Il caso Tamam Shud, il mistero dell’uomo di Somerton

Posted by
In breve
Il 1º dicembre 1948 sulla spiaggia di Somerton Park, ad Adelaide, fu trovato il corpo di un uomo senza documenti, forse avvelenato. In tasca aveva un pezzetto di carta con le parole persiane “Tamam Shud”, strappato da una copia delle Rubaiyat con dentro un codice mai decifrato. Nel 2021 il corpo è stato riesumato e nel 2022 dei ricercatori lo hanno identificato come Carl Webb, ma la polizia non l’ha ancora confermato.

Il caso Tamam Shud è un mistero irrisolto australiano che da decenni affascina molti curiosi. Conosciuto anche come “il mistero dell’uomo di Somerton”, si riferisce al ritrovamento del cadavere di un uomo sulla spiaggia Somerton nel 1948. Chi sia quest’uomo e come sia morto, rimane ancora oggi un mistero.

Il mistero dell’uomo di Somerton

Nonostante a volte sia riportato come “Taman Shud“, la grafia corretta è con la “m” finale. Queste due parole sono in lingua persiana e significano “è finito” o “è terminato”. Sono così importanti perché sono state ritrovate stampate su un pezzo di carta nascosto nei pantaloni dell’uomo. Ma andiamo con ordine.

Il primo dicembre 1948 il corpo di un uomo viene ritrovato sulla spiaggia di Somerton Park, un sobborgo di Adelaide, in Australia Meridionale. Viene ritrovato con la testa appoggiata all’argine in pietra, con le gambe distese e i piedi incrociati. Alcuni testimoni ricordano di avere visto, la sera prima, un uomo che somigliava al cadavere nello stesso punto del ritrovamento. L’ipotesi per ora è che l’uomo sia morto nel sonno.

Negli abiti dell’uomo, quasi tutti privi dell’etichetta, vengono ritrovati vari effetti personali, fra cui un biglietto ferroviario per Henley Beach, ma nessun documento. L’autopsia rivela diverse congestioni degli organi interni, il che farebbe supporre a un avvelenamento. Tuttavia non vengono ritrovate tracce di veleni. Più avanti verrà ipotizzato che il veleno usato sia stato una particolare sostanza, molto forte, che avrebbe potuto uccidere in piccole dosi senza lasciare traccia nel sangue. Non è chiaro però se sia stato un suicidio (come nel caso di Peter Bergmann) o un omicidio.

Il 14 gennaio viene ritrovata, nel deposito bagagli della stazione di Adelaide, una valigetta senza etichetta. Al suo interno alcuni indumenti, un cacciavite, un coltello, un paio di forbici, un pennello e un tipo di filo non reperibile in Australia. Lo stesso filo era presente su una cucitura dei pantaloni dell’uomo senza nome: la valigetta doveva essere sua.

Il caso Tamam Shud

tamam shud

Pochi giorni dopo il ritrovamento del corpo, viene ritrovato un pezzo di carta in uno dei taschini dei pantaloni del cadavere, con stampate le parole “Tamam Shud”. Queste parole, in lingua persiana, si trovano alla fine del libro di poesie Rub’ ayyat di Umar Khayyam e daranno il nome a questo mistero irrisolto.

La polizia riesce a trovare il libro da cui il pezzo di carta è stato strappato grazie all’aiuto di un privato cittadino. Nella parte interna della copertina finale vengono scoperti un numero di telefono e delle annotazioni composte da una serie di lettere maiuscole.

WRGOABABD
MLIAOI
WTBIMPANETP
MLIABOAIAQC
ITTMTSAMSTGAB

Nonostante i numerosi tentativi, ad oggi queste annotazioni non sono ancora state decifrate. Il numero invece apparteneva a Jessica Ellen “Jo” Thomson, un’infermiera residente a poche centinaia di metri dal luogo del ritrovamento. Interrogata dalla polizia, negherà di conoscere l’uomo e di ignorare il perché fosse stato in possesso del suo numero di telefono.

Racconta però alla polizia che durante la Seconda Guerra Mondiale, mentre lavorava in un ospedale, era stata in possesso di una copia del Rub’ ayyat, che aveva poi regalato nel 1945 a un luogotenente di nome Alf Boxall. Afferma che dopo la guerra Boxall le aveva inviato una lettera alla quale lei aveva risposto informandolo di essere sposata e la corrispondenza fra i due termina. La polizia sospetta allora che l’uomo possa essere Boxall. Tuttavia Boxall viene rintracciato nel 1949 e la copia del libro di cui è in possesso è integra.

