I fantasmi dell’Isola di Poveglia

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In breve
Poveglia è un’isola della laguna sud di Venezia, abitata fin dall’alto Medioevo e devastata durante la guerra di Chioggia. Dal 1776 fu stazione di quarantena e lazzaretto, dal 1922 al 1968 casa di riposo, ritenuta da molti un manicomio. Oggi è famosa per i fantasmi e dal 2025 la parte nord è affidata all’associazione Poveglia per tutti per farne un parco pubblico.

L’isola di Poveglia è forse uno dei luoghi misteriosi più famosi d’Italia, insieme al manicomio di Aguscello.

Oggi è famosa perché ritenuta abitata dai fantasmi di tutte le persone che, nel corso della storia, sono state mandate sull’isola a morire.

Tutti sanno del manicomio presente a Poveglia, chiuso nel 1968, i cui resti sono ancora visibili sull’isola. Ma che ne era di questa misteriosa isola prima del 1922, anno di apertura della struttura?

I fantasmi presenti sono solo quelli delle vittime del manicomio, o ci sono molte più anime che non si danno pace?

Poveglia e la Morte Nera

Prima di essere abitata dai fantasmi, Poveglia era abitata dalle persone. Nell’anno 864, ad esempio, era abitata da circa 200 famiglie. Erano le famiglie dei 200 servitori più fedeli del doge Pietro Tradonico, ucciso proprio nell’anno 864.

Il doge successivo, Orso I Partecipazio, permise a queste famiglie di stabilirsi sull’isola di Poveglia, nella laguna sud di Venezia, di fronte a Malamocco. Per secoli fu un centro fiorente, che viveva di pesca e di saline. Durante la guerra di Chioggia tra Venezia e Genova (1378-1381) la popolazione fu evacuata a Venezia e l’isola, occupata dall’ammiraglio genovese Pietro Doria, fu devastata. Da allora rimase pressoché disabitata.

È alla fine del Settecento che comincia ad avere di nuovo una funzione: dal 1776, e per più di un secolo, l’isola diventa una stazione di quarantena per le navi in arrivo e, all’occorrenza, un lazzaretto per i malati di peste e di altre malattie contagiose. Secondo la tradizione, sull’isola venivano anche bruciati e sepolti in fosse comuni i cadaveri dei morti di peste, che per secoli aveva colpito l’Europa con il nome di “Morte Nera”.

In seguito, però, sull’isola vengono mandati anche i malati, in una quarantena che finiva molto spesso nella morte degli individui.

Poveglia e il manicomio

Manicomio Poveglia

Nel 1922 gli edifici dell’isola vengono trasformati in una struttura che ufficialmente era una casa di riposo e lungodegenza per anziani, chiusa nel 1968. Tuttavia oggi lo si conosce come manicomio perché probabilmente era questa la sua vera funzione, una struttura per ospitare i pazienti malati di mente.

Questo risulta chiaro anche dalle scritte leggibili ancora oggi sui ruderi della struttura, una delle quali recita proprio “reparto psichiatria”.

Purtroppo sappiamo bene che nella prima metà del Novecento i malati di mente venivano spesso bistrattati e sottoposti a cure che oggi definiremmo torture, come i bagni di acqua gelata, l’elettroshock o la lobotomia.

Ed è proprio nel periodo di apertura del manicomio e dopo la sua chiusura che sull’isola si verifica un picco di avvistamenti strani.

Molti sostengono che siano tutte le anime delle persone morte fra atroci dolori e dimenticate da tutti, le responsabili degli strani fenomeni e degli avvistamenti.

Poveglia oggi

Attualmente Poveglia è, tecnicamente, chiusa ai turisti e disabitata. Tuttavia molte persone vi si sono recate per esplorare quest’isola piena di mistero e fascino macabro.

Nel 2014 lo Stato ha messo all’asta una concessione di 99 anni sull’isola. L’offerta più alta, 513.000 euro, era dell’imprenditore Luigi Brugnaro, poi diventato sindaco di Venezia, ma l’assegnazione non è andata in porto. Nello stesso anno i cittadini hanno fondato l’associazione Poveglia per tutti, che ha raccolto 460.000 euro da oltre 4.500 persone per evitare la privatizzazione. Dopo anni di battaglie legali, il 1° agosto 2025 l’associazione ha ottenuto una concessione di 6 anni sulla parte nord dell’isola, per trasformarla in un parco pubblico.

Se qualche coraggioso volesse andarci di persona, richiedendo un apposito permesso al comune di Venezia, tenga presente che la struttura è pericolante e forse il vero pericolo, più che i fantasmi, possa essere la struttura stessa.

Nel tempo non sono mancati coraggiosi che si sono avventurati sull’isola in cerca di un brivido. Per alcuni, forse, il brivido è stato di troppo come nel caso dei turisti americani che dopo essere arrivati sull’isola si sono spaventati a morte e hanno chiesto aiuto per ritornare sulla terraferma.

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Fonti

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