremato e le sue ceneri disperse nell’oceano.

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