L’ombra dello spionaggio e altre ipotesi

tamam shud uomo di somerton

Una delle teorie su questo caso è che l’uomo di Somerton fosse una spia. Lo stesso Boxall avrebbe lavorato nell’Intelligence subito dopo la Seconda Guerra Mondiale. In un’intervista del 1978 però, il luogotenente non dà informazioni a riguardo.

Nel 1949 il misterioso uomo viene sepolto da alcuni membri dell’Esercito della Salvezza (un movimento evangelico). Qualche anno dopo il funerale, dei fiori cominciano ad apparire sulla tomba, ma la polizia non riesce a scoprire chi li lascia.

Negli anni seguenti molte persone si faranno avanti, convinte di avere identificato l’uomo di Somerton, tuttavia si riveleranno tutte piste a vuoto. L’uomo rimane senza nome.

Nel 2011 una donna di Adelaide contatta l’antropologo Maciej Henneberg consegnandogli poi un documento ritrovato fra gli effetti personali del padre. Questo risulta essere il documento d’identità di H.C Reynolds, un tipo di documento emesso dagli Stati Uniti per i marinai stranieri.

Henneberg ha comparato la foto del documento all’uomo di Somerton trovando somiglianze eccezionali soprattutto nell’orecchio (una delle caratteristiche più peculiari nell’uomo) e in un neo sul viso. Tutti questi elementi hanno portato l’antropologo a pensare che finalmente si fosse trovata l’identità del misterioso uomo.

Un mistero lungo decenni

Taman Shud

Un altro studioso, Derek Abbott, ha continuato gli studi sulle orecchie dell’uomo di Somerton, trovando alcune caratteristiche che si trovano solo nell’1-2% delle persone caucasiche. Inoltre dai record dentali emerge anche che l’uomo soffrisse di ipodonzia e cioè la mancanza di alcuni denti che non si sarebbero mai sviluppati.

Nel 2010 Abbott ha ottenuto la fotografia di Robin, il figlio di Jessica, l’infermiera interrogata anni prima dalla polizia, scoprendo che anche lui presentava le stesse rare caratteristiche. Considerando che Robin aveva 18 mesi nel 1948, molti sono portati a pensare che non fosse il figlio del marito di Jessica, ma dell’uomo misterioso.

Un’ipotesi è quella che sia l’uomo di Somerton che l’infermiera fossero spie. A sostegno di quest’ipotesi c’è un’intervista di Kate Thomson, la figlia dell’infermiera, al programma “60 Minutes”, in cui afferma che la madre, un giorno, le abbia detto di avere mentito alla polizia e di conoscere molto bene l’uomo di Somerton. E’ stata proprio Kate ad avanzare l’ipotesi che sua madre potesse essere una spia.

Ricorda infatti che insegnava inglese ai migranti, era interessata al comunismo e parlava russo, anche se non volle mai rivelare dove l’avesse imparato e perché.

L’analisi del DNA

Abbott sostiene che un’analisi del DNA potrebbe, forse, chiarire i molti dubbi sul caso Tamam Shud. Tuttavia nel 2011 il procuratore generale dell’Australia Meridionale, John Rau, ha negato il permesso di riesumare il cadavere dell’uomo misterioso.

Che l’abbiano negato perché il governo australiano è al corrente della vera identità dell’uomo e non vuole renderla pubblica?

Aggiornamento: la riesumazione e il nome di Carl Webb

Le cose sono cambiate nel 2019, quando il nuovo procuratore generale, Vickie Chapman, ha dato finalmente il permesso di riesumare il corpo per estrarne il DNA. La riesumazione è avvenuta il 19 maggio 2021, e la polizia ha dichiarato che i resti erano in condizioni “ragionevoli”.

Il 26 luglio 2022 Derek Abbott, insieme alla genealogista forense Colleen Fitzpatrick, ha annunciato di aver dato un nome all’uomo di Somerton grazie alla genealogia genetica, partendo dal DNA dei suoi capelli: sarebbe Carl “Charles” Webb, un ingegnere elettrico e costruttore di strumenti di precisione nato nel 1905.

Attenzione però: la polizia dell’Australia Meridionale e i laboratori forensi dello Stato non hanno ancora confermato ufficialmente il risultato. E anche se il nome fosse quello giusto, restano senza risposta le domande più inquietanti: come è morto, perché aveva in tasca quel pezzo di carta e cosa significa il codice nel libro.

Per ora il caso Tamam Shud rimane uno dei più grandi misteri del XX secolo.

🦋 Emadion vive grazie a chi lo legge. Se questa storia ti ha tenuto sveglio, offrimi un caffè: mi aiuta a portarti il prossimo incubo.

☕ Sostieni Emadion su Ko-fi

Fonti

📍Questa storia è sulla Mappa del misteroScopri dove è successo e quali altri misteri si nascondono lì vicino.Vedi sulla mappa →

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